Tari in tempo di Covid, Imbalzano: "Il Comune fa finta di aiutare, ma in verità opprime"

L'ex consigliere comunale di Forza Italia: "Per quale ragione non ha provveduto con effetto immediato ad una forte riduzione del carico Tari avendone finalmente gli strumenti?"

Pasquale Imbalzano

"Le vicende che in questi ultimi giorni riguardano il tributo Tari per l’anno 2020 rappresenta una intollerabile umiliazione per tanti reggini che si stanno vedendo recapitare avvisi di pagamento rispetto ad un servizio di raccolta rifiuti non soltanto scadente quanto per lo più inesistente".

E’ quanto afferma l’avvocato Pasquale Imbalzano, ex consigliere comunale di Forza Italia che aggiunge:" La mortificazione che i reggini subiscono è purtroppo connaturata al fatto che, in piena emergenza covid e in un 2020 costellato da difficoltà economiche drammatiche sia come conseguenza del lockdown della scorsa primavera, delle limitazioni e/o rallentamenti imposti all’esercizio delle attività commerciali e professionali, nonché della crisi economica che adesso comincia a mordere, il Comune di Reggio Calabria, assieme ai tanti comuni della provincia di Reggio, non ha innanzitutto sospeso l’invio degli avvisi di pagamento come avrebbe giustamente dovuto fare, soprattutto in aderenza a quanto è stato fatto per la sospensione a livello nazionale della notifica delle cartelle esattoriali fino al 31 dicembre 2020.

Specie se si considera che esiste sentenza della Corte di Cassazione n. 19767 di poche settimane fa, che riconosce una riduzione fino al 40% e oltre per la Tari qualora il servizio non funzioni correttamente e venga accertato dalle autorità il rischio igienico sanitario.

Fatti che avrebbero imposto al Comune stesso di procedere ad una decurtazione preventiva per evitare una probabile esplosione del contenzioso che lo esporrebbe alla soccombenza". Per Imbalzano "non si sarebbe dovuto escludere l’esigenza di dar seguito a tutti quei benefici fiscali giustificati dall’emergenza Covid, già deliberati dalla stessa Autorità di regolazione energia, reti e ambiente (Arera), concedendo ai contribuenti una diminuzione sostanziosa delle tariffe e recuperando il mancato introito nelle tre annualità successive, sollevando richiesta alla Cassa servizi energetici ambientali per un importo pari al minor gettito registrato per l’anno 2020".

E anora: "Non può essere sottaciuta altra circostanza secondo la quale il Comune di Reggio essendo destinatario di una considerevole quantità di risorse a seguito del decreto Agosto, che a detta dello stesso sindaco, elimina per sempre il debito ingiusto, per quale ragione non ha provveduto con effetto
immediato ad una forte riduzione del carico Tari avendone finalmente gli strumenti?

A ben vedere, anche la stessa misura adottata dalla Giunta nell’approvazione dello schema di bilancio preventivo per l’anno 2020, con la strombazzata riduzione pari a 4,5 milioni di euro per le partite iva e a 2,5 milioni di euro per le famiglie (soltanto pari al 7%), rappresenta a conti fatti un intervento insufficiente a dar vero respiro, atteso che il servizio di raccolta/smaltimento rifiuti è finanziato interamente dai contribuenti con il gettito del tributo Tari e costa annualmente oltre 40 milioni di euro".

"Insomma - conclude  l'ex consigliere - ancora una gestione largamente insufficiente dell’Amministrazione comunale che da un lato dichiara di voler dare ai cittadini servizi e tutele, anche sul piano di un fisco più equo, ma dall’altro nei fatti sottrae ai cittadini importanti risorse che sono rivolte al loro sostentamento in un momento di emergenza come quello attuale, a fronte di un servizio scadente".

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