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L'inchiesta / San Luca

Agente sotto copertura e tecnologia per smantellare la rete dei narcos

Dalle carte dell'inchiesta "Aspromonte emiliano" emergono i particolari sul lavoro di inchiesta svolto dalla Guardia di finanza

Un agente sotto copertura. Un finanziere dello Scico “undercover" fra i narcos del sudamerica e quelli della locride. Sulle relazioni dell’uomo delle fiamme gialle, che dal 2019 stava lavorando a stretto contatto con la procura della Repubblica di Trento, la magistratura di Bologna ha costruito l’inchiesta “Aspromonte emiliano” che, all’alba di ieri, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 41 indagati.

Dalle mani dell’agente sotto copertura sono passati migliaia di euro destinate al pagamento delle importanti partite di droga importate in Italia dai Paesi dell’America latina. il militare riusciva ad essere reclutato in una rete di soggetti dediti alla raccolta di denaro contante, provento di attività di spaccio, destinato alle organizzazioni criminali sudamericane del narcotraffico.

“La rischiosa attività posta in essere dall’undercover - si legge nelle carte dell’inchiesta - riusciva a disvelare un sofisticato meccanismo, ordito dai narcotrafficanti, volto alla consegna di rilevanti somme di denaro, costituenti il saldo o l'anticipo di partite di droga”.

L’aver potuto osservare dall’interno le mosse dell’organizzazione, poi, ha permesso agli investigatori della Guardi di finanza di capire quali fossero gli strumenti utilizzati per i contatti - in particolare i criptofonini capaci di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine - tracciarli attraverso il cosiddetto “Imsi catcher”: un dispositivo che. agendo da "falso ripetitore" interposto tra il telefono "bersaglio" e le torri delle compagnie telefoniche, era in grado di captare e identificare i cellulari in una determinata area, ottenendo informazioni quali il numero di telefono, I’Imsi e I’Imei dello stesso, e riuscire ad entrare nelle chat riservate dei narcos.

Una rete di conversazioni occulte dentro la quale nel 2021, grazie ad un'operazione congiunta (definita operazione Sky) da parte di un Joint Investigation Team francese, belga e olandese, le forze dell’ordine riuscivano ad introdursi potendo in tal modo accedere alle  comunicazioni di oltre 70 mila utilizzatori dei dispositivi presenti in Europa.

Nelle mani degli investigatori, così, finivano circa un miliardo di messaggi, dei quali più della metà era già stata decriptata, svelando agli inquirenti un mondo criminale dalle dimensioni inimmaginabili: non solo immagini di droga ed armi, ma anche di omicidi, torture e movimentazioni internazionali di denaro.

Dentro questo vastissimo materiale, oltre sei giga byte di dati, gli uomini della Guardia di finanza hanno isolato le conversazioni riferite alle persone finite sotto indagine nell’ambito dell’inchiesta "Aspromonte emiliano”, ricostruendo i contatti fra Giuseppe Romeo “U maluferru”, “Nudols” o “Ronny” sulle chat riservate: il narcotrafficante arrestato in Spagna nel 2021 attorno al quale ruota l’inchiesta della procura emiliana.

Arresto che, dopo un primo sbandamento, non fermava gli affari del gruppo criminale disarticolato che, come scrivono i magistrati nell’ordinanza cautelare, "trovava la forza di riorganizzarsi e di rinvenire nuovi canali di approvvigionamento di ingenti partite di droga”.

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