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Gli uomini della Guardia di finanza durante l'operazione Magma

Gli uomini della Guardia di finanza durante l'operazione Magma

Estradato Ardjan Cekini, rientra in Italia l'avamposto dei Bellocco nei Balcani

Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo dal 2019, il suo nome era emerso nelle indagini che hanno portato all'operazione "Magma" condotta dalla Dda di Reggio Calabria

Da poche ore, all’aeroporto internazionale Leonardo Da Vinci, finanzieri dello Scico di Roma e del Gico di Reggio Calabria, con il supporto del Gruppo di Fiumicino, hanno concluso la procedura di estradizione dell’indagato Ardjan Cekini, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale reggino in data 5 dicembre 2019, non eseguito in quanto resosi irreperibile all’estero e successivamente arrestato in data 26 maggio 2020, in esecuzione del mandato di cattura internazionale, in riferimento al procedimento 5398/16.

Ardjan Cekini, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti, è stato indagato nell’ambito dell’operazione "Magma", coordinata dal Procuratore capo, Giovanni Bombardieri, dal Procuratore aggiunto, Gaetano Paci e dal Sostituto procuratore Francesco Ponzetta condotta dalla sezione Goa del Gico della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dallo Scico di Roma, conclusa nel novembre 2019 con l’esecuzione di 45 misure cautelari per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti, detenzione illegale di armi.

Le attività investigative hanno consentito di destrutturare completamente la cosca di ‘ndrangheta riconducibile ai Bellocco di Rosarno e le sue articolazioni extra regionali, traendo in arresto tutti i membri apicali della famiglia, appartenente al “mandamento tirrenico” e operante nella piana di Gioia Tauro, in Emilia Romagna, in Lazio e in Lombardia. Il gruppo criminale, articolato su più livelli e dotato di elevatissime disponibilità finanziarie, allo scopo di importare la cocaina, individuava in Sudamerica, in particolare in Argentina e Costarica, fonti di approvvigionamento di ingenti partite di quella sostanza stupefacente da inviare in Italia via mare occultate in appositi borsoni all’interno di container.

Per tali finalità, uomini della cosca Bellocco si sono serviti di alcuni emissari che hanno effettuato diversi viaggi all’estero – al fine di visionare lo stupefacente e contrattare con i referenti in loco per organizzare gli aspetti logistici dell’importazione - e, tra questi, Ardjan Cekini, avamposto della ‘Ndrina “Bellocco” nell’area balcanica, il quale partecipava - insieme ad altri sodali – ad organizzare l’acquisto in Spagna di circa 20 chilogrammi di cocaina e forniva all’organizzazione apparati per comunicazioni telematiche criptate.

L’estradizione di oggi giunge al termine di serrate indagini condotte dal Nucleo Pef di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, con il determinante supporto del II Reparto del Comando Generale del Corpo, della Direzione Centrale della Polizia Criminale, guidata dal Prefetto Rizzi, dal Segretariato Generale dell’Oipc-Interpol di Lione e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con il supporto operativo della Polizia di Stato albanese, nell’ambito del più ampio progetto I-Can (Interpol coopeperation against ‘ndrangheta), promosso dall’Italia insieme ad Interpol che ha consentito, tra l’altro, di rintracciare e catturare in contemporanea, oltre al menzionato, ulteriori 5 soggetti in tre diversi Stati esteri: Albania - Argentina e Costarica.

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