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Giustizia

Lo sfogo di Creazzo dopo l'assoluzione: "Compiuta enorme ingiustizia"

L'ex consigliere comunale affida ai social una riflessione sulla sua vicenda giudiziaria che lo ha visto coinvolto nell'inchiesta "Eyphemos"

“Il 25 febbraio 2020 è stata compiuta un’enorme ingiustizia, che non ha colpito soltanto me e i miei affetti, ma anche la mia comunità, che è stata privata della guida di un’amministrazione comunale, e gli 8092 elettori che mi avevano liberamente scelto per essere rappresentati in Consiglio regionale”. Questo lo sfogo, postato sui social, di Domenico Creazzo, l’ex consigliere regionale finito in manette nell’ambito dell’inchiesta “Eyphemos”, a pochi giorni dalla sua assoluzione.

“Ricordo ancora - scrive il giovane politico reggino - il grande entusiasmo che si era creato attorno a quel progetto politico che tutti insieme avevamo cominciato a scrivere. C’era la voglia vera di cambiare, c’erano tutte le energie giuste per costruire qualcosa di concreto per il nostro territorio e per la Calabria intera. Ma non è stato possibile”.

Rivolgendosi a quanti in questi ultimi giorni hanno trovato il tempo di mandargli un messaggio, di telefonargli, di esprimere la propria vicinanza, poi, Domenico Creazzo scrive: “Il tempo che avrei dovuto dedicare a tutto questo, sono stato costretto ad impiegarlo per difendermi da accuse pesanti che, in vita mia, mai avrei pensato potessero minimamente accostarsi a me, per via del mio vissuto e per il mio operato al servizio delle istituzioni, in cui con i fatti ho sempre dimostrato da che parte stavo”.

Nello sfogo di Creazzo, ancora, trova spazio il ringraziamento sentito ai legali che lo hanno difeso e lo hanno cacciato dai guai giudiziari in cui era finito. "E sono stati anche quei fatti, che abbiamo documentato nel corso del processo, a sconfessare tutte quelle fantasiose accuse. I miei avvocati, Pasquale Condello e Michele Sarno, sono stati preziosi in questo, perché si sono adoperati con grande professionalità per far emergere tutta la verità senza risparmiarsi. Ringrazio loro e ringrazio quanti hanno camminato a fianco a me in questi tre anni, su tutti mia moglie Dona che è stata una donna forte e combattiva, il porto sicuro per me e per i nostri figli”.

Nei ringraziamenti, poi, trova posto anche il parlamentare Edmondo Cirielli. “E ringrazio pubblicamente anche l’onorevole Edmondo Cirielli per avermi supportato fin dall’inizio di questa vicenda, quando sarebbe stato più conveniente, per lui, rinnegare me e la sua scelta, ma non lo ha fatto”.

Domenico Creazzo, entrato in consiglio regionale con Fratelli d’Italia, era stato accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Un’accusa pesante che è stata posto al vaglio dei giudici del tribunale di Palmi, verso i quali Creazzo trova parole di ringraziamento.

“Un apprezzamento per il lavoro svolto - prosegue Creazzo - va al collegio giudicante del Tribunale di Palmi, che con attenzione, abnegazione e rigore morale e professionale ha reso giustizia”.

“Alla fine di tutta questa vicenda - scrive ancora l’ex consigliere regionale - non ho maturato rancore verso nessuno, sia perché è un sentimento che non mi appartiene, ma anche perché ho un profondo rispetto etico verso le istituzioni democratiche, le quali non devono essere mai demonizzate ma protette dalle strumentalizzazioni, in quanto sono condizione necessaria per il vivere civile della nostra Repubblica”.

“Sapete - conclude Creazzo - se c’è una cosa che mi ha insegnato tutto questo, è che anche dai momenti difficili, quando la paura e lo sconforto hanno il sopravvento, dobbiamo maturare la capacità di far concorrere tutto al bene. Ed io non ho mai indietreggiato di un passo, perché nonostante questa triste parentesi, il senso di responsabilità e l’entusiasmo sono esattamente gli stessi di tre anni fa”.

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