Cronaca

Un codice alfanumerico per mascherare gli affari dei narcos

Il particolare è emerso durante la conferenza stampa dell'operazione "Crypto" che ha portato all'arresto di 57 persone

La conferenza stampa

pizzino-2Un codice alfanumerico per mantenere i rapporti e gestire un ingente traffico di sostanze stupefacenti, per decifrare i messaggi in codice mandati via sms attraverso “cellulari citofono” dotati di schede telefoniche dedicate acquistate in Germania.

Un codice trascritto in un pizzino (nella foto), che è stato rinvenuto a casa di uno degli indagati durante le perquisizioni effettuate all’alba, che è servito agli investigatori della guardia di finanza a dare forza alle ricostruzioni effettuate dagli investigatori per gli spostamenti della droga e chiudere il cerchio su una vasta rete di narcotrafficanti e portare all’arresto di 57 soggetti all’alba di oggi quando è stata portata a compimento l’operazione “Crypto”.

La parola “con” è stata la prima ad essere ricostruita dagli uomini delle fiamme gialle e da questa gli investigatori si sono mossi per mettersi sulle tracce dei corrieri della droga che si muovevano lungo tutta la penisola, e oltre, per fermarli e sequestrare la sostanza stupefacente o osservare i movimenti delle persone indagate.

E’ questo uno dei particolari emersi durante la conferenza stampa che si è tenuta presso la sede del comando provinciale delle fiamme gialle, alla quale hanno preso parte il procuratore capo Giovanni Bombardieri e gli aggiunti Gaetano Paci e Giuseppe Lombardo, insieme ai vertici della guardia di finanza di Catanzaro e dello scico di Roma.

Cinque anni di indagini partite dal 2017 da un approfondimento su un paio di utenze criptate emerse durante il lavoro d’inchiesta che ha portato all’operazione “Gerry”, che hanno portato ad indagare oltre novanta soggetti, spiccare un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 57 persone e al sequestro di 3 milioni e 600 mila euro di beni mobili e immobili.

Un lavoro investigativo certosino che ha messo in evidenza la centralità di alcune cosche di ‘ndrangheta di Rosarno nella gestione di una rete fatta da diverse organizzazioni criminali specializzate nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

“La rete disarticolata oggi - ha detto Giovanni Bombardieri in conferenza stampa - faceva capo alla famiglia Cacciola che aveva contatti con un sudamericano residente in Spagna che forniva altri contatti sudamericani per la fornitura dello stupefacente. E’ stato importante in questa indagine l’unitarietà d’intenti della procura della Repubblica”.

Una rete che dal Sud America, passava per la Spagna, la Sicilia, la Puglia e il Piemonte - con la piana di Gioia Tauro in posizione centrale grazie alla “credibilità” criminale di cosche storiche del territorio - che era in grado di muovere ingenti carichi di cocaina e marijuana da immettere nelle piazze di spaccio di diverse regioni italiane. Una rete che, all'alba di oggi, è stata disarticolata dagli investigatori delle fiamme gialle.

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