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Domenica, 25 Febbraio 2024
Cronaca Platì

Operazione "Freeland" sulle 'ndrine a Bolzano: ecco i nomi di tutti gli arrestati

Secondo gli inquirenti sono due i soggetti a capo della 'ndrina di Bolzano: Francesco Perre, oggi residente a Platì, ma negli anni '90 ritenuto di fatto il fondatore del nucleo altoatesino, e Mario Sergi, 60 anni, residente a Bolzano

Associazione a delinquere di stampo mafioso e finalizzata al traffico di stupefacenti, concorso esterno in associazione mafiosa, sequestro di persona, estorsione, spaccio di eroina e cocaina. Sono queste le accuse contestate a vario titolo alle 20 persone arrestate all'alba di oggi nell'operazione “Freeland”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Trento.

L'indagine, coordinata dai sostituti procuratori Sandro Raimondi e Davide Ognibene, ha portato alla luce la presenza sul territorio regionale, e in particolare a Bolzano, di una 'ndrina collegata direttamente, secondo gli inquirenti, alle principali cosche calabresi di Platì, Natile e Delianuova, di diretta emanazione del clan Italiano-Papalia e con rapporti con altre cosche di primissimo piano. 

Venti sono le persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Marco La Ganga. Otto quelle finite in manette in Calabria durante il blitz notturno al quale ha collaborato anche personale della Squadra mobile di Reggio Calabria, diretto da Francesco Rattà.

Ecco i nomi delle persone finite in manette:

Mario Sergi, 60enne di Delianuova; Francesco Perre, 59enne di Platì; Giuseppe Perre, 33enne residente a Platì; Rosario Giocondo, geracese di 29 anni; Angelo Perri, nato ad Acri e residente a Bolzano di 65 anni; Francesco Perri, nato ad Acri e residente a Bolzano di 62 anni; Michele Sergi, delianuovese di 65 anni; Angelo Zito, nato a Santa Maria del Cedro 62 anni addietro; Giuliano Callipari, locrese residente in provincia di Bolzano di 51 anni; Giuseppe Papalia, cinquefrondese di 35 anni; Rocco Papalia 65enne di Delianuova; Salvatore Giocondo, 63enne di Gerace; Antonino Forgione, 23enne di Taurianova; Carmine Violi, sinopolese di 41 anni; Paolo Pasimeni, padovano di 42 anni; Marco Dall’Ara, bolzanino di 45 anni; Domenico Bonadio, reggino 52enne residente in provincia di Bolzano; Yassine Lemfaddel, nato a Taurianova e residente a Treviso di 32 anni; Daniel Crupi, 32enne di Bolzano e Luca Guerra, bolzanino di 32 anni.

Le indagini

L'indagine “Freeland” ha preso le mosse da oltre un anno, ed è partita da alcune dichiarazioni di un collaboratore di giustizia ritenuto dagli inquirenti particolarmente affidabile. La Squadra mobile di Trento, guidata da Tommaso Niglio, insieme agli uomini del Servizio centrale operativo, ha poi effettuato gli accertamenti, anche attraverso pedinamenti, intercettazioni, sequestri di armi e stupefacenti, tra i quali uno molto importante su Trento.

Secondo gli inquirenti sono due i soggetti a capo della 'ndrina impiantatasi a Bolzano: Francesco Perre, oggi residente a Platì ma negli anni '90 ritenuto di fatto il fondatore del nucleo altoatesino dopo essersi trasferito da Volpiano, e Mario Sergi, 60 anni, residente a Bolzano, titolare di un'impresa edile oggi in fallimento, e ritenuto oggi il vero capo dell'organizzazione locale. 

Quest’ultimo avrebbe ereditato direttamente da Perre il ruolo di capo. Sempre secondo le risultanze investigative, un ruolo centrale lo avrebbe avuto anche il bar gestito ufficialmente dalla compagna di Sergi, il “Coffee Break” di via Resia, oggi posto sotto sequestro: un luogo - secondo l'accusa - ritenuto il fulcro dei vari traffici e dove si decidevano strategie e azioni illecite.

L'attività principale della “locale” bolzanina, che sarebbe guidata da Mario Sergi, riguarda per l'appunto il traffico di droga, in particolare di cocaina: gli inquirenti ritengono che ogni mese dalla Calabria venissero immessi sul mercato locale circa 4-5 chili di cocaina. Secondo gli inquirenti, infine, la “locale” di Bolzano versava direttamente il denaro in Calabria alle cosche.

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