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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Lotta alla 'ndrangheta

La provincia di Trento scopre la 'ndrangheta, al via il processo "Perfido"

Alla sbarra i presunti appartenenti ad una locale facente capo alle cosche calabresi Serraino, Iamonte e Paviglianiti

Si è svolta, nei giorni scorsi, presso il tribunale di Trento la prima udienza del processo scaturito dall’operazione "Perfido", come specifica Libera, che il 15 ottobre del 2020 ha portato a galla l’esistenza in provincia di una presunta locale di ‘ndrangheta. Un’organizzazione autonoma e operativa in tutto il territorio, facente capo alle cosche calabresi Serraino, Iamonte e Paviglianiti.

Al centro del primo processo per mafia che si svolge in provincia di Trento (18 imputati in tutto: 15 in questo filone, 3 con riti alternativi e per cui il processo è già cominciato lo scorso 15 dicembre) non compaiono solo reati tipicamente mafiosi, ma anche la riduzione in schiavitù degli operai delle cave del porfido, reato per cui si procede davanti alla Corte d’assise.

Al termine dell’udienza sono state ammesse tutte le parti civili che avevano deciso di costituirsi nel processo: il Comune di Lona Lases, la Provincia autonoma di Trento, l’associazione Libera, i sindacati Fillea-Cgil e Filca-Cisl, la società editrice del mensile “Questo Trentino”, nonché tre operai cinesi.

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