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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca

Inchiesta Helios, le "minacce" dell'assessore Muraca agli amministratori dell'Avr

Tra i politici coinvolti dall'operazione della Direzione distrettuale antimafia che ha disposto l'amministrazione giudiziaria per le società Avr e Ase, spunta anche il nome di un fedelissimo del sindaco Falcomatà

Tra le persone coinvolte nell'operazione "Helios", eseguita dai carabinieri del Comando provinciale e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che ha portato a disporre l'amministrazione giudiziaria per le società Avr e Ase, compare anche il nome dell'assessore comunale Giovanni Muraca, indagato perché, si legge nell'avviso di conclusione delle indagini, firmato dai pubblici ministeri Stefano Musolino, Walter Ignazitto e Alessandro Moffa "quale pubblico ufficiale e segnatamente quale assessore del Comune di Reggio Calabria, abusando della suddetta qualità e dei pubblici poteri ad essa connessi, e segnatamente minacciando, talvolta esplicitamente talvolta larvatamente, di assumere una serie di strumentali iniziative vessatorie e potenzialmente pregiudizievoli per la società privata Avr Spa".

L'esponente della giunta e fedelissimo del sindaco Falcomatà, avrebbe, dunque, minacciato di avviare "contestazioni pubbliche al servizio dell'Avr dirette a screditare strumentalmente tale società e la qualità dei lavori pubblici in corso di esecuzione", così esercitando "indebite pressioni sui dirigenti ed amministratori della suddetta, ed in particolare sull'amministratore delegato Claudio Nardecchia e sulla dirigente Veronica Gatto, per far reintegrare nel personale dell'Avr due lavoratori, coniugi, licenziati per giusta causa dalla suddetta società soprattutto a causa di continue e prolungate assenze ingiustificate".

In questo modo, Muraca, secondo quanto si legge ancora nelle carte delle indagini, avrebbe posto "in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere o comunque ad indurre le suddette persone offese ad assecondare le sue richieste e a procurare indebitamente ai citati soggetti un nuovo contratto di lavoro presso l'Avr o altra società dalla stessa controllata, non riuscendo nel proprio intento per ragioni indipendenti dalla sua volontà, ossia per il rifiuto delle suddette persone offese".

I fatti sarebbero stati commessi a Reggio Calabria nei mesi di marzo, aprile e maggio del 2018. Identiche contestazioni vengono poi addebitate a Muraca nell'ambito di un tentativo volto "a far prorogare il subappalto relativo al ritiro dei rifiuti ingombranti a domicilio in favore della Cooperativa Sociale Rom 1995 o, in alternativa, a riassorbirne almeno parte il personale mediante assunzione all'interno dalla società Avr Spa dopo che il rapporto contrattuale tra l'Avr e la suddetta Cooperativa era cessato in data 1.01.2018 in ragione dell'aumento del canone richiesto dalla subappaltatrice, ponendo in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere o comunque ad indurre le suddette persone offese a soddisfare le sue richieste sopra indicate, non riuscendo nel proprio intento per ragioni indipendenti dalla sua volontà ossia per il rifiuto delle suddette persone offese".

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