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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Scontro sulla sanità

Occhiuto: "Cubani non toglieranno un solo posto ai nostri medici"

E' ormai un caso nazionale il reclutamento dei camici bianchi stranieri e a Radio 24 il governatore spiega di aver scongiurato chiusure degli ospedali

La polemica sull'arrivo dei medici cubani continua a tenere banco con risalto non solo sul nostro territorio e sembra diventato un vero e proprio caso nazionale. Il governatore Roberto Occhiuto ha ribadito la sua posizione in un'intervista a Radio 24, dove ha detto con sicurezza che "i cubani non toglieranno un solo posto di lavoro ai nostri camici bianchi". Il presidente della Regione Calabria ha spiegato che "abbiamo assunto tutti gli specializzandi in nostro potere, ma non bastano, per cui rischiavo di dover chiudere presidi ospedalieri e reparti di pronto soccorso. Io non posso stare con le mani in mano: una sola vita salvata grazie a qualche medico in più in ospedale vale più di mille polemiche".

"Reclutare medici è difficile dappertutto - ha continuato Occhiuto - e lo è molto di più in Calabria dove ci sono strutture ospedaliere che non garantiscono adeguate condizioni di lavoro, e su questo hanno ragione a protestare i medici e gli infermieri, che spesso prestano il loro servizio da veri e propri eroi”. In merito a una precisa accusa mossa, il governatore replica che non è vero che alcuni medici abbiano fatto domanda e che questa non sia stata accettata. "Molti di questi - spiega - sono medici che non hanno la specializzazione.

Quelli che devono lavorare in ospedale ad esempio nei reparti di anestesia, chirurgia o piuttosto radiologia, devono essere specializzati. Io ho fatto approvare dal Consiglio regionale una legge per avere la possibilità di inserire in corsia anche medici senza la specializzazione, perché è meglio avere medici senza la specializzazione che non averne affatto, ma questa legge è stata impugnata dal governo nazionale. E allora che dovevo fare: chiudere gli ospedali? Le nostre aziende sanitarie hanno fatto tantissimi concorsi per le più svariate categorie mediche, e a tempo indeterminato, ma sono andati quasi sempre deserti".

Tra l’altro, aggiunge Roberto Occhiuto, "un’altra cosa che sta avvenendo in Italia è che molti professionisti della sanità scappano dal sistema pubblico per andare in quello privato, oppure in talune cooperative. Pensiamo a un giovane anestesista: se viene assunto nel servizio pubblico guadagna circa 2.300 euro al mese, se invece va nel privato 2.300 euro li guadagna in appena due giorni. E' chiaro che in questa situazione è impossibile tenere aperti gli ospedali, ancor di più in Calabria. Io i miei ospedali non li chiudo, non privo i cittadini calabresi del loro diritto alla cura".

Quello sottoscritto con Cuba, secondo Occhiuto, è un accordo approfondito ed esplorato in ogni suo aspetto.: "C’è una norma nazionale, approvata all’inizio dell’emergenza Covid, che dà la possibilità di utilizzare medici extracomunitari. È evidente che l’emergenza nella mia Regione purtroppo è strutturale. Per 12 anni questa sanità era stata commissariata da commissari che non avevano avuto la capacità né di accertare il debito, né di migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie. Io adesso ho il dovere di agire”.

Si è arrivati al reclutamento dei medici di Cuba perché "la sanità calabrese è al collasso, ma il problema del reclutamento dei medici è un problema che hanno anche tutte le altre Regioni italiane. Ancor di più ce l’ha Calabria, che ha un sistema sanitario poco attrattivo, in cui molti concorsi a tempo indeterminato - e ne stiamo bandendo tanti - sono andati deserti”.

Nei nuovi concorsi a tempo indeterminato, l'idea di Occhiuto è quella di inserire incentivi affinchè possano essere più attrattivi. L'obiettivo è quello assumere il più possibile medici italiani e calabresi, ma "nel frattempo c’è da governare l’emergenza, e c’è da garantire il diritto alla salute ai cittadini".

Occhiuto ribadisce che i medici di Cuba non guadagneranno più dei loro colleghi italiani: "Il costo aziendale medio per un medico nel nostro Paese è di 6700 euro al mese, assai maggiore di quello che pagheremo noi alla società statale del governo cubano. L’alternativa sarebbe stata quella che stanno praticando tante Regioni, e purtroppo anche la Calabria negli ultimi mesi, vale a dire quella di far ricorso a società di lavoro interinale che forniscono medici al costo a volte anche di 1000 euro al giorno, quindi 30mila euro al mese. È una situazione inaccettabile. Ho deciso - conclude il governatore - che gli ospedali debbano rimanere aperti comunque, e sono contento di aver stipulato questo accordo”.
 

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