rotate-mobile
Cronaca San Ferdinando

Fenomeno del caporalato di Rosarno, Cisl: "Serve uno status di legalità per i lavoratori"

Dopo l'operazione "Euno" il plauso dei segretari Perrone e Piscioneri alle forze dell'ordine e la disponibilità a fare rete con "tutte le forze positive del territorio per costruire una compiuta integrazione sociale"

Dopo l'operazione "Euno", messa in campo dai carabinieri di Reggio Calabria e dalla Procura di Palmi contro il caporalato, i segretari generali Cisl Reggio Calabria Rosy e Romolo Piscioneri, Fai Cisl intervengono sul gravoso fenomeno che da decenni costringe la Piana di Gioia Tauro a convivere con storie di sfruttamento del lavoro e  e favoreggiamento della prostituzione. 

"Ancora una volta - affermano i sindacalisti - l'inchiesta ha colpito una rete di caporali, composta da cittadini extracomunitari domiciliati nella baraccopoli di San Ferdinando e a Rosarno. Un plauso dunque alle forze dell'ordine e una totale disponibilità a fare rete con tutte le forze positive del territorio per costruire una reale e compiuta integrazione sociale".

Per Perrone e Piscioneri "creare sinergia risulta indispensabile, in un contesto in cui, tutt’ora non è debellato un male che ha condizionato la vita e le serenità di migliaia di braccianti agricoli, che non chiedono altro che dignità. Tanto è stato fatto, grazie alla legge sul caporalato fortemente voluta dalla Cisl territoriale e nazionale, ma tanto ancora si deve fare.

Occorre lavorare anche sul tessuto socio economico del territorio sensibilizzando i piccoli e medi imprenditori a garantire uno status di legalità per i lavoratori dei campi. L’inchiesta dei giorni scorsi ha fatto emergere che i braccianti extracomunitari, erano costretti a lavorare 10-12 ore al giorno, sette giorni su sette, senza alcuna protezione individuale, a 2-3 euro l'ora, sfruttati dalla rete di caporali, con la complicità di imprenditori agricoli operanti nel settore della raccolta e vendita di agrumi nella piana di Gioia Tauro".

L’inchiesta della Procura di Palmi ha però evidenziato un fatto nuovo che secondo i segretari della Cisl "lascia trasparire un barlume di speranza: l'operazione dei carabinieri, per la prima volta, è scaturita dalla denuncia di un migrante che ha trovato la forza di denunciare i suoi sfruttatori. Un plauso dunque al lavoro certosino degli organi inquirenti e soprattutto grazie al coraggio del giovane lavoratore, che ha permesso ad altri uomini e donne di scampare alla morsa dello sfruttamento e della paura".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fenomeno del caporalato di Rosarno, Cisl: "Serve uno status di legalità per i lavoratori"

ReggioToday è in caricamento