Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca Centro / Via Ciccarello

E' scontro sugli alloggi per gli abitanti dell'ex Polveriera

Questa mattina gli enti riuniti nell’Osservatorio sul disagio abitativo sono tornati a Ciccarello per chiedere al Comune che ogni nucleo familiare abbia una casa popolare

Rosina e Nicola vivono qui da sempre, in questa baracca costruita nell'ex Polveriera a Ciccarello, zona sud della città. Una baraccopoli nata a metà del secolo scorso, quando i nomadi si sono sposati dal letto della fiumara per il pericolo delle alluvionali. Qui del vecchio fortino umbertino, utilizzato come deposito di armi e munizioni, c'è solo una struttura fatiscente.  Rosina e Nicola sono tra gli ultimi abitanti di questo luogo, diventato da tempo, ormai, discarica di ogni cosa ed aspettano un alloggio. Non è servita la bonifica, qui spesso i rifiuti vengono bruciati e il degrado è sotto gli occhi di tutti. Una baracca che Rosina cerca di tenere pulita e in ordine e che divide, oltre che con il marito, anche con le figlie Mimma e Monica ed i loro cinque figli piccoli. 

Stamattina Giacomo Marina, Un mondo di mondi, e enti riuniti nell’Osservatorio sul disagio abitativo sono tornati all'ex Polveriera per lanciare ancora una volta un monito all'amministrazione comunale affinché capisca le necessità di queste famiglie. “Il progetto dell’Ex Polveriera, fermo dal 2018, sembrerebbe in procinto di ripartire, - spiega Giacomo Marino - perché il Comando militare intende costruire una caserma sull’area di sua proprietà. Il comando militare ha quindi sollecitato il Comune perché trasferisca altrove i quattro nuclei familiari della baraccopoli, che hanno l’accesso alle loro baracche dall'area militare. C'è però un problema: il Comune intende assegnare l’alloggio popolare (per emergenza abitativa art 31 LR 32/1996) solo a due nuclei familiari e nessuno agli altri due, perché, secondo il settore Erp, questi non ne avrebbero diritto. Ma le cose non stanno cosi”.

Giacomo Marino ricostruisce i fatti e spiega perché ogni nucleo ha diritto ad un alloggio popolare. “Per il nucleo familiare della signora Bevilacqua Giovanna, il Comune sostiene che non sussiste il   diritto all’alloggio, perché nel 2018 ne ha assegnato uno ad un parente residente nell’ex Polveriera ma in una diversa baracca, pur risultando nello stesso stato di famiglia. Ma il parente che ha avuto assegnato l’alloggio, pur essendo nello stesso stato di famiglia, costituiva storicamente un diverso nucleo familiare   e quindi, come previsto dall’articolo 7 della legge regionale nr 32/1996, ogni   nucleo familiare   ha   diritto ad   un proprio alloggio”.

“L’altro nucleo familiare, al quale in Comune intende negare la casa,   abita   in una   baracca con altri due nuclei di parenti di primo grado. I tre nuclei sono quelli di Bevilacqua Nicola, Bevilacqua Mimma e Bevilacqua Monica. Per questo caso il Comune, inizialmente, intendeva assegnare un solo alloggio negandolo agli altri due nuclei, contravvenendo alla normativa regionale. Ma visto che i tre nuclei sono complessivamente costituiti da 13 persone, di cui 5 minori e   non avendo alloggi tanto grandi da ospitare 13 persone,   ha deciso di assegnare due alloggi”.

“Pur avendo “corretto il tiro”, il Comune continua a violare la norma regionale – sostiene con forza Marino - che prevede che il destinatario dell’assegnazione dell’alloggio sia   il singolo nucleo familiare   e non il gruppo di persone che si trova dentro un unico stato di famiglia, a meno che questo non costituisca un solo nucleo familiare. Secondo l’orientamento attuale del Comune due nuclei familiari resterebbero senza una casa”.

“Per questo l’associazione Un Mondo di Mondi ha già trasmesso al settore Erp del Comune tutta la documentazione – conclude - che dimostra che anche i due nuclei familiari esclusi hanno diritto all’alloggio e che abitavano nelle baracche dell’ex Polveriera già prima dell’avvio del progetto nel 2018. Il Comune non dovrebbe avere alcun dubbio sul fatto che l’assegnazione di un alloggio abbia come oggetto il singolo nucleo familiare, perché ha già più volte operato in questo modo. Un esempio recente è quello della graduatoria di emergenza abitativa, pubblicata nel dicembre 2020. Almeno uno dei vincitori della graduatoria è un nucleo familiare che   si trova   dentro uno stato di famiglia insieme ad un altro nucleo familiare di parenti di primo grado, i quali sono   già assegnatari di un alloggio popolare.  

Il diritto fondamentale alla casa deve essere garantito rispettando sempre e senza eccezioni la norma vigente. Pertanto, gli enti riuniti nell’Osservatorio sul disagio abitativo chiedono   che venga assegnato un alloggio a ciascuno dei quattro nuclei familiari e che si provveda ad assegnare, con lo stesso criterio di legge,  un alloggio ad ognuno degli   altri dieci nuclei   familiari che si trovano ancora nella baraccopoli dell’ex Polveriera per superare definitivamente il ghetto”.

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