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Seby Vecchio (foto Adriana Sapone)

Seby Vecchio (foto Adriana Sapone)

Gli omissis nei verbali di Seby Vecchio che fanno tremare la politica reggina

Da quando ha iniziato a collaborare con la giustizia l'ex assessore comunale sta chiarendo i meccanismi che muovevano il "sistema" affaristico-mafioso in riva allo Stretto nel periodo del famigerato "modello Reggio"

Sono diverse le parti “omissate” nei verbali di Seby Vecchio, l’ex assessore comunale arrestato nell’ambito dell’operazione “Pedigree 2” che ha scelto di collaborare con la giustizia. Dietro quei vuoti nelle trascrizioni degli interrogatori sostenuti da Seby Vecchio con i pm della Dda reggina Walter Ignazitto e Stefano Musolino si potrebbero nascondere delle evidenze giudiziarie clamorose che potrebbero far tremare il mondo politico reggino.

Per il resto dal racconto dell’ex politico reggino emerge uno spaccato in chiaro scuro degli anni di gestione amministrativa della cosa pubblica reggina da parte del centrodestra guidato da Giuseppe Scopelliti. “Altro che Modello Reggio, era un modello di cartone - ha detto Vecchio ai pm che ne hanno raccolto le confessioni - fare Giunta con Giuseppe Scopelliti era una gran presa per il culo. Lui era vicino ai De Stefano».

Seby Vecchio, poi, specifica le proprie affermazioni ai magistrati antimafia reggini: «Fare Giunta con Giuseppe Scopelliti era una gran presa per il culo, era tutto… cioè ci sedevamo, qualcuno ogni tanto dei suoi, del cerchio magico faceva qualche parte, ma non c’era considerazione, era già tutto fatto eh… preconfezionato e via, se volevi era così sennò era lo stesso, o te ne andavi a casa; vedi il fatto di quando io e Demetrio Porcino ci siamo ritrovati in due, tre Giunte, adesso non ricordo nello specifico, da soli, con Giunta convocata, eh… e non riuscivamo a capire”.

Nel racconto di Seby Vecchio uno spazio assai ampio lo occupa la figura di Giuseppe Scopelliti: l’ex sindaco reggino ed ex presidente della giunta regionale in carcere dal giorno successivo alla sentenza di condanna peri falso ideologico in atto pubblico e abuso d’ufficio.

Per l’ex assessore comunale “Scopelliti era vicino ai De Stefano, lo sanno pure ormai i ragazzi dell’asilo, ma c’è stato un momento che è stato fischiato in pubblico comizio, Peppe Scopelliti, da Cesare, a Piazza Indipendenza, uh… c’è stato, detto da Mimmo Morabito dopo, un attimo di rappacificamento nel senso, come si usa di… forse gli hanno tirato un pochettino le orecchie a Peppe Scopelliti, anche l’altro schieramento, cioè i Condello, parliamo delle famiglie più grosse, questo dove… dove io… lo vengo a sapere ma lo vedo in prima persona”.

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