Operazione “Pedigree 2”

'Ndrangheta, assolto l'imprenditore Fallanca per "non aver commesso il fatto"

È quanto ha deciso il tribunale di Reggio Calabria che ha emesso la sentenza di primo grado, secondo il rito ordinario

È stato assolto per non aver commesso il fatto. È questa la decisione del  Tribunale di Reggio Calabria (presidente Lauria, giudici a latere Me e Colli) che ha emesso la sentenza di primo grado, secondo il rito ordinario, per l’imprenditore Antonino Fallanca nell’operazione “Pedigree 2”.

Antonino Fallanca, difeso dall’avvocato Giuseppe Nardo, dopo oltre tre anni e sei mesi di carcerazione preventiva, torna libero e il tribunale ha disposto anche il dissequestro di tutti i suoi beni facenti e quelli dei suoi familiari, in particolare dell’esercizio commerciale Fallanca Colori Srl, noto colorificio della città.

La procura aveva chiesto la condanna di Fallanca a 18 anni di reclusione e la confisca del patrimonio.  Nel mese di febbraio scorso però il tribunale misure di prevenzione aveva già dissequestrato, la quasi totalità del patrimonio del Fallanca e dei suoi figli, tutti sempre difesi dall’avvocato Nardo.

Nell'ambito dell'inchiesta  "Pedigree 2", avviata nell’ottobre 2020, l’imprenditore Fallanca è stato destinatario di un'ordinanza di custodia in quanto ritenuto dirigente apicale ed organizzatore dell’articolazione di ‘ndrangheta della cosiddetta cosca Serraino, operante nei territori di Cardeto, Arangea, San Sperato e nelle aree aspromontane della provincia reggina, e pertanto ritenuto socialmente pericoloso.

Adesso l'accusa è stata smontata e l'imprenditore è tornato libero, così come ha disposto la sentenza di primo grado del tribunale di Reggio Calabria.

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