Giovedì, 18 Luglio 2024
La decisione

Omicidio Stancampiano, il Riesame conferma il carcere per il macellaio Putortì

Il tribunale di Reggio Calabria ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari e ha confermato l'arresto per l'uomo accusato di aver ucciso il ladro catanese

Il tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha deciso: resta in carcere Francesco Putortì, il macellaio reggino di 48 anni, accusato  di aver ucciso Alfio Stancampiano, di 30 anni originario di Catania, che il 28 maggio era entrato all'interno della sua abitazione in contrada Oliveto di Rosario Valanidi a Reggio Calabria, e di avere ferito Giovanni Bruno, di 46 anni anche lui catanese.

Secondo i giudici del Riesame quindi sono sussistenti le esigenze cautelari ed entro 45 giorni salveranno depositate le motivazioni. 

Nei confronti dell'indagato la Procura aveva disposto subito il fermo convalidato poi dal gip Giovanna Sergi che ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare a carico del macellaio per il quale "ci sono gravi indizi di colpevolezza". 

Le indagini della squadra mobile e dei carabinieri hanno consentito al procuratore Giovanni Bombardieri e al sostituto Nunzio De Salvo di delineare il contesto in cui sono maturati l'omicidio e il tentato omicidio.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, i due ladri avrebbero tentato un furto nell'abitazione di Putortì il quale, rientrando a casa, li ha sorpresi al piano superiore dello stabile. A quel punto, il macellaio, secondo il suo racconto, ha preso un coltello e durante una colluttazione ha colpito i due ladri che poi sono fuggiti facendo cadere le pistole che avevano appena rubato e che erano legalmente detenute da Putortì, difeso dagli avvocati Giulia Dieni e Maurizio Condipodero.

Alfio Stancampiano, accoltellato, è stato abbandonato dai complici nel parcheggio all'ospedale Morelli, dove poi è morto, mentre Giovanni Bruno, dopo aver traghettato per la Sicilia, è stato costretto perché ferito a recarsi all'ospedale di Messina dove è stato ricoverato. 

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