Venerdì, 19 Luglio 2024
Lotta alla 'ndrangheta / Gioia Tauro

Il porto di Gioia Tauro decisivo per il traffico di droga: l'attività di contrasto e le nuove rotte

Negli ultimi mesi le forze dell'Ordine e la Guardia di finanza hanno individuato e sottoposto a sequestro carichi di cocaina, per un valore di diverse decine di milioni di euro, con sviluppi investigativi di interesse nazionale ed internazionale

La 'ndrangheta fa affari con i narcos sudamericani ma non solo. Dall'attività di contrasto al narcotraffico presso il Porto di Gioia Tauro, che ha portato negli ultimi mesi ad individuare e sottoporre a sequestro carichi di droga, in particolare, del tipo cocaina, per un valore di diverse decine di milioni di euro, ecco che emergono nuovi sviluppi investigativi di interesse nazionale ed internazionale.

Le consorterie della 'ndrangheta si stanno sviluppando sempre più, mettendo radici in Cina, America Centrale e in Africa.

È un quadro chiaro che emerge dagli ultimi sequestri nel porto di Gioia Tauro che continua ad avere un ruolo decisivo nel traffico di droga.

Lo spiegano bene i finanziari del comando provinciale di Reggio Calabria che ricordano le ultime operazioni: "In questo contesto si rappresenta l'importanza che assume li recente sequestro record di cocaina avvenuto a Candidoni (RC), eseguito dai carabinieri della compagnia di Gioia Tauro che, supportati dai militari dello squadrone eliportato cacciatori "Calabria", durante le operazioni di perquisizione, all'interno e nelle vicinanze di un capannone, hanno rinvenuto, abilmente occultati in numerosi sacchi contenenti combustibile pellet, ben 266 panetti di cocaina, per un peso complessivo di 285 kg circa, per un valore complessivo stimato pari a quasi 23 milioni di euro.

Questo ultimo sequestro, si colloca tra quelli più importanti operati negli ultimi anni dagli investigatori nella Piana di Gioia Tauro, che va a sommarsi con altre importanti operazioni condotte ed eseguite dal comando della Guardia di finanza nei mesi appena trascorsi, allorquando si sono individuati all'interno di un container 150 chili di cocaina, rinvenuti all'interno di 5 borsoni di diversa dimensione, a loro volta posti all'interno del container Medu 1898793, proveniente dalla Cina.

In questa particolare circostanza si è trattato di un importante sequestro che ha ridisegnato la mappatura del narcotraffico internazionale che punta a trovare nuovi canali per cercare, inutilmente, di superare i vati e particolareggiati controlli posti in essere dalle forze dell'Ordine, nello specifico degli investigatori della Guardia di finanza.

Il tentativo di cercare di eludere i controlli è andato a vuoto anche in occasione del maxi sequestro di droga, anche in questa circostanza di cocaina, avvenuto nel mese di maggio, quando la droga era stata nascosta all'interno di finte banane. In questa ultima circostanza i finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria, all'esito di complesse indagini dirette e coordinate dalla procura della Repubblica di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro di oltre 250 chili di cocaina, rinvenuti all'interno di un container del porto di Gioia Tauro proveniente dall'Ecuador.

Tali importanti rinvenimenti di sostanza stupefacente sono cronologicamente gli ultimi avvenuti all'interno del Porto di Gioia Tauro, dove nel maggio del 2023 avveniva un sequestro record di 1.500 chili di cocaina proveniente dal West Africa, altro canale attraverso li quale si è tentato di aggirare le investigazioni.

Attraverso le indagini, seguite ai sequestri di stupefacente, si stanno tracciando le nuove rotte dei narcos sudamericani che con le consorterie della 'ndrangheta si stanno sviluppando sempre più mettendo radici in Cina, America Centrale e in Africa.

Non si fermano i controlli nei confronti del crimine organizzato, - evidenzia il comando provinciale della Guardia di finanza - con particolare riguardo nei confronti di alcune famiglie della 'ndrangheta storicamente inserite e saldamente al comando nel mercato mondiale del traffico di cocaina".

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