Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

"Basso profilo": chiesto rinvio a giudizio per Talarico, stralciata posizione Cesa

L'assessore regionale e l'ex leader dell'Udc sono fra le 78 persone finite nell'inchiesta della Dda di Catanzaro

Franco Talarico

Nell'ambito dell'inchiesta "Basso profilo", coordinata dai Sostituti procuratori Paolo Sirleo e Veronica Calcagno, la Dda di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri ha chiesto il rinvio a giudizio di 78 persone fra cui l'assessore della regione Calabria Franco Talarico, dell'Udc. Stralciata, invece, la posizione di sette persone fra cui quella dell'ex segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, dimessosi poche ore dopo il suo coinvolgimento nell'inchiesta e il cui nome figurava nel provvedimento di chiusura delle indagini dell'11 maggio scorso.

Il blitz del gennaio scorso, che portò all'esecuzione di 48 misure cautelari, colpì gli esponenti delle 'ndrine tra le più importanti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro come 'Bonaventura' 'Aracri', 'Arena' e 'Grande Aracri', nonché imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione ritenuti collusi con le organizzazioni criminali. I reati contestati vanno, a vario titolo, dall'associazione mafiosa alla corruzione, dal riciclaggio al trasferimento fraudolento di valori, fino alla rivelazione di segreto d'ufficio e allo scambio elettorale politico-mafioso.

Talarico era finito ai domiciliari con l'accusa di associazione a delinquere aggravata dalle modalità mafiose e voto di scambio (poi rimodulati in obbligo di dimora), ma il Tribunale del Riesame aveva fatto cadere le aggravanti mafiose riqualificando il 416 ter, vale a dire lo scambio elettorale politico-mafioso, in corruzione elettorale, e contestualmente annullando per l'esponente dell'Udc l'aggravante mafiosa per il secondo reato contestato, l'associazione a delinquere (scaduti i termini della misura cautelare, il Gip aveva revocato gli arresti). L'assessore regionale rischia il processo per i suoi rapporti con l'imprenditore Antonio Gallo, ritenuto dagli inquirenti contiguo alle cosche crotonesi. Da Gallo, sempre secondo i pm, l'assessore Talarico avrebbe ricevuto l'appoggio elettorale in occasione delle elezioni politiche del 2018, assicurando in cambio all'imprenditore il suo interessamento per fargli avere degli appalti. Il rapporto fra Talarico e Gallo sarebbe stato intermediato da Tommaso Brutto e Saverio Brutto, padre e figlio, l'uno consigliere di minoranza del comune di Catanzaro fino al dicembre scorso, l'altro assessore, poi sospeso, al comune di Simeri Crichi (Cz).

aggiunge il Gip - integrano la gravità indiziaria del delitto associativo, intesa quale associazione per delinquere capeggiata dal Gallo e costituita al fine di commettere una serie indeterminata di delitti". Per il Gip, dunque, "nell'ambito della societas sceleris sono individuabili" i ruoli di Cesa e Talarico quali "partecipi", con la centralità della figura di Gallo, principale indagato. Ora la richiesta di rinvio a giudizio in cui non compare il nome, stralciato, dell'ex segretario dell'Udc. L'udienza preliminare è prevista per il prossimo 2 luglio.

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