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Emergenza sanitaria / Polistena

Dopo i medici cubani, Occhiuto pensa a reclutare gli albanesi

Il governatore lo dichiara durante un evento a Castrovillari, spiegando che i concorsi andranno avanti. A Polistena il Comune offre un corso di italiano ai professionisti caraibici

Il primo contingente di medici cubani è in servizio da meno di un mese negli ospedali della provincia reggina e Roberto Occhiuto alza la posta ipotizzando di reclutare professionisti della sanità anche dall'Albania. Il governatore calabrese lo ha detto durante l'inaugurazione delle nuove sale operatorie dell'ospedale di Castrovillari, spiegando che si tratterebbe di un ulteriore provvedimento tampone nell'attesa che siano i concorsi a tempo indeterminato banditi dalla Regione si concludano con le attese assunzioni.  

Parole che sorprendono perché l'accordo di cooperazione con il governo cubano firmato dalla Calabria attraverso la società Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos prevede l'impiego sul territorio regionale di quasi 500 medici. Ma ad oggi ne sono arrivati soltanto 51, quelli che appunto sono stati destinati agli ospedali di Locri, Polistena, Gioia Tauro e Melito, al lavoro dallo scorso 23 gennaio. Trascorso un mese, del restante gruppo hanno chiesto insistentemente notizie gli amministratori delle altre province calabresi, dove la sanità pubblica in affanno attende questo rinforzo di organico come un farmaco salvavita. Adesso però Occhiuto, senza dare lumi su questo aspetto (l'unico accenno lo ha fatto durante una visita a sorpresa nel nosocomio di Polistena, dove ha detto genericamente che è previsto a breve l'invio di altri medici caraibici negli ospedali calabresi con maggiore difficoltà), cambia rotta parlando di professionisti albanesi - e quindi, ovviamente di una nuova convenzione da firmare con quello stato. 

La premessa del presidente della giunta regionale non è mai cambiata: si tratta di misure d'urgenza per scongiurare la chiusura di molti ospedali calabresi, ma il percorso ordinario dei concorsi proseguirà regolarmente come canale prioritario per le assunzioni. Ma prefigurare un innesto di medici stranieri e assunti a tempo determinato oltre i 500 cubani significa ammettere che nonostante i concorsi l'emergenza è molto lontana dalla soluzione, oppure che nonostante i concorsi c'è la percezione che pochissimi medici italiani risponderanno all'appello per lavorare in Calabria.

A Polistena il Comune offre corso di italiano ai medici caraibici

Intanto negli ospedali reggini prosegue serenamente l'esperienza dei professionisti caraibici, che stanno dando un'iniezione di ossigeno nei reparti dove prestano servizio. A Polistena, dove l’amministrazione comunale ha messo a disposizione i locali per un centro operativo della missione stanziata nella provincia, il sindaco Michele Tripodi ha avviato un'altra iniziativa per agevolare il lavoro dei medici cubani. Per alcuni di loro, infatti, anche dopo il corso intensivo di italiano tenuto all'Università della Calabria subito dopo il loro arrivo in Italia, uno scoglio pesante da superare continua ad essere la lingua. Per aiutarli dal 1 marzo l'amministrazione organizzerà un corso accelerato di lingua italiana a titolo completamente gratuito riservato ai cubani in servizio nel presidio ospedaliero cittadino.

"L’inserimento di questi medici nell’ospedale - afferma Tripodi - si è rivelato da subito positivo dal punto di vista professionale. Ciò che rappresenta ancora un fattore problematico è l’approccio alla lingua italiana, indispensabile per poter comunicare con pazienti e personale in modo chiaro e costante".

Il corso gratuito di italiano completerà la formazione già avviata, "accrescendo - continua il sindaco - la padronanza della lingua in modo da rendere perfettamente integrata la delegazione cubana nell’ambiente lavorativo ed offrire così maggiori risposte nelle relazioni con i cittadini con bisogno di assistenza e di cure".  

Il corso di italiano si svolgerà presso la sala del consiglio comunale di Polistena due giorni a settimana nelle ore pomeridiane, tenuto da due volontarie, Martina Albanese e Asia Casedonte, "bravissime e in possesso - fa sapere Michele Tripodi - delle qualità, dei titoli e delle competenze linguistiche necessarie ad offrire ai medici cubani conoscenze almeno di livello base.

Nell'amministrazione comunale polistenese, che ha subito accolto con favore l'arrivo dei medici caraibici, potrebbero essere previste prossimamente altre iniziative per rendere più semplice la permanenza e l’integrazione sul territorio dei professionisti. Un atteggiamento che nasce, conclude Tripodi, "da profondi sentimenti di amicizia, di accoglienza, di solidarietà tra i popoli che hanno sempre caratterizzato la storia politica, civile e sociale di Polistena".

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