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Legalità

Ascesa imprenditoriale favorita dalla 'ndrangheta, confiscati i beni di un imprenditore

La guardia di finanza notifica un provvedimento chiesto dalla Dda reggina, sotto chiave un patrimonio stimato in circa 1 milione e 400 mila euro

Un patrimonio stimato in circa 1 milione e 400 mila euro, di proprietà di un imprenditore reggino ritenuto dagli inquirenti della Dda reggina contiguo alla 'ndrangheta, è stato sottoposto a confisca dalla guardia di finanza del comando provinciale di Reggio Calabria.

I militari, guidati dal generale Maurizio Cintura, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, diretta da Giovanni Bombardieri, stanno dando esecuzione a un provvedimento emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca di beni - per un valore complessivamente stimato in circa 1,4 milioni di euro - riconducibili a un imprenditore edile reggino, già attivo nel settore dei pubblici appalti, indiziato di contiguità alla ‘ndrangheta.

L’imprenditore, spiegano gli investigatori della guardia di finanza è stato coinvolto nel corso di plurime attività investigative, coordinate e dirette dalla locale Direzione distrettuale antimafia, dalle quali è emerso che la sua ascesa imprenditoriale sarebbe stata favorita dall’appoggio della criminalità organizzata reggina.

In particolare, nell’operazione “Nuovo corso” (poi confluita nel cosiddetto processo “Epicentro”) - allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità – lo stesso è stato condannato, in primo grado, alla pena di otto anni di reclusione per il reato di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso.

In virtù di ciò, la locale Direzione distrettuale antimafia - sempre più interessata agli aspetti economico-imprenditoriali legati alla criminalità organizzata - ha delegato il Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo polizia economica finanziaria della guardia di finanza a svolgere apposita indagine a carattere economico/patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato imprenditore, di misure di prevenzione personali e patrimoniali.

L’attività in rassegna ha consentito di ricostruire, attraverso una complessa e articolata attività di riscontro, anche documentale, il patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità del soggetto, il cui valore sarebbe risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata.

Con il provvedimento in esecuzione, la sezione Misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria ha decretato - allo stato del procedimento e impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito - l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca, anche per equivalente, di quote di partecipazione al capitale di una società operante nel noleggio autovetture, 12 fabbricati, 8 terreni e disponibilità finanziarie, per un valore complessivamente stimato in circa 1,4 milioni di euro.

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