Elezioni, la riflessione del candidato Malaspina sui "luoghi della memoria"

L'amalisi del presidente del Centro studi Tradizione e Partecipazione e candidato con la lista ReggioAttiva sulla scultura "Opera" dell'artista Tresoldi e installata sul lungomare

"Il luogo della memoria è una unità significativa, d’ordine materiale o ideale, che la volontà degli uomini o il lavorio del tempo ha reso un elemento simbolico di una qualche comunità. Il luogo della memoria ha come scopo fornire al visitatore, al passante, il quadro autentico e concreto di un fatto storico. Rende visibile ciò che non lo è: la storia […]”.

Questa è la definizione che lo storico francesce Pierre Nora diede del termine “luogo della memoria”, con la quale delinea una serie di “luoghi” reali e simbolici, monumentali e legati al paesaggio".

Il luogo della memoria, diventa così, spunto di riflessione per Nicola Malaspina, presidente del Centro studi Tradizione Partecipazione e candidato al consiglio comunale nella lista ReggioAttiva. "La nostra città vanta straordinarie testimonianze, non solo della colonizzazione greca, ma anche di epoche e dominazioni susseguitesi nel tempo, per altro non del tutto indagate, probabilmente senza eguali e dall'altissimo interesse storico-archeologico.

Il luogo di memoria non è soltanto un luogo fisico, esso contiene ed offre dati materiali e simbolici, nel richiamare eventi e figure, materialmente si colloca in spazi ridotti o circoscritti ma si riflette poi all’intero paesaggio partecipando quindi al consolidamento e alla crescita dell’intero territorio. Ogni volta, ogni luogo, costringe chi vi si approccia a tenere costantemente presente la storia (o le storie) che vi si trova inscritta, il tempo e la cultura (o le culture) che lo ha prodotto e il presente da cui lo si osserva o lo si visita. Ci si chiede quindi quale sarà mai l’impressione che si potrebbe dare al visitatore interessato a spingersi in tale esercizio?"

Malaspina Nicola-2Secondo Malaspina, "i nostri luoghi della memoria sono stati in questi anni di Amministrazione Falcomatà abbandonati, degradati, alla mercé di chiunque, inghiottiti dalle erbacce, sommersi da sporcizie e rifiuti di ogni genere, oggetto a più riprese solo di “propaganda” che ne prometteva importanti interventi di valorizzazione. I siti archeologici, sono di fatto dimenticati, consegnati all'oblio, in qualche caso, sepolti dall’asfalto, sconosciuti ai reggini ed improduttivi, perché scollegati da qualsivoglia progetto urbanistico integrato degno di una città che ambisce a ricoprire un ruolo a vocazione turistica".

"In questo triste panorama, - continua Malaspina - si inserisce l’installazione permanente denominata “Opera”, a firma dell’artista Tresoldi, per promuovere lo sviluppo culturale e turistico della nostra città.

L’installazione si articola nella posa in opera di ben 46 colonne metalliche richiamanti lo stile classico, alte 8 metri, in un’area della via Marina che rappresenta già di per sé valenza paesaggistica in quanto terrazzo prospicente lo Stretto. Senza entrare nel merito della valenza artistica dell’installazione ci si chiede se questa amministrazione avesse dovuto valutare meglio come spendere il finanziamento a valere sui fondi per il “Patto per lo sviluppo della Città Metropolitana”, che, si ricorda, ammonta ad un importo pari a 939,400,00 euro.

Si sarebbe potuto optare, ad esempio, per una ubicazione diversa dell’installazione, come l’area del Tempietto, strettamente legata al tema Magna Grecia, ad oggi in stato di abbandono e fortemente degradata, che sarebbe stata così riqualificata.

Si sarebbe potuto optare, ad esempio, nel coinvolgere in tale iniziativa la facoltà di Architettura, l’Accademia di Belle Arti e i tanti laboratori artistici presenti in città. Si sarebbe potuto optare, ad esempio, nel commissionare l’installazione ad uno tra i tanti eccellenti artisti locali, troppo spesso costretti ad andare a cercar fortuna all’estero".

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E ancora "all’installazione dei tanti reperti archeologici “autentici”, oggi conservati nei seminterrati del nostro Museo ed in cerca di spazio, da esporsi in diversi punti di interesse creando così un vero e proprio museo
all’aperto garantendo la fruizione dell’arte in modo innovativo, armonicamente integrato nel tessuto urbano; alla riqualificazione dei nostri siti archeologici, quelli veri, perché a Reggio Calabria a differenza di altre realtà non abbiamo bisogno di contemplare una riproduzione “sintetica” dell’arte classica. Reggio Calabria, forse qualcuno lo ha dimenticato, possiede un patrimonio artistico che se considerato e sfruttato a dovere, con una saggia politica di valorizzazione, potrebbe favorire in città l'afflusso di quello che si definisce turismo culturale e con esso anche fermento economico indotto".
 

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