Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Trascuratezza e disordine amministrativo, ecco perché la criminalità entra nei comuni

Pubblicata la relazione del ministero dell'Interno sull'attività svolta dalle commissioni di accesso nei comuni e nelle aziende sciolte per infiltrazioni mafiose nel 2019, evidenziati: “contesti politico amministrativi particolarmente permeabili”

Il Viminale

“Contiguità compiacenti o soggiacenti”, con questi due aggettivi il Ministero dell’Interno, che in questi ultimi giorni ha reso nota la Relazione sulle attività delle commissioni per la gestione degli enti sciolti per mafia, ha definito il rapporto devastante fra le amministrazioni comunali, nel caso di specie di quelle sciolte per infiltrazioni mafiose, e la criminalità organizzata.

Il rapporto del Ministero

Un rapporto che, per il Ministero, ha messo in evidenza “contesti politico amministrativi particolarmente permeabili” da parte di organizzazioni criminali che continuano a “manifestare una consolidata propensione a sviluppare i propri interessi in modo silente”. “Un impegno – scrive il Ministero – che per i Comuni ha riguardato una popolazione complessiva di oltre 900 mila abitanti, non più amministrata da organi democraticamente eletti per la contiguità ‘compiacente o soggiacente’ degli enti alle consorterie mafiose”. In Calabria, nel corso del 2019, sono stati sottoposti a scioglimento 7 amministrazioni: il numero più alto fra le regioni segnalate dal Ministero. 

Il bilancio delle commissioni

Lamorgese Luciana Ansa-2Nella relazione, trasmessa dal ministro Luciana Lamorgese (nella foto) ai presidenti di Senato e Camera dei Deputati e al presidente della Commissione parlamentare antimafia, si traccia il bilancio delle attività svolte per il ripristino della legalità e per il risanamento finanziario dalle Commissioni straordinarie impegnate negli enti e si mettono in evidenza le “diffuse illegalità” riscontrate nell’attività delle amministrazioni sciolte per mafia che, per il Ministero, si sarebbero segnalate per “l’omissione della doverosa funzione di indirizzo e controllo”.

L'obiettivo delle cosche

“L’obiettivo  - si legge nella relazione del Viminale - è l’ingerenza nei processi decisionali pubblici funzionale all’infiltrazione nell’economia legale, oltre che al controllo del territorio. Le modalità operative dell'infiltrazione e/o del condizionamento si concentrano soprattutto nel settore degli appalti di opere pubbliche su cui convergono maggiormente gli interessi economici della criminalità organizzata”. 

Responsabilità istituzionali

Le parole della relazione sono come pietre scagliate contro l’inefficienza politica e amministrativa di coloro che hanno amministrato gli enti poi sciolti per mafia. “Vengono rilevate - si legge ancora - una diffusa trascuratezza nella difesa dell’interesse pubblico e la mancata attivazione di misure per il ripristino della legalità che – a parte le responsabilità del personale – chiamano in causa le responsabilità istituzionali degli organi politici quanto all’esercizio, come detto, delle funzioni di controllo politico-amministrativo”. 

Trascuratezza e disordine

Trascuratezza amministrativa che, per il Ministero, conduce ad un “diffuso disordine” che rende questi comuni più facilmente “esposti a ingerenze esterne e asserviti alle pressioni delle organizzazioni criminali, versano anche in precarie condizioni finanziarie che accrescono i rischi di vulnerabilità rispetto ai tentativi di infiltrazione mafiosa”. 

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