Lunedì, 22 Luglio 2024
L'appello

Neuropsichiatria infantile, si attivino le unità operative complesse e le residenze sanitarie

La richiesta di Agape, Forum regionale del Terzo settore e Comunità competente dopo l’incontro con la prefetta Vaccaro di Reggio Calabria

"S’impenna la curva delle patologie psichiatriche tra gli adolescenti calabresi, così come avviene nel resto d’Italia, ma che in Calabria non trovano risposte adeguate da parte del Servizio sanitario". È stato questo l’ennesimo grido di allarme che Forum regionale del Terzo Settore, Centro comunitario Agape e Comunità competente rappresentati dai referenti Luciano Squillaci, Mario Nasone e Rubens Curia, hanno condiviso con la prefetta di Reggio Calabria Clara Vaccaro.

Parlano di "una vera e propria emergenza che dura da troppo tempo e che ora si è ulteriormente aggravata". Secondo i dati acquisiti da Comunità competente sulla problematica della Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza inerente la mobilità passiva, i "cosiddetti viaggi della speranza fuori regione, nel 2022 sono stati 788 bambini ed adolescenti con un numero di ricoveri pari a 929. In particolare il Tribunale dei minorenni di Reggio e di Catanzaro, che spesso sono chiamati ad intervenire per la tutela di bambini e degli adolescenti che vivono questi gravi disagi, sono in grande difficoltà e da anni chiedono alla Regione, alle Aziende sanitarie di intervenire per attivare strutture socio- sanitarie sul territorio regionale per questi minori con patologie neuro psichiatriche, minori definiti vere e proprie “mine vaganti” suscettibili di gravi rischi per la propria salute e per i familiari che vivono nell’angoscia e nella solitudine questi drammi".

Le tre organizzazioni hanno segnalato la problematica alla prefetta Vaccaro, in quanto rappresentante del Governo nel territorio, rilevando che "non si può continuare a sopperire ricoverando questi minori in presidi ospedalieri ed in centri di altre regioni; queste scelte comportano rilevanti oneri economici per la Regione e soprattutto lo sradicamento della famiglia dal territorio di residenza che invece si deve attrezzare per la loro presa in carico.

"Per dare risposte - affermano i referenti - sono necessarie Unità operative complesse ospedaliere (UOC) di Npia per il ricovero in fase acuta e per la definizione diagnostica, strutture territoriali residenziali e semiresidenziali per i disturbi neuropsichici gravi per la presa in carico dopo la dimissione ospedaliera ed il rafforzamento della Npia territoriale.

Grazie alla mobilitazione ed alla interlocuzione con il commissario Occhiuto e con il dipartimento della salute della Regione Calabria delle reti associative si è riuscito a fare inserire nel Programma operativo 2022/25, approvato con Dca 162 del 18 v novembre 2022, l’istituzione di tre Uoc ospedaliere presso l'Aou Dulbecco di Catanzaro con funzione di Hub, il Gom di Reggio Calabria e Ao Annunziata di Cosenza e tre strutture sanitarie residenziali di dieci posti ciascuna per il trattamento e la riabilitazione e per le quali non sono ancora stati ancora definiti i requisiti per l’accreditamento". 

La richiesta di istituire le Uoc ospedaliere e le comunità era stata fatta da Comunità competente e dal Forum del Terzo settore al commissario Occhiuto in un documento consegnato nel febbraio 2022. Purtroppo in questi mesi non sono state attivate le azione conseguenziali. Il Forum regionale del terzo settore, l’Agape e Comunità competente hanno chiesto alla prefetto di valutare la possibilità di un’azione istituzionale mirata ad attivare un tavolo tecnico con regione, Asp e Gom, per
concordare per il nostro territorio provinciale quanto già programmato.

Squillaci, Nasone e Curia chiedono di fare presto perché adesso ci sono tutte le condizioni per attuare una Rete integrata ospedale territorio della Npia che dia risposte in Calabria ai bisogni di salute in questo settore, si impegnano a collaborare per la ricerca di soluzioni, ma anche ad intensificare l’azione di denuncia e di sensibilizzazione di queste gravi inadempienze del nostro servizio sanitario regionale.

La prefetta Vaccaro ha dimostrato grande attenzione riguardo la gravità del problema esposto, ricordando che anche diversi minori stranieri non accompagnati vivono questa condizione a causa delle violenze e dei traumi subiti prima dell’arrivo nel nostro Paese. Ha evidenziato che la sua competenza istituzionale e territoriale non gli permettono di potere dare risposte dirette alle questioni sollevate, ma si è impegnata a ricercare delle strade e degli spazi per favorire la interlocuzione tra gli attori istituzionale e sociali interessati mirata alla risoluzione di queste problematiche che meritano un impegno collettivo.
 

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