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Venerdì, 21 Giugno 2024
L'ordinanza

Inchiesta Arangea, l'egemonia della cosca Ficara-Latella e la divisione del territorio

Nelle carte dell'operazione della Direzione investigativa antimafia della procura di Reggio Calabria emerge il potere di ndrangheta della famiglia Autolitano e della sua intraneità alla cosca

"L'esistenza della cosca di 'ndrangheta Ficara-Latella e la sua operatività nell'area meridionale di Reggio Calabria costituisce un fatto ormai acclarato nel panorama giudiziario grazie alle plurime sentenze divenute definitive che, pronunciate nel corso degli ultimi 20 anni, hanno descritto il territorio di egemonica competenza, l'espansione, gli interessi e le attività criminali a cui gli appartenenti al gruppo mafioso erano dedicati costantemente", è scritto nero su bianco nelle pagine dell'ordinanza dell'operazione Arangea.

L'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Reggio Calabria, diretta da Giovanni Bombardieri, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria che ha portato all’esecuzione di 12 ordinanze di custodia cautelare, 11 in carcere e una domiciliari, e ha permesso di  ricostruire i metodi seguiti dal gruppo criminale per imporre le estorsioni. 

Quasi settecento pagine di ordinanza, dove emerge con chiarezza la forza della 'ndrina, che continua ad esercitare un asfissiante controllo in quella periferia. 

"Ulteriormente dimostrativo del potere di ndrangheta della famiglia Autolitano e della sua intraneità alla cosca Ficara-Latella è anche il contenuto della conversazione intercorsa il 2 aprile 2021 - è scritto nell'ordinanza -  tra Antonio Autolitano, 61 anni, ed il figlio Vincenzo, allorché quest'ultimo riferiva al padre di un colloquio intrattenuto con un imprenditore.

Quest'ultimo, nel ricostruire alcune dinamiche criminali che lo avevano interessato direttamente in qualità di imprenditore e nell'esaltare la caratura criminale di Giuseppe Ficara, aveva sottolineato il controllo del territorio esercitato dalla cosca Ficara- Latella".

Parlano i picciotti di 'ndrangheta, padre e figlio Autolitano non sanno di essere ascoltati e dicono: "No, che lui onestamente ... inc ... (abbassa il tono della voce ndr} Pino Ficara... onestamente l'ha aiutato sempre, è sempre stato corretto nei suoi confronti ...

Dice: "(abbassa il tono della voce ndr) una volta dovevamo fare una piazzetta a San Gregorio e ho parlato con tuo zio. Tuo zio mi ha detto ... non sapendo il mio rapporto con Pino mi ha detto: "non andare da Pino, parla con Mico ... se poi Pino ti chiede ... "(. ..) "Io onestamente" dice "Enzo, non l'ho ascoltato, ho ascoltato il mio istinto, ho visto a Pino e ... inc... a Pino". Dice: "hai fatto bene". "Magari tuo zio non sapeva il rapporto che ho io con Pino, e mi ha detto: "Ma che vieni a dirmi, vai a farti il lavoro".

Mi ha detto: "magari avrei chiamato a Mimmo e Mimmo voleva i soldi... invece Pino mi ha detto: "vai a farti il lavoro e non ci rompere le palle". "Quando sono andato a spiegare" "non mi devi spiegare niente ti ho detto, vai a farti il lavoro." Dice: "onestamente, secondo me, è stato sempre una spanna sopra gli altri ... Pino! Per il modo di ragionare, la calma, sempre ... più elastico, più per la pace. E poi Enzo è inutile che uno dice e la famiglia qua a Ravagnese, a Croce e cose sono loro ... quegli altri sono stati di contorno ... partecipavano ma sono loro!"

Evidenziano gli inquirenti: "esprimendo un ragionamento pienamente condiviso da Vincenzo Autolitano che, rimarcando di conoscere bene le dinamiche criminali del territorio, affermava come questo fosse diviso tra la cosca Serraino e la cosca Ficara-Latella verso la quale il giovane Autolitano esprimeva la convinta vicinanza".

Continua l'intercettazione: "Gli ho detto io: "Parliamoci chiaro è così, non ti posso dire che non è così, le famiglie sono state due, quelle del bar e loro! Poi chi si è messo con loro e chi con quell'altri!" Lui però che viene e mi dice, che si sbilancia così ... gli ho detto io: "Gli altri possono dire quello che vogliono, io posso parlare bene, oggi sono miei parenti, di quello che ho bisogno onestamente ... si sono messi sempre a disposizione e non ho niente da dire ... contro di loro, poi con gli altri, ognuno può dire quello che vuole, io non posso!".

Del resto, le conoscenze di Vincenzo Autolitano - scrivono i magistrati - non si esaurivano al governo dei territori, essendosi egli espresso anche sulle conseguenze che stavano avendo le propalazioni del collaboratore di giustizia Liuzzo Stefano Tito che, seppure non potevano sortire effetti su Giuseppe Ficara (giacché già processato per gli stessi fatti), certamente si rivelavano pericolose per gli altri sodali, al punto da far saltare le riunioni di 'ndrangheta che solitamente venivano organizzate:  "No, ma lui no, non c'entra. Non è problema loro, i problemi sono per altri, non per lui. Sono più dall'altro lato, sono questi i problemi ... Le mangiate sono saltate quest'estate. In estate arrostivano là fuori al mare, con Peppe e quell'altro".

Ancora dalle carte dell'ordinanza emergono chiaramente i due grandi schieramenti di 'ndrangheta ad Arangea. 

L'imprenditore aveva lodato il carisma di Giuseppe Ficara reputandolo di livello superiore e riconoscendo quindi all'articolazione di ndrangheta Ficara - Latella l'egemonia sul territorio: "Dice: "onestamente, secondo me, è stato sempre una spanna sopra gli altri... Pino! Per il modo di ragionare, la calma, sempre ... più elastico, più per la pace. E poi Enzo è inutile che uno dice e fa... la famiglia qua a Ravagnese, a Croce sono loro... quegli altri sono stati di contorno... partecipavano ma sono loro!".

"Con le affermazioni dell'imprenditore era concorde anche Vincenzo Autolitano - si legge - il quale distingueva le compagini criminali in due grandi schieramenti, contrapposti nel corso della "guerre di ndrangheta" (1985-1991): quello della cosca Latella e quello della cosca Serraino che Autolitano individua in ''quelli del bar" riferendosi al bar Villa Arangea, riconducibile appunto ai Serraino". 

Ancora Vincenzo Autolitano aggiungeva di aver spiegato che gli esponenti della compagine dei Latella sono poi divenuti suoi parenti ed è grazie a questi che ne ha tratto beneficio.

La parentela di Autolitano è certificata dalla circostanza che egli è sposato con Nicoletta Latella, figlia di Pasquale Latella,  - scrivono i magistrati - già a capo dell'omonima cosca, assassinato l'11 novembre 1987 nel corso della seconda guerra di ndrangheta: "Gli ho detto io: "Parliamoci chiaro è cosi, non ti posso dire che non è così, le famiglie sono state due, quelle del bar e loro! Poi chi si è messo con loro e chi con quell'altri!" Lui però che viene e mi dice, e si sbilancia cosi ... gli ho detto io: ''Gli altri possono dire quello che vogliono, io possa parlare bene, oggi sono miei parenti, di quello che ho bisogno onestamente ... si sono messi sempre a disposizione e non ho niente da dire... contro di loro, poi con gli altri, ognuno può dire quello che vuole, io non posso!".

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