Il boss Maurizio Cortese decide di collaborare con la giustizia, trema cosca Serraino

I suoi verbali sono stati depositati in un'udienza legata all'operazione "Pedigree", Maurizio Cortese è stato interrogato dal sostituto procuratore della Dda Stefano Musolino

La conferenza stampa dell'operazione Pedigree

Il boss Maurizio Cortese, indicato dagli investigatori come il reggente della cosca Serraino, tra le più potenti della 'ndrangheta, ha iniziato a collaborare con la giustizia.

I suoi verbali sono stati depositati in un'udienza legata all'operazione "Pedigree" nell'ambito della quale, nel luglio scorso, il gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dello stesso Cortese.

Il capoclan ha deciso di parlare con i magistrati della Direzione distrettuale antimafia e raccontare la sua vicenda criminale e quella dallo stesso conosciuto. Maurizio Cortese è stato interrogato dal sostituto procuratore della Dda Stefano Musolino che, assieme al procuratore Giovanni Bombardieri e ai pm Walter Ignazitto, Sara Amerio, Paola D'Ambrosio e Diego Capece Minutolo, ha coordinato l'inchiesta "Pedigree". 

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