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Il provvedimento / Bova Marina

Confiscati 900 mila euro ad un imprenditore considerato vicino alle cosche

La guardia di finanza della compagnia di Melito Porto Salvo ha applicato un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione che riguarda beni già sottoposti a sequestro nel 2020, disposta anche la sorveglianza speciale di sicurezza

Le fiamme gialle di Melito Porto Salvo hanno confiscato il patrimonio di un imprenditore di Bova Marina. Sotto chiave sono finiti beni per oltre 900 mila euro. L'uomo è indiziato di appartenere ad un'associazione si tampo mafioso. Ecco i fatti. I finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, hanno eseguito un provvedimento della sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria con il quale è stata disposta,senza per questo pregiudicare ogni diversa valutazione negli eventuali successivi gradi di giudizio, l’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale e quella patrimoniale della confisca di beni nei confronti di un imprenditore indiziato di “appartenenza chiara ed univoca” alla ‘ndrina Vadalà di Bova Marina sebbene l’impianto probatorio non sia stato sufficiente a fondare la responsabilità penale.

In particolare, la compagnia di Melito Porto Salvo, coordinata dal comandante provinciale Maurizio Cintura, ha eseguito indagini ed accertamenti - anche attraverso l’analisi delle transazioni economico-finanziarie effettuate dall’imprenditore negli ultimi 20 anni - finalizzati alla raccolta di elementi idonei a dimostrarne la pericolosità sociale “qualificata” nonché la sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio effettivamente posseduto, anche mediante persone interposte.

Pertanto, nei giorni scorsi i finanzieri hanno confiscato 3 polizze assicurative per un controvalore nominale di 300.000 euro, 12 fabbricati e 10 terreni, ubicati a Bova Marina e Reggio Calabria, ed 1 autoveicolo, già sottoposti a sequestro di prevenzione nell’agosto 2020. Il tribunale ha inoltre disposto, nei confronti del soggetto, la misura personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel citato comune jonico, per la durata di tre anni.

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