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Martedì, 17 Maggio 2022
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I servizi segreti scattano la foto della nuova 'ndrangheta: "Capace di infiltrarsi"

Nella “Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2021” emerge la forza della criminalità organizzata che cresce con il narcotraffico, sfrutta al massimo "l'importante snodo strategico" del porto di Gioia Tauro e punta ai fondi del Pnrr

I servizi segreti non perdono di vista la ‘ndrangheta, anzi ne seguono i mutamenti organizzativi e criminali con grande attenzione. Lo si evince dal contento della “Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2021” che, in questi giorni, è stata presentata a Parlamento.

L’immagine dell criminalità organizzata calabrese, quella che è unanimamente riconosciuta come la mafia più potente operante al mondo, che viene fuori dalla fotografia scattata dagli 007 italiani assomiglia ad una organizzazione tentacolare, capace di mutare forma, di adeguarsi ai cambiamenti del mondo per continuare a fare affari e sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.

“La persistente capacità infiltrativa, anche nei contesti di proiezione extra-regionale e all’estero - si legge nella relazione presentata al Parlamento - si riconnette a consolidate expertise corruttive e collusive, specie a livello locale, funzionali al reimpiego dei cospicui proventi del narcotraffico in settori di rilevanza strategica". Le maggiori preoccupazioni sono appuntate sul Piano nazionale di ripresa e resilienza e sul rischio che questi fondi possano finire nelle mani delle cosche che, in questi ultimi anni, hanno dimostrato di essere in grado di dare vita ad una "evidente saldatura, suscettibile di svilupparsi in seno a qualificati circuiti relazionali, tra ambienti criminali, imprenditori, amministratori pubblici e figure professionali specializzate, perlopiu?, in materia societaria e fiscale".

La ‘ndrangheta, quindi, appare impegnata a non farsi la guerra al proprio interno e a sfruttare al meglio le proprie capacità di infiltrazione per lucrare guadagni. "Si tratta - si legge ancora nella relazione - di relazioni controindicate in grado di agevolare tanto il riciclaggio dei proventi illeciti, mediante articolati schemi di evasione ed elusione fiscale, realizzati anche con l’utilizzo di sofisticati strumenti di tecno-finanza, quanto il condizionamento della sfera decisionale pubblica, soprattutto a livello locale, specie nell’ambito dell’aggiudicazione di gare d’appalto per la realizzazione di opere infrastrutturali".

Rapporti che la 'ndrangheta riesce a gestire anche grazie alle ingenti somme di denaro che incassa con il narco traffico, da quello che è, storicamente, il business predominante: quello dello smercio di droga. "In virtù dei rilevanti margini di profitto che derivano dal traffico di droga, i sodalizi calabresi, interessati a ridurre le tensioni competitive inter-claniche - si legge ancora nella relazione - sfruttano variegati circuiti relazionali, anche all'estero, per assicurare l'approvvigionamento di stupefacenti dalle aree di produzione fino ai mercati di consumo”.

In tale contesto, si legge infine nella “Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2021”, “il porto di Gioia Tauro continua a rappresentare un importante snodo strategico attorno al quale gravitano gli interessi di storiche e potenti cosche”.

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