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Martedì, 28 Maggio 2024
Cronaca

Palazzo Piacentini consegnato al MArRC: la firma del verbale

Giornata storica al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. L'atto è stato formalizzato dal direttore del museo, Sudano, dal sindaco Falcomatà e dai rappresentati dell'Agenzia del Demanio

Palazzo Piacentini a Reggio Calabria è stato consegnato in uso governativo dal Comune allo Stato, in particolare al MArRC - Museo Archeologico Nazionale. L’atto è stato formalizzato oggi.

"La città ha uno straordinario bisogno che il Museo sia parte integrante e protagonista del futuro del territorio. Ed è ciò che sta accadendo. Il Museo non può e non deve essere un corpo estraneo. Le aree archeologiche e i beni culturali della trimillenaria storia della nostra città hanno bisogno di un catalizzatore che non può essere altro che il museo".

Così il sindaco Giuseppe Falcomatà durante la sigla del verbale di consegna dell’immobile, da parte di Antonio Arnoni, responsabile del servizio territoriale Città metropolitana di Reggio Calabria dell'Agenzia del Demanio, a Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, alla presenza del direttore regionale Vittorio Vannini e del vice direttore regionale Teodora Neri dell’Agenzia del Demanio.

"Intorno al museo la città può crescere e con esso vanno costruite sinergie di sviluppo come stiamo facendo - ha spiegato il primo cittadino - Vi ringraziamo perché ospitate da sempre tantissimi reperti che raccontano la storia di Reggio e ne recuperano la memoria storica. Non è un mistero che insieme al direttore Sudano stiamo lavorando per riportare alla luce tanti reperti che raccontano varie fasi della storia della nostra città".

"Con l’atto amministrativo di oggi – ha concluso Falcomatà - si supera una difficoltà che negli anni aveva creato problematiche. Grazie a questo atto i rapporti diventano bilaterali tra il Comune, proprietario dell’immobile e il Museo che è concessionario dell’immobile stesso. Colgo l’occasione per ringraziare il direttore Sudano che ha deciso di sanare questo vulnus.

Tra le attività di riconnessione del museo con le attività del tessuto culturale cittadini ricordo i lavori che stiamo realizzando al tempietto con un progetto del museo che riporterà alla luce reperti archeologici di proprietà comunale e che sono stati ospitati a palazzo Piacentini e che saranno esposti per la fruibilità di turisti e cittadini".

"L’atto di oggi è una formalità amministrativa ricercata dal direttore del museo e che noi abbiamo assecondato. Oggi chiudiamo la parte amministrativa e si saprà sicuramente valorizzare una struttura che si prepara a essere volano di sviluppo non solo per Reggio ma per tutta la Calabria" ha aggiunto Vannini.

Per il direttore Sudano: "E’ la volontà concreta di essere riconosciuti autonomi in tutto. Abbiamo una responsabilità enorme ma faremo le cose in sinergia con demanio e Comune, saremo il loro fiore all’occhiello per la cultura".

Palazzo Piacentini nella storia

Come riporta una nota dell'Agenzia del Demanio, il MArRC, che espone le collezioni di reperti della Magna Grecia e, soprattutto, i Bronzi di Riace, è da sempre ospitato nel Palazzo Piacentini, un edificio articolato su quattro livelli tutti dedicati all'esposizione dei reperti.

Dopo il terremoto del 1908 che distrusse la città, l’archeologo Paolo Orsi propose la creazione di un grande museo nazionale in cui esporre i materiali degli scavi dello Stato insieme a quelli delle collezioni civiche.

Nel 1932 il Comune conferì l’incarico della progettazione all’architetto Marcello Piacentini, uno dei più noti architetti italiani della prima metà del secolo, che realizzò a Reggio Calabria il primo edificio museale italiano appositamente progettato allo scopo, anziché adattare un edificio esistente.

L’edificio fu realizzato tra il 1932 e il 1941, con volumetria che ne enfatizza la monumentalità e considerato una delle opere più significative tra gli edifici costruiti per scopo museale, grazie alle sue ampie vetrate che illuminano gli ambienti espositivi per lo più a spazio aperto, che consentono un agevole itinerario di visita. Dal 2009 al 2013 il museo è stato chiuso per lavori di ristrutturazione e ampliamento finanziati dal MiC. Nel 2016 è stato definitivamente riaperto al pubblico.

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