Giovedì, 18 Luglio 2024
La relazione

La 'ndrangheta cresce al Nord ed è ancora leader nel narcotraffico: ecco chi comanda a Reggio

Nel primo semestre del 2023 è emerso come "Non bisogna sottovalutare gli interessi diretti delle organizzazioni criminali, in primis quella di origine calabrese, verso i lavori per la realizzazione del ponte di Messina"

È una 'ndrangheta ancora forte e minacciosa quella che fotografa la Direzione investigativa antimafia nel suo rapporto semestrale. Una 'ndrangheta che traffica in droga ma che parla con le istituzioni e cerca di infiltrarsi anche nei grandi investimenti che il Paese sta facendo, non solo con il Pnrr ma anche con i grandi eventi. I giochi olimpici e paraolimpici di Milano 2025, così come il Giubileo, potrebbero essere una grande attrattiva per le cosche. Tra gli interessi della 'ndrangheta ci sarebbe anche il ponte sullo Stretto.

E’ stata pubblicata - e si compone di un chiaro quadro sulla situazione del Reggino - la relazione sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione investigativa antimafia nel primo semestre del 2023. Relazione, comprensiva dell'analisi sui fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso, che è stata presenta dal ministro dell’Interno. 

"La ‘ndrangheta oggi si propone, con ritmi incalzanti, particolarmente minacciosa per l’ordine economico e democratico, come un sistema attrezzatissimo, moderno, polivalente e policentrico, capace di cogliere, ovvero di creare, qualsiasi impulso economico e/o finanziario in grado di agevolare le operazioni di money laundering (riciclaggio di denaro) e di reimpiego di beni ed altre utilità di provenienza illecita.

La disponibilità di ingenti capitali derivanti dal ruolo rilevante della ‘ndrangheta nel narcotraffico internazionale, unita ad una spiccata capacità di gestione dei diversi segmenti e snodi del traffico,  - viene reso noto -  hanno permesso alla 'ndrangheta di consolidare rapporti con le più importanti reti criminali internazionali.

L’importanza che riveste il porto di Gioia Tauro, nell’ambito delle dinamiche che interessano il settore degli stupefacenti ed il conseguente interesse nutrito dalle cosche verso questo scalo portuale per le enormi potenzialità di arricchimento che ne derivano, fanno della ‘ndrangheta un partner di solida affidabilità per le organizzazioni criminali omologhe del Centro e del Sud America, fornitrici della sostanza stupefacente, così come dimostrato dall’esito di numerose indagini, anche recentissime.

Negli ultimi anni anche l’Africa occidentale è diventata per le cosche di ‘ndrangheta, una tappa sempre più importante per i propri traffici. In particolare, la Costa d’Avorio, la Guinea-Bissau e il Ghana sono stati i primi Paesi a finire nel mirino delle mafie, diventando cruciali basi logistiche per i narcos. A questi Paesi si aggiunge di recente anche la Libia.

Analoghe considerazioni valgono per gli Stati Uniti e il Canada, dove l’infiltrazione criminale della ‘ndrangheta appare oramai compiuta, così come dimostrato, in materia di traffico internazionale di stupefacenti da operazioni di polizia condotte negli ultimi anni.

La capacità di relazione della ‘ndrangheta continua a emergere dai processi tuttora in corso. A tal proposito si segnalano gli esiti del processo “Ndrangheta stragista”, in grado d’appello, al termine del quale, il 25 marzo 2023, la Corte d’Assise d’appello di Reggio Calabria, ha emesso sentenza con la quale è stata confermata la pronuncia di primo grado contro due imputati, già condannati all’ergastolo per l’omicidio di due carabinieri e per i tentati omicidi consumati tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994 nel capoluogo reggino, nell’ottica di adesione, da parte della ‘ndrangheta, al progetto stragista continentale elaborato da cosa nostra".

Il condizionamento delle istituzioni

"Negli ultimi tempi le indagini hanno permesso di constatare come i flussi di denaro contante derivanti dalle attività criminali primarie, come il traffico di stupefacenti, le estorsioni e l’usura, vengano riciclati e reimpiegati con sempre maggior frequenza in determinate aree dell’Italia centrale e settentrionale (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, etc).

La capacità di condizionamento nei confronti delle istituzioni non è più solo un problema a carattere locale, ma è una criticità ormai rivolta anche al Nord Italia,  - si legge nella relazione - come testimoniato, negli ultimi anni, dallo scioglimento di diversi consigli comunali6. Scioglimenti che in Calabria si concretizzano con elevata frequenza e che danno la misura della vulnerabilità delle Istituzioni locali che, all’esito di investigazioni giudiziarie, rivelano spesso il coinvolgimento degli organismi elettivi o comunque di gestione dell’Ente, dimostrando la loro permeabilità alla pressione criminale.

I giochi olimpici di Milano e il Giubileo 2025

"Già da tempo la ‘ndrangheta ha dimostrato di saper intercettare opportunità e di approfittare delle criticità ambientali per trarne vantaggio, perseguendo una logica di massimizzazione dei profitti e orientando gli investimenti verso ambiti economici in forte sofferenza finanziaria. Nell’attuale fase di ripresa economica, - scrive la Dia - la soglia di attenzione delle istituzioni tutte è particolarmente concentrata sul rischio di accaparramento da parte della ‘ndrangheta (e non solo) di fondi pubblici stanziati per il perfezionamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Particolare attenzione meritano anche i prossimi Giochi olimpici e paralimpici di Milano - Cortina del 2026 che, se da un lato costituiscono un ulteriore occasione di rilancio economico per il territorio, dall’altro rappresentano sicuramente un’attrattiva per le organizzazioni criminali, proprio sul territorio lombardo, dove più estesa e preoccupante è la presenza delle mafie italiane tradizionali e dove la ‘ndrangheta è presente da anni, tramite numerosi “locali”, con accentuato carattere imprenditoriale e con spiccate capacità di intercettare gli ingenti stanziamenti.

Ulteriore attrattiva per la ‘ndrangheta è costituita dai fondi destinati al Giubileo 2025. Gli ingenti stanziamenti di denaro pubblico previsti per l’Anno Santo rendono concreto il pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese, la cui presenza nell’area della Capitale e zone limitrofe è stata confermata anche da recenti operazioni di polizia che hanno disvelato l’operatività nel Lazio delle cosche Gallico, Molé, Piromalli, Morabito, Alvaro e Nirta-Romeo originarie della provincia di Reggio Calabria.

Nel corso degli anni le attività di polizia giudiziaria e di polizia di prevenzione hanno dimostrato -  prosegue la relazione - come nel territorio della Capitale fosse già presente, oltre quella “militare”, un’espressione imprenditoriale della ‘ndrangheta che da tempo ha investito i propri proventi illeciti nell’acquisizione di attività commerciali, prevalentemente nei settori turistico-alberghieri e della ristorazione. In ultimo, non bisogna sottovalutare gli interessi diretti delle organizzazioni criminali, in primis quella di origine calabrese, verso i lavori per la realizzazione del ponte di Messina".

Il mandamento Centro

"Sulla città di Reggio Calabria si conferma - evidenzia la Dia - la posizione di supremazia dei casati di ‘ndrangheta storicamente egemoni De Stefano, Condello, Libri e Tegano, così come emerso dalle indagini condotte negli ultimi anni, prima fra tutte l’operazione “Meta”15 ed all’esito del processo “Epicentro” richiamato nel precedente semestre.

Il 2 febbraio 2023, a Reggio Calabria, Milano, Messina, Bari ed in Florida (Stati Uniti) la polizia di Stato ha dato esecuzione al decreto di sequestro beni16 a carico di due imprenditori attivi nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare, i quali nel 2019 sono stati attinti da misura cautelare in carcere, nell’ambito del procedimento “Libro nero”17, poiché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri, attiva nel capoluogo.

Le successive indagini patrimoniali hanno consentito di dimostrare come gli imprenditori in questione, pur disponendo di una esigua consistenza reddituale, avevano avviato sin dai primi anni ‘90, grazie all’appoggio della cosca Libri, fiorenti attività economiche che consentivano loro di acquisire il controllo di un’importante porzione dell’edilizia reggina e di proiettare i loro interessi, sia in Italia che negli Stati Uniti, oltre a quello edile, nel settore immobiliare, dell’editoria, della ristorazione, in quello assicurativo, dei giochi e delle scommesse on line.

Con la misura ablativa in parola è stato attinto un complesso di beni per un valore stimato di circa 45 milioni di euro. Nelle settimane successive veniva eseguito un ulteriore sequestro per un valore complessivo di 4,5 milioni di euro.

la criminalità organizzata a Reggio Calabria - Dia 2024

La cosca Araniti, sarebbe attiva nella zona di Sambatello-Gallico, mentre nel quartiere Vito e nei limitrofi Santa Caterina e San Brunello sarebbe attiva la cosca Stillitano, federata con la cosca Condello.

Nel quartiere di Santa Caterina - si legge bella relazione semestrale - opererebbe la cosca Franco, federata con i De Stafano, come emerso nell’ambito dell’operazione “Sistema Reggio” (2016). La cosca Alampi, federata con quella dei Libri, sarebbe attiva nella frazione cittadina di Trunca. Recenti condanne hanno consistentemente colpito e ridimensionato il sodalizio.

Nella frazione di Catona opererebbe la cosca Rugolino e in quella limitrofa di Gallico la cosca Rodà-Condello. La cosca Lo Giudice sarebbe attiva nel quartiere di Santa Caterina e con prevalenti interessi sul locale mercato ortofrutticolo, interessati da alcune indagini della Polizia di Stato. Le cosche Borghetto-Caridi-Zindato e Rosmini sarebbero attive nei rioni Modena e Ciccarello.

La cosca Labate, colpita di recente dalle operazioni “Heliantus” e “Cassa continua”, sarebbe attiva nel quartiere Gebbione, zona sud della città".

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