Operazione "Married", le intercettazioni alzano il velo: "Voglio stare libera...."

Le calunnie contro il marito, la relazione extraconiugale e le intenzioni violente dei fratelli Sposato sono state intercettate dalle microspie piazzate dagli uomini di Diego Trotta

Agenti della Polizia in sala intercettazioni

Un matrimonio sull’orlo della crisi, un rapporto familiare deteriorato e tre fratelli pronti a tutto, a sparare e mentire, per liberarsi del “vincolo insopportabile”. C’è tutto questo dietro il danneggiamento dell’autovettura di Salvatore Cucinotta e gli arresti dei fratelli Sposato. C’è tutto questo dentro l’operazione “Married”, un’inchiesta chiusa in trenta giorni dal commissariato di Gioia Tauro, che ha portato all’arresto dei Rocco, Cosma e Pamela Sposato. 

La prima denuncia

Lo scorso 9 giugno 2020 si presentava presso il Commissariato di Gioia Tauro Pamela Sposato, che denunciava una lunga serie di maltrattamenti, consistenti in minacce, percosse e lesioni, subìte, negli anni, dal marito Nazareno Cucinotta nel corso della convivenza matrimoniale. Nel corso della "sofferta" denuncia presentata ai Poliziotti del Commissariato, la donna affermava di essere vittima di comportamenti violenti del marito oramai da anni (in particolare, dall'inizio della tossicodipendenza di quest'ultimo). 

La tossicodipendenza l'aveva trasformato in soggetto violento e manesco nei confronti della moglie, mentre ai cinque figli nati dalla loro unione, a detta della donna, non era stato comunque, rivolto alcun comportamento lesivo o aggressivo. Le percosse subite da Pamela Sposato sovente le avevano provocato lesioni ed ecchimosi tanto che, in varie occasioni, la donna, dichiarava nella denuncia, di essersi recata presso il pronto soccorso degli ospedali di Gioia Tauro e Polistena, ricorrendo alle cure dei sanitari ai quali, tuttavia, non aveva mai raccontato la vera causa delle lesioni, giustificandole, di volta in volta, come incidenti domestici.

Le dichiarazioni 

L'ultimo episodio, in ordine di tempo, riferito dalla donna ai poliziotti il 9 giugno scorso, si era verificato due giorni prima: una violenta lite per ragioni economiche legate all'impiego di danaro di famiglia per l'acquisto, da parte del Cucinotta, di sostanza stupefacente. La lite, secondo il racconto della donna, era gravemente degenerata in un'aggressione violenta a seguito della quale Pamela Sposato aveva deciso di andare via definitivamente da casa, assieme ai figli, trasferendosi dalla casa coniugale di Rosarno a quella del padre adottivo, a Gioia Tauro. 

Sin qui, i fatti contenuti in quella che pareva, inizialmente, una accorata e genuina richiesta di aiuto di una donna indifesa, asseritamente vittima di violenze e soprusi da parte del marito violento e pericoloso.

Denunce particolari

Tuttavia, gli episodi esposti in denuncia e le riferite violenze e maltrattamenti assumevano "connotati del tutto particolari" (per come il Giudice li ha descritti), allorquando, nella nottata  il 10 giugno 2020 (il giorno dopo la denuncia), a Rosarno, veniva danneggiata con un colpo di fucile cal.12 caricato a palla asciutta, l’autovettura di Salvatore Cucinotta, fratello di Nazareno Cucinotta, marito di Pamela Sposato.

Le prime indagini

Già nelle prime fasi delle indagini, pareva evidente che il danneggiamento subìto dal fratello di Nazareno Cucinotta, fosse da ricondursi ad una reazione, una vera e propria ritorsione violenta, messa in atto dai fratelli di Pamela Sposato, ovvero i gemelli Rocco e Cosma, personaggi già noti alle forze dell’ordine, gravitanti negli ambiente della criminalità organizzata di Gioia Tauro ed entrambi con numerosi pregiudizi per rapina ed altri gravi reati.

A seguito di tale evento delittuoso, il Commissariato di Gioia Tauro si attivava al fine di raccogliere indizi utili all’esatta ricostruzione dei due eventi, evidentemente collegati tra loro: denuncia per violenze e maltrattamenti e grave danneggiamento con colpi d'arma da fuoco. 

Il fucile ritrovato

L’attività info-investigativa condotta trovava un primo riscontro quando, nella notte dell'11 giugno 2020, agenti della Polizia di Stato, a San Ferdinando, rinvenivano, occultato tra i cespugli, un fucile calibro 12 e 7 cartucce dello stesso calibro caricate a palla asciutta.L’arma risultava essere stata modificata a “lupara” con il taglio delle canne e il manico, al fine di aumentarne la potenzialità e la portabilità.

La denuncia

Che il danneggiamento cagionato ai danni della famiglia Cucinotta, fosse stata opera dalla famiglia Sposato, trovava pieno riscontro in data 13 giugno 2020, quando, presso il Commissariato, si presentava Pamela Sposato che intendeva verbalizzare delle dichiarazioni inerenti il danneggiamento perpetrato a Rosarno ai danni dell’autovettura in uso a Salvatore Cucinotta, fratello di Nazareno Cucinotta. In sede di spontanee dichiarazioni e successive sommarie informazioni, la predetta confessava di essere stata l’ideatrice e l’esecutrice del danneggiamento, messo in atto come atto ritorsivo nei confronti di Nazareno Cucinotta. La donna riferiva precisi dettagli anche sull’arma utilizzata per il danneggiamento, che risultava perfettamente compatibile con quella rinvenuta e sequestrata da personale di questo Ufficio in data 11 giugno 2020, nel territorio di San Ferdinando.

Le contraddizioni

Per quanto riguarda la descrizione del modus operandi relativo alle fasi del danneggiamento, Pamela Sposato incorreva in palesi contraddizioni, ammettendo anche di voler realizzare l’omicidio del marito, Nazareno Cucinotta, e del suocero, come vendetta delle violenze subìte da entrambi, padre e figlio, per anni.

Le intercettazioni

A quel punto, la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, avviava mirate attività d'intercettazione che, come sempre, si rivelavano preziose alla fedele ricostruzione della vicenda. Una vicenda dalla quale emergeva che i fratelli Sposato avessero architettato una vera strategia al fine di sviare le indagini e non consentire al Commissariato di Gioia Tauro di identificare i reali esecutori del grave danneggiamento subìto dalla famiglia Cucinotta, consentendo, al tempo, stesso, alla donna di creare, a seguito del danneggiamento con quelle modalità particolari, un clima tale da indurre il marito a lasciarla, ad andare via di casa per il timore di altre e più gravi iniziative contro di lui. 

“Io voglio stare libera …”

In una di tali conversazioni telefoniche - intercettate tra Pamela Sposato ed un uomo - emergeva, oltre ai gravi dissidi familiari tra la Sposato ed il marito, un quadro tutt’altro che chiaro a carico sulla posizione della donna in merito alla vicenda: “... IO VOGLIO STARE LIBERA….PER FARMI I C... MIEI, COME VOGLIO IO, MUOVERMI COME VOGLIO IO E TUTTE COSE…”. Nella stessa conversazione, emergeva un terribile quadro familiare fatto di ipocrisie e conflitti asperrimi. 

I conflitti familiari 

Tali conflitti familiari, dovuti a condotte quantomeno censurabili di entrambi i “coniugi” portavano la Pamela Sposato a mettere in atto un vero e proprio piano per “liberarsi” del marito al fine di poter condurre autonomamente la propria vita e, non essendo soddisfatta della denuncia prodotta presso gli Uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro, metteva in atto azioni tali da indurre un forte stato di paura nel marito, come emerge da altra conversazione intercettata in cui la donna, rivolta ad altro interlocutore uomo riferiva: “….POI TE LO DICO IO SE SONO ANDATA A DENUNCIARLO PER PEDOFILIA, CHIEDIGLI COSA GLI HO FATTO E ADESSO SI STANNO CACANDO ADDOSSO..”.

Le preoccupazioni dei fratelli

Nel prosieguo delle investigazioni, poi, emergeva, chiaro, il pieno coinvolgimento, nella vicenda, anche dei gemelli Rocco e Cosma Sposato. Dalle operazioni di intercettazione, difatti, emergevano le preoccupazioni dell'odierno arrestato Cosma Sposato durante le fasi delle spontanee dichiarazioni della sorella. In particolare,in una conversazione telefonica, Cosma Sposato chiedeva alla madre se avessero “...FATTO ALTRE DOMANDE”, facendo chiaramente intendere se i verbalizzanti della Polizia di Stato avessero creduto alla versione resa da Pamela Sposato, chiedendo, inoltre, se la sorella avesse fatto qualche nome. La madre rispondeva di non esserne a conoscenza.Tale conversazione cristallizzava, attraverso il timore di essere scoperto, la responsabilità di Cosma Sposato nel danneggiamento perpetrato ai danni di Cucinotta.

Le bugie per coprire i fratelli

Dalle attività tecniche d'intercettazione emergeva, quindi, un quadro familiare dei fratelli Sposato complesso e sfaccettato, fatto di alleanze tra fratelli - come nel caso del danneggiamento, in cui Pamela, incensurata, non esita a mentire ai poliziotti nel chiaro intento di coprire i fratelli Rocco e Cosma, entrambi con svariati precedenti per rapina ed altri gravi reati, nonché reali esecutori della fucilata - ma anche di odi e sentimenti di reciproci rivalsa tra di loro.

La relazione extraconiugale

Come nella sera del 26 giugno 2020, quando i familiari di Pamela Sposato venivano a conoscenza della sua relazione extraconiugale. Numerose erano le intercettazioni, riportate anche nell'ordinanza, dalle quali emergeva la rinnovata aggressività e desiderio di rivalsa della famiglia Sposato nei confronti di Pamela Sposato e del suo segreto amante. Sentimenti che si concretizzavano in una vera e propria caccia all’uomo messa in atto da Cosma Sposato, il quale asseriva, più volte, di voler uccidere l'amante della sorella e, se fosse stato necessario, anche la madre e la sorella di quest’ultimo. Durante una di queste conversazioni, oltre le svariate minacce di morte nei confronti dell'amante di Pamela, Cosma Sposato asseriva testualmente:"non gli sparerò la macchina ma gli sparerò direttamente la testa" .Affermazione, questa, che risultava chiaramente riconducibile al danneggiamento cagionato all'autovettura della famiglia Cucinotta. 

Il pericolo di fuga

I chiari elementi sin qui emersi a carico di Pamela, Rocco e Cosma Sposato, ascrivibili alle condotte criminose che culminavano con il danneggiamento dell’autovettura dei Cucinotta e il piano omicidiario nei confronti dell'amante di Pamela, si cristallizzavano, con maggior chiarezza, con l’evidente pericolo di fuga dei gemelli Rocco e Cosma Sposato, emerso dalle risultanze delle attività tecniche.

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Comportamenti elusivi e guardinghi dell'intero nucleo familiare Sposato, attentamente monitorato grazie alle attività tecniche d'intercettazione. Nucleo familiare che teneva costantemente aggiornati Rocco e Cosma Sposato, sui movimenti delle autovetture delle forze dell’ordine, al fine di evitare "sorprese". Sino a stamane, quando sono stati tratti in arresto.

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