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Scatta l'operazione "Organetto", otto arresti per le rapine agli uffici postali | VIDEO

Carabinieri e Squadra mobile hanno ricostruito una serie di assalti alle poste sul territorio della provincia e messo in ordine i ruoli operativi del gruppo criminale, ecco i nomi delle persone arrestate, sei sono finite in carcere e due ai domiciliari

 

Alla prime ore dell’alba i carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, coordinati dal colonnello Marco Guerrini, e gli investigatori della Squadra mobile, diretti dal questore Bruno Megale, hanno portato a compimento l’operazione “Organetto” e, così facendo, hanno disarticolato una banda dedita alle rapine a danno degli uffici postali della provincia reggina.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, hanno portato all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria in data 06 ottobre 2020, nei confronti di 8 soggetti [6 dei quali destinatari della misura cautelare della custodia in carcere e 2 degli arresti domiciliari] indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata alla programmazione e preparazione di delitti di natura predatoria, segnatamente rapine adUffici Postali e furti di autovetture impiegate nella consumazione delle rapine, nonché per ricettazione e detenzione e porto illegale di armi.

In manette sono finiti: Carmine Alvaro, 34 anni di Palmi, [già detenuto per altra causa; custodia in carcere]; Antonio Rocco Leonello, 53 anni di Sinopoli [già detenuto per altra causa; custodia in carcere]; Francesco Trefiletti, 28enne di Cinquefrondi [già detenuto per altra causa; custodia in carcere]; Giuseppe Agostino, 50 anni di Reggio Calabria [custodia in carcere]; Antonio Giuseppe Palmisano, 52enne di Reggio Calabria [custodia in carcere]; Rosa Soccorsa Delfino, 55 anni di Gioia Tauro [custodia in carcere]; Maria Giovanna Puntoriero, 33 anni di Gioia Tauro [arresti domiciliari] e Salvatore De Francesco, sinopolese di 54 anni [arresti domiciliari].

Le investigazioni sono state svolte sotto le direttive del Procuratore vicario Gerardo Dominijanni e dei Sostituti procuratori Domenico Cappelleri, Paola D’Ambrosio e Andrea Sodani ed hanno visto la confluenza di vari filoni investigativi sviluppate dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri. 

L’indagine condotta dalla Squadra Mobile è stata avviata a seguito della rapina perpetrata in data 2 ottobre 2017 presso l’ufficio postale della frazione Sambatello di questo capoluogo, nel corso della quale vennero asportati circa 11.000 euro, oltre ai soldi in contanti che la direttrice aveva all’interno della propria borsa.

Dette attività investigative hanno consentito alla Polizia di Stato di accertare che a commettere il delitto di cui sopra erano stati: in qualità di autori materiali ed in concorso con altro soggetto non identificato, Antonio Rocco Leonello e Carmine Alvaro, i quali erano penetrati all’interno dell’ufficio postale armati sia di pistola che di mazze ferrate; Giuseppe Agostino e Giuseppe Palmisano, come concorrenti nella rapina, avendo gli stessi fornito un contributo determinante per il buon esito dell’azione delittuosa. Gli stessi, infatti, presenti sin dalle prime ore di quella mattinata sui luoghi di interesse, mediante l’autovettura Renault Laguna di Giuseppe Agostino avevano fatto da apripista ai propri complici, prima per condurli verso l’obiettivo e poi per assicurarne una fuga al riparo da imprevisti.

Gli autori materiali della rapina, al fine di commettere il delitto, avevano utilizzato due autovetture [una Fiat Uno bianca ed una Fiat Cinquecento rossa] risultate rubate pochi giorni prima. Con la Fiat Uno i rapinatori erano giunti presso l’ufficio postale, mentre con la Fiat Cinquecento gli stessi avevano bloccato, ancor prima di avviarsi all’obiettivo e qualche centinaio di metri prima dello stesso, la strada che porta all’ufficio postale in direzione opposta a quella da cui erano giunti. 

La successiva attività di intercettazione telefonica aveva fatto emergere che Carmine Alvaro, Antonio Rocco Leonello, Francesco Trefiletti, Rosa Soccorsa Delfino e la figlia di questi Maria Giovanna Punturiero, avevano organizzato in data 27 novembre 2017 una rapina all’Ufficio postale di Pellegrina di Bagnara Calabra.

L’evento delittuoso, organizzato nei minimi dettagli, vedeva la partecipazione attiva della predetta Maria Giovanna Punturiero [con il ruolo di basista all'interno dell'ufficio postale] che avrebbe dovuto agevolare l’accesso all’interno dei locali dell’ufficio postale agli altri membri dell’organizzazione aprendo la porta di ingresso del tipo antipanico. In quella circostanza la donna non riusciva a raggiungere la porta secondo i piani prestabiliti con i soggetti che dovevano entrare in azione dall’esterno per cui si camuffava come una semplice cliente delle poste e veniva anche escussa a sommarie informazioni testimoniali dai Militari dell’Arma dei Carabinieri intervenuti sul luogo per un segnalato tentativo di rapina.

Nel divenire delle investigazioni, emergeva chiaramente che i suddetti Antonio Rocco Leonello e Carmine Alvaro costituivano, unitamente a Francesco Trefiletti, il vertice di un sodalizio criminale dedito alla programmazione ed alla preparazione di delitti contro il patrimonio, mentre Giuseppe Agostino e Rosa Soccorsa Delfino rappresentavano i punti di riferimento per le rapine operate nel territorio, rispettivamente della periferia nord diReggio Calabria e di Scilla e Bagnara Calabra.

Si aveva inoltre modo di riscontrare che tutti i membri dell’organizzazione criminale ponevano in essere chiare attività predeterminate alla commissione di delitti contro il patrimonio, organizzando sopralluoghi nelle prossimità di possibili obiettivi [abitazioni private ed uffici postali] e procurandosi attrezzi ed oggetti atti allo scasso [tra cui uno strumento chiamato “Organetto”, dal quale prende il nome la presente operazione di polizia].

Le investigazioni hanno consentito di individuare i punti cardine dell’esistenza e operatività di un’associazione per delinquere finalizzata al compimento di attività predatoria e in particolare rapine ai dani di uffici postali nella provincia di Reggio Calabria. All’interno della predetta ordinanza confluivano i risultati dell’attività d’indagine condotta dalla Compagnia Carabinieri di Palmi nell’ambito del procedimento penale 3334/2017 e coordinata da quella Procura della Repubblica. 

Le indagini erano iniziate dalla tentata rapina all'Ufficio Postale di Melicuccà in data 2 settembre 2017, oltre che dal presunto sequestro del direttore dell'Ufficio Postale di Sant'Eufemia d'Aspromonte del 4 ottobre 2017. Questi era scomparso dalla propria abitazione di Campo Calabro, in concomitanza con un ingente ammanco di denaro, riscontrato all'interno del proprio ufficio di Sant’Eufemia d'Aspromonte. Dopo qualche giorno, l'uomo era rientrato a casa ed aveva denunciato di essere stato sequestrato da alcuni soggetti a lui sconosciuti, che, a suo dire, lo avevano obbligato a consegnare loro circa 305.000 euro, dopo averli prelevati dalla cassa dell'ufficio.

L’attività di indagine faceva emergere elementi indiziari a carico di Carmine Alvaro e Antonio Rocco Leonello; questi, infatti, intrattenevano diverse conversazioni telefoniche subito prima e subito dopo l'episodio delittuoso ed in quei frangenti i loro dispositivi agganciavano la cella del comune di Melicuccà. In relazione, però, a tale episodio non vi è stata alcuna formale contestazione da parte del pubblico ministero per mancanza del requisito della gravità indiziaria.

Le attività tecniche avviate nell’ambito del predetto procedimento penale a cura del personale dell’Arma dei Carabinieri, si sovrapponevano con quelle avviate dalla Squadra Mobile e autorizzate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria a seguito della predetta rapina all’Ufficio postale di Sambatello del 2 ottobre 2017.

Inoltre, confluivano all’interno dell’ordinanza di applicazione di misura cautelare in argomento, anche le informative di reato inerenti la rapina all’Ufficio postale di Marina di Gioiosa Ionica del 01 febbraio 2018 e quella perpetra in data 01 ottobre 2019 presso l’Ufficio postale della frazione Rosalì di Reggio Calabria.

In merito al primo episodio delittuoso le indagini condotte dalla Compagnia Carabinieri di Roccella Ionica e coordinate dalla Procura della Repubblica di Locri, non hanno consentito di pervenire all'individuazione degli autori materiali del delitto ma veniva riconosciuto - dai Militari della Compagnia dei Carabinieri di Palmi - Antonio Rocco Leonello quale autore del furto dell’autovettura impiegata nella rapina, in concorso con Salvatore De Francesco.

Invece per la rapina all’Ufficio postale di Rosalì, frazione di Catona, del 1 ottobre 2019 venivano tratti in arresto, nella flagranza del reato dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, gli autori materiali dell’associazione criminale, ovvero l'odierno indagato Carmine Alvaro, unitamente a Carmine Scibilia e Nicola Romano. 

Nel dettaglio i tre individui con volto travisato da passamontagna e guanti calzati, giungendo a bordo dell'autovettura Fiat punto (oggetto di furto), minacciavano il direttore dell’Ufficio Postale con spranghe in ferro e una pistola a salve. L’azione delittuosa veniva interrotta grazie alla presenza nell’Ufficio postale di un Carabiniere della Compagnia, libero dal servizio, che allertava la Centrale Operativa, consentendo la predisposizione di un dispositivo dell’Arma all’uscita composto da personale della Stazione di Reggio Calabria-Catona e della Radiomobile. Nel frattempo il militare accortosi dell’arrivo dei colleghi non esitava a bloccare uno dei tre malviventi con il quale intraprendeva una colluttazione. Il personale intervenuto bloccava l’azione delittuosa arrestandoli in flagranza di reato. 

Le successive indagini della Compagnia hanno fatto emergere il coinvolgimento, nel delitto in questione, anche dell’odierno indagato Giuseppe Agostino, con il ruolo di basista della rapina. Il militare intervenuto libero dal servizio ha riportato delle lesioni considerevoli, ma è ora tornato in servizio: una condotta meritoria, evidenziata anche dall’amministrazione comunale con il conferimento del premio “San Giorgio d’oro 2020”. Nei confronti degli autori della rapina è stata esercitata l'azione penale definita con sentenza del 21febbraio 2020, con cui il Giudice dell’udienza preliminare ha condannato i tre soggetti rispettivamente ad sei anni di reclusione per il duo Romano/Scibilia ed a 5 anni e 4 mesi di reclusione per Cosimo Alvaro. 

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