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Cronaca

Arresto cardiaco improvviso, Tromba: "Insegniamo ai ragazzi a soccorrere le persone colpite"

Il noto endocrinologo ha aperto questa mattina il corso di formazione teorico/pratico Bls-D, organizzato dall'OdM di Reggio e riservato agli studenti del quinto anno del corso biologia con curvatura biomedica

"Capire quanto sia urgente una situazione di emergenza è importantissimo, soprattutto nel caso in cui ci siano più feriti da soccorrere. Non ci si può basare sul dolore percepito della vittima perché non è un indicatore affidabile del livello di emergenza. Spesso poi, nelle situazioni critiche di emergenza le vittime non sono coscienti e non possono dare indicazioni sul loro stato".

Così il dottore Domenico Tromba, consigliere dell’ordine professionale, referente nazionale del corso biomedicina e responsabile rapporti scuola/università, apre questa mattina nell’Auditorium, il corso di formazione teorico/pratico Bls-D organizzato dall'ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Reggio Calabria, al quale hanno partecipato gli studenti del quinto anno del corso biologia con curvatura biomedica.

"Oggi, vogliamo insegnare ai ragazzi a poter soccorrere persone colpite da arresto cardiaco improvviso mediante la rianimazione cardiopolmonare (Rcp) e la defibrillazione precoce – continua l‘endocrinologo Tromba -. Ciò che importa sottolineare è che il primo soccorso non va confuso con il pronto soccorso. Le tematiche della formazione, teorica e pratica, non riguardano infatti le azioni di competenza del personale medico specializzato ma, quelle necessarie a riconoscere un’emergenza, allertare il sistema di soccorso, utilizzare il defibrillatore".

Il dottor Tromba pone l’accento anche sull’importanza del "corso di aggiornamento per addetti al primo soccorso che rappresenta una cruciale revisione della formazione di base, finalizzata a fornire le competenze essenziali per rispondere in modo tempestivo a situazioni di emergenza e salvare vite umane".

Sulla stessa lunghezza d’onda il dottore Giovanni Calogero che, nel rimarcare la stretta collaborazione tra ordine dei medici e Azienda sanitaria provinciale, aggiunge: "Tantissimi giovani sono stati formati in questi anni e lo scopo è dare loro gli elementi di base per riconoscere un arresto cardiaco e saper attivare correttamente la catena della sopravvivenza chiamando i soccorsi, saper praticare le manovre, richiedere l’utilizzatore di un defibrillatore. Tutto questo, se eseguito correttamente permette al soggetto di avere più chance per essere salvato".

In conclusione, per il professore Giuseppe Chindemi del liceo scientifico Leonardo da Vinci quella odierna è "un’esperienza importante e assolutamente formativa per i ragazzi che hanno appreso quanto sia fondamentale il primo soccorso per salvare la vita di una persona".  

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