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La formazione

Corso di educazione continua in medicina all'ordine dei medici

L'importanza dell'intelligenza artificiale, innovazione nella ricerca clinica e metodologica,  al centro dell'incontro ospitato nell’auditorium dello stesso ente

L’impatto dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina rappresenta una vera e propria rivoluzione riguardo la diagnosi e la cura dei pazienti, dal momento che è già possibile, grazie al suo uso, estrarre rapidamente informazioni accurate riguardo lo stato di salute degli stessi pazienti e assumere decisioni cliniche importanti basate sull’elaborazione dei dati.

Un argomento importante, e per alcuni versi complesso, per il quale l’ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria, grazie alla Commissione formazione e aggiornamento, coordinata dal dottor Antonino Zema, ha organizzato il corso Ecm (Educazione continua in medicina), svoltosi nell’auditorium dello stesso ente, sul tema: "Intelligenza artificiale in medicina. Innovazione nella ricerca clinica e metodologica" per il quale sono stati invitati a dibattere studiosi ed esperti di grande spessore professionale e culturale  

"Ormai l’intelligenza artificiale è entrata in tutti i settori della sanità – ha spiegato il presidente dell’ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria, dottore Pasquale Veneziano - e ci è sembrato quasi un obbligo organizzare un Corso di questo genere attraverso il quale abbiamo coinvolto tantissime personalità altamente qualificate in questo campo per capire come l’A.I. può essere applicata nei diversi campi della salute, sia nella fase diagnostica che in quella terapeutica.

Per questo motivo abbiamo pensato di coinvolgere tanti ‘attori’ di alto livello che lavorano in vari ambiti della sanità, anche se il campo principale di applicazione della A.I. è forse la diagnostica clinica, la radioterapia e la chirurgia. Ma sarebbe importante – ha aggiunto il Presidente - riuscire a predire in tempi molto precoci la presenza di patologie neoplastiche perché ciò rappresenterebbe davvero un grande salto di qualità. Resta il fatto che la stessa I.A, deve essere gestita, nel migliore dei modi, dal controllo dell’uomo”.

Per il dottore Enzo Nociti, segretario dell’ordine, direttore dell’Uoc geriatria del Gom e moderatore della prima sessione dell’incontro - ormai parlare di intelligenza artificiale è quasi d’obbligo, specialmente in medicina. E l’ordine ha voluto chiamare a raccolta i propri colleghi per studiare e dibattere su quello che sarà il nuovo approccio alla Medicina del futuro.

Abbiamo invitato dei personaggi illustri in questo campo, come il professore Carlo Morabito dell’Università Mediterranea che ha parlato di tecniche innovative dell’A.I applicata alla Medicina ma la cosa più importante da sottolineare è che lo stesso professore è stato già nominato, sarà ufficializzato nel mese di giugno, presidente mondiale delle reti neurali.

E’ un onore e un piacere per tutta la cittadinanza – ha rimarcato Nociti - anche perché ciò significa che la A.I. sarà presente anche nella nostra città, accompagnata e seguita non con la solita mentalità che spesso ci contraddistingue in negativo. Dico spesso: uniamoci tutti quanti per cercare di migliorare quello che è l’humus della nostra terra anche perché abbiamo le intelligenze più fervide che ci possano essere, ed invito tutti quanti a stare vicino a chi pensa di fare qualcosa di meglio per la cittadinanza e per il nostro territorio con l’obiettivo di migliorare la nostra qualità della vita. Perché applicare l’A.I. in Medicina vuol dire stravolgere i paradigmi che ci sono stati fino a ieri per acquisire una visione totalmente nuova”.

Ed è proprio Francesco Carlo Morabito, professore ordinario di ingegneria elettrica Diceam dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, a delineare meglio gli sviluppi futuri, ma anche del presente, dell’applicazione della A.I. in sanità.

"In tutti i settori medici, della clinica e anche della ricerca – spiega il professore - si è approfondito l’utilizzo di questi strumenti che nel frattempo evolvono sempre di più, con il grande vantaggio in questi ultimi anni dell’aumento della potenza computazionale e quindi dei calcolatori e microprocessori. Un esempio: con i colleghi della divisione di neurologia del Gom abbiamo lavorato sulla identificazione delle crisi epilettiche o sulla diagnosi precoce dell’Alzheimer con il centro Neurolesi di Messina.

E nella chirurgia è possibile definire esattamente il profilo dell’oggetto da irradiare con una radioterapia effettuata attraverso tecniche di A.I. o le TAC di nuova generazione al cui interno sono presenti dei sistemi di apprendimento automatico che consentono di migliorare le prestazioni e senza dare al paziente dosi massicce di radiazioni. Ma la linea del futuro è la medicina personalizzata, cioè riconoscere per ogni singolo paziente nella sua individualità il tipo di azione da svolgere e la quantità di farmaco”.

Sulla stessa lunghezza d’onda le riflessioni del dottore Mauro Campello, direttore Uoc di neurochirurgia del Gom: "In realtà si tratta di un argomento, quello della A.I, in fase non embrionale ma esponenziale in cui si attivano sicuramente tante speranze. Ed esiste già uno ‘zoccolo’ abbastanza solido su cui costruire anche se è tutto in divenire. Ci sono tante luci ma anche qualche ombra, nel senso che l’interazione tra uomo e macchina può avere dei problemi ma nell’insieme, al momento, le prospettive di utilizzo per certi versi sono estremamente affascinanti e molto entusiasmanti”.

Anche per il dottore Edoardo Sgrò, direttore Uoc urologia abilitata al trapianto del Gom "l’applicazione dell’A.I. in medicina sta sempre di più avanzando. In campo urologico e soprattutto nel tumore della prostata ci viene molto in aiuto, sia nella fase diagnostica che in quella terapeutica, permettendo allo specialista di fare diagnosi sempre più accurate, di avvalersi di algoritmi sia semplici che complessi fino ad arrivare ad un trattamento, supportato dalla A.I e con l’ausilio delle piattaforme robotiche, sempre più compliante verso il paziente e che ci permette di ritagliare nei riguardi dello stesso interventi su misura, sempre più perfetti”.

Anche se, così come affermato dal dottore Giuseppe Zampogna, vicepresidente dell’ordine e moderatore della seconda sessione del corso, “l’A.I. non deve sostituirsi all’uomo ma deve essere il professionista, il medico che deve utilizzarla in maniera appropriata ed etica”.

Al corso hanno partecipato: Antonio Armentano, direttore Uoc neuroradiologia del Gom; Orazio Barra, professore universitario in congedo di fisica fondamentale, Università della Calabria; Domenico Calabrò, direttore Soc di pneumologia Po di Locri; Salvatore Maria Costarella, direttore Uoc, chirurgia d’urgenza del Gom; Antonino Iaria, direttore Uo di oncologia medica Po T. Evoli di Melito Porto Salvo; Marcello Longo, past president  Associazione italiana di neurochirurgia; Corrado Mammì, responsabile Uosd genetica medica del Gom; Vincenzo Natale, direttore medicina d’urgenza e Pronto soccorso Asp di Vibo Valentia; Giuseppe Sceni, direttore Uoc Fisica sanitaria del Gom; Domenico Veneziano, PhD direttore urologia e chirurgia robotica urologica ospedale Valley Stream, New York; Antonino Zema, libero professionista neurochirurgia e componente commissione regionale formazione; Carmine Giuseppe Zoccali, Associated Investigator and Board member Renal Research Institute New York.

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