Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Operazione "Waterfront", annullata la misura cautelare a Santo Gagliostro

Il Tribunale del riesame di Reggio Calabria, accogliendo la tesi dei difensori Antonino Napoli e Silvestro Runci, ha revocato anche il sequestro di beni

Le intercettazioni alla base dell'inchiesta "Waterfront"

Operazione “Waterfront”, è stata annullata la misura personale e quella reale emessa nei confronti dell’imprenditore Santo Gagliostro di Palmi.

Napoli Antonino avv-2Il Tribunale del riesame di Reggio Calabria, presieduto da Antonio Francesco Genovese ed a latere Giselda Stella e Carlo Bisceglia, in accoglimento dei ricorsi degli avvocati Antonino Napoli (nella foto) e Silvestro Runci, ha annullato la misura cautelare emessa dal Gip di Reggio Calabria, Filippo Aragona, nei confronti dell’imprenditore edile Santo Gagliostro di Palmi.

Santo Gagliostro era stato coinvolto nella recente operazione Waterfront condotta dalla Direzione distrettuale antimafia, ed ha, altresì, revocato il sequestro della ditta Costruedil nonché il sequestro preventivo di tutti i conti correnti, libretti di deposito al portatore e/o nominativi, contratti di acquisto di titoli di Stato, azioni, obbligazioni, certificati di deposito, assicurazioni, intestati a Santo Gagliostro.

L’indagine “Waterfront” costituisce la prosecuzione, oltre che lo sviluppo del materiale sequestrato in seguito all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione “Cumbertazione" e grazie ad essa la Procura di Reggio Calabria ritiene di aver individuato un cartello criminale composto da imprenditori, professionisti e pubblici funzionari finalizzato a pilotare gli appalti pubblici ed ad agevolare le cosche di ‘ndrangheta. Nell’inchiesta vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche – aggravate dall’agevolazione mafiosa – nonché abuso d’ufficio e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

I difensori di Santo Gagliostro, Napoli e Runci, in sede di discussione hanno contestato le accuse mosse al loro cliente e sollevato alcune eccezioni di utilizzabilità del materiale probatorio riversato nel fascicolo del Pubblico ministero.

All’esito di una lunga discussione, a cui ha partecipato anche il Pubblico ministero della Distrettuale antimafia Gianluca Gelso, il Tribunale ha riservato la decisione e, a scioglimento della riserva, in accoglimento delle argomentazioni prospettate dai difensori, ha annullato sia la misura personale che quella reale emessa nei confronti del Gagliostro.

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