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Sgominata banda dedita allo spaccio nelle scuole e nella movida reggina: 15 arresti

Nel corso dell'operazione Random sono state arrestate 5 persone in flagranza di reato e sequestrati 290 grammi di cocaina, 630 grammi di marijuana e 5.500 euro in contanti

Quindici persone sono state arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, nell'ambito dell'operazione Random, perchè ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, produzione traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, tentata estorsione, lesioni personali, riciclaggio, detenzione illegale di arma comune da sparo e mutilazione fraudolenta della propria persona.

I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri

I nomi degli arrestati

In cacere:  Francesco Lonano, nato a Tropea di 51 anni;  Antonio Massimo Condello, nato a Reggio Calabria, di 48 anni, detenuto nella casa circondariale di Reggio Calabria “G. Panzera”; Davide Divino, nato a Reggio Calabria di 32 anni; Reda Elanakdi, nato in Marocco, di 37 anni; Luca Adornato, nato a Reggio Calabria di 40 anni; Lahchen Najh  alias “Mouassine”, nato in Marocco, di 32 anni;  Mansour Mbengue  alias “Pogba”, nato in Senegal, di 32 anni; Giuseppe Campicelli, nato a Reggio Calabria, di 40 anni.

Agli arresti domiciliari: Demetrio Condello, nato a Reggio Calabria, di 23 anni; Antonia Condello, nata a Reggio Calabria, di 21 anni; Annunziata Elisabetta Foti, nata a Reggio Calabria, di 53 anni;  Silvia Lipari, nata a Melito Porto Salvo, di 34 anni;  Naim Faouzi, nato in Marocco, di 36 anni; Salvatore Lonano, nato a Tropea, di 27 anni; Youssef Rachid, alias “Italia Uno”, nato in Marocco, di 50 anni.

Le foto degli arrestati 

Le indagini

Il provvedimento scaturisce da un’attività di indagine, condotta dai carabinieri di Reggio Calabria-Rione Modena e coordinata dal sostituto procuratore Gianluca Gelso, che ha accertato l’operatività di un’organizzazione criminale, dedita al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente, marijuana, eroina e cocaina, anche di ingente quantitativo, rifornita in provincia, in particolare a Sinopoli e Sant’Eufemia d’Aspromonte, e destinata alla vendita a Reggio Calabria.

Il circolo ricreativo Random

Dopo l’arresto in flagranza di Francesco Lonano, nell’aprile del 2017, i militari dell'Arma hanno accertato come gli indagati, al fine di   organizzare in maniera più strutturata e sistematica lo spaccio di stupefacenti in città, avessero individuato in via 2 Settembre, vicino alla movida notturna e a diversi istituti scolastici, un locale nel centro di Reggio Calabria, da ristrutturare e adibire a sala giochi e circolo ricreativo (con insegna “Random”) in cui concentrare l’attività illecita di spaccio.

Utile alle indagini si è rivelato il monitoraggio del locale, oggetto di ristrutturazione e utilizzato come temporaneo deposito della droga da smerciare, che ha permesso di comprovare una fiorente attività di spaccio, avviata principalmente da Antonio Condello e Davide Divino, con cessioni concordate attraverso contatto  telefonico da parte degli acquirenti abituali che si limitavano a  fissare l’orario dell’incontro, conoscendo sia il luogo dello scambio, sia la “merce” da acquistare.

Dalle concersazioni captate dai carabinieri, sembrerebbe esserci contezza della partecipazione dei diversi indagati, ognuno nello svolgimento del proprio ruolo, con la “propria” clientela nelle diverse aree del territorio urbano, all’organizzazione del traffico illecito: Francesco Lonano, Antonio Massimo Condello e Davide Divino, veri e propri promotori del sodalizio, acquisivano la droga: cocaina, marijuana e, talvolta, eroina, ne organizzavano il trasferimento verso il capoluogo, il taglio e il confezionamento in dosi per la successiva vendita.

La droga a domicilio

I militari del Comando provinciale avrebbero individuato quali componenti della rete di  spaccio gli indagati: Reda Elanakdi, Lahchen Najih alias “Mouassine”, Mansour Mbengue, alias “Pogba”, Luca Adornato, Youssef Rachid, Silvia Lipari, Naim Faouzi, Antonia Condello, Demetrio Condello, Annunziata Elisabetta Foti e  Giuseppe Campicelli, che si occupavano di cedere in strada o presso le rispettive abitazione i quantitativi, anche significativi, di droga distribuita da Antonio Massimo Condello, Davide Divino e Francesco Lonano.

La fugura di Francesco Lonano

Su tutti gli indagati spicca la figura di Francesco Lonano, originario di Parghelia, vibo valentia, ma con lunghi trascorsi nel reggino, intenzionato a governare rigidamente la rete di spaccio, indispensabile a preservare il proprio “mercato”. Nel corso delle indagini sarebbero stati documentati  numerosi episodi in cui l'uomo ha aggredito o ha minacciato  con una pistola gli altri indagati perché insolventi rispetto  alle “partite” di droga a loro assegnate.

Le minacce e la simulazione di un incidente stradale

Dopo aver disposto l’aggressione nei  confronti di Lahchen Najih, alias “Mouassine”, avrebbe simulato un incidente stradale per giustificare le lesioni cagionate, giudicate guaribili in 30 giorni dai sanitari che lo hanno visitato, incassare il risarcimento dalla compagnia assicurativa e compensare, così, il debito vantato per la fornitura di cocaina e marijuana.

Inoltre per eludere le indagini investigative, Francesco Lonano, insieme al figlio Salvatore, Adornato e Divino, avrebbero ricercato persone compiacenti, alle quali far attivare conti correnti bancari e carte prepagate, necessarie per custodire i proventi delle attività illecite. Per il carattere sistematico di queste condotte, Francesco Lonano e Luca Adornato sono risultati pienamente coinvolti in ulteriori attività di riciclaggio, per le quali sono destinatari di misura restrittiva anche nell’ambito dell’indagine “Fullones”, eseguita oggi dall’Arma reggina.

Inoltre, Francesco Lonano e il figlio Salvatore hanno fatto  sottoscrivere false dichiarazioni di prestito ad alcuni spacciatori dell’organizzazione, per giustificare il debito contratto per l’acquisto dello stupefacente, consumando pertanto anche ulteriori reati di estorsione e usura ai danni di alcuni partecipi dello stesso sodalizio criminale.

Fra gli indagati, Youssef Rachid,  accusato di numerosi episodi di spaccio, non è stato raggiunto dell’odierno provvedimento poiché espulso per motivi di sicurezza nazionale nel giugno 2017.

Il sequestro

Nel corso dell'operazione Random sono state arrestate 5 persone in flagranza di reato e sequestrati 290 grammi di cocaina, 630 grammi di marijuana e 5.500 euro in contanti, provento  dell’attività di spaccio.

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