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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Inchiesta "Inter nos", la distrettuale antimafia chiude le indagini

Fra i 26 indagati dell'operazione che avrebbe scoperchiato le mire della 'ndrangheta sulla sanità c'è anche l'ex consigliere regionale Nicola Paris

La direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha chiuso le indagini relative all'inchiesta "Inter nos", a seguito della quale era finito agli arresti domiciliari l’ex consigliere regionale Nicola Paris. Sono ventisei in tutto le persone sotto inchiesta. Secondo quanto appurato dai finanzieri, con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria, vi sarebbe stata una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti di corruzione, turbata libertà degli incanti, astensione dagli incanti e, più in generale, di delitti contro la pubblica amministrazione.

Del reato di associazione per delinquere sono accusati in 11: Antonino Chilà, Giovanni Lauro, Antonino D’Andrea, Mario Carmelo D’Andrea, Domenico Chilà, Angelo Zaccuri, Bruno Martorano, Lorenzo Delfino, Sergio Piccolo, Gianluca Valente, Antonio Costantino. Insieme avrebbero costituto, mediante la realizzazione di forme collusive e di corruzione e la realizzazione di una cassa comune, un vero e proprio cartello atto a monopolizzare il settore di competenza ed eliminare ogni possibile forma di concorrenza. Il tutto con l’aggravante per aver agevolato le attività della ‘Ndrangheta.

Nei confronti di Domenico Chilà, invece, c’è anche l’accusa di associazione mafiosa all’interno della cosca Serraino, divenendo, secondo la Procura, imprenditore di riferimento del sodalizio mafioso nel settore dei servizi di pulizia e sanificazione, stringendo uno stabile e permanente accordo con gli esponenti di vertice della ‘Ndrangheta reggina e assicurando agli stessi la possibilità di ricevere quote dei proventi degli appalti pubblici.

Un altro reato che vede un discreto numero di indagati è quello di concorso in turbata libertà di scelta del contraente, aggravato dall’aver favorito la ‘Ndrangheta. Secondo la Procura, Domenico Chilà, Antonio Chilà, Angelo Zaccuri, Bruno Martorano, Lorenzo Delfino, Gianluca Valente, Sergio Piccolo, Nicola Calabrò, Francesco Macheda, Grazia Rosa Anna Squillacioti, Filomena Ambrogio, Angela Minniti e Francesco Sarica. Stando alla tesi accusatoria, gli indagati avrebbero, con doni, promesse, collusioni ed altri mezzi fraudolenti, turbato il procedimento amministrativo volto a scegliere il contraente per i servizi di pulizia e sanificazione delle strutture amministrative e sanitarie da parte dell’Asp di Reggio Calabria, adottando anche plurime proroghe alla scadenza dei contratti, favorendo indebitamente i vecchi aggiudicatari che proseguivano a svolgere il servizio in assenza di regole di gara d’appalto e di contratto.

Anche l’ex consigliere Paris entra nell’inchiesta per un episodio di corruzione. Secondo l’accusa, questi, nella sua qualità di consigliere, su richiesta di Antonino Chilà, Antonino D’Andrea, Giovani Lauro, quest’ultimo membro del suo staff e in precedenza rappresentante legale della Helios, tentava di intervenire nei confronti dell’allora governatore facente funzioni della Regione, Antonio Spirlì, al fine di sollecitare il rinnovo contrattuale del funzionario asservito, il cui mandato era in scadenza, nell’interesse degli imprenditori della Helios che lo avevano sostenuto durante la campagna elettorale, così procurando al funzionario un’ulteriore utilità consistente nella prosecuzione del rapporto di lavoro all’Asp di Reggio Calabria, nella percezione di emolumenti stipendiali e nella concreta possibilità di continuare a ricevere illecite dazioni a titolo di remunerazione per l’asservimento della propria funzione agli interessi imprenditoriali dei soci della cooperativa Helios.

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