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Il messaggio

Nella sua visita Benedetto XVI esortò i calabresi a non arrendersi

Il cordoglio dell'arcivescovo Morrone e le istituzioni calabresi, dal governatore Occhiuto al presidente del consiglio regionale Mancuso, per la morte del papa emerito Ratzinger

Anche le istituzioni calabresi si uniscono al cordoglio del Vaticano e della comunità cattolica internazionale per la morte del papa emerito Benedetto XVI. Su invito dell'arcivescovo Fortunato Morrone, anche tutta la comunità diocesana di Reggio Calabria - Bova, il presbiterio, i diaconi, i religiosi e le religiose, i seminaristi e i fedeli laici, partecipano al dolore e alla preghiera della comunità ecclesiale, elevando preghiere di suffragio per Benedetto XVI e, nello stesso tempo, come si legge in una nota "rendendo lode al Signore per il dono di questo grande Papa che ha contribuito in modo determinante a rievangelizzare l'occidente. Risuonano ancora nel cuore le parole pronunciate da papa Ratzinger nella sua visita pastorale in terra di Calabria: Non cedete mai alla tentazione del pessimismo e del ripiegamento su voi stessi".

Alla notizia della morte del papa emerito giunta dalla sala stampa del Vaticano, è giunto il messaggio del presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto. Commenta il governatore calabrese: "Un grande uomo di fede, un teologo sopraffino, un pastore che da prelato prima e da pontefice dopo ha saputo guidare la Chiesa nella modernità, senza mai tralasciare la storia e le tradizioni. Una preghiera per la sua anima”.

Per le diocesi calabresi e le istituzioni regionali, il migliore ricordo di Benedetto XVI è rappresentato dalla forza della sue parole durante il viaggio in Calabria avvenuto nell'ottobre del 2011. Ne parla in una nota il presidente del consiglio regionale Filippo Mancuso. "Fu un teologo rigoroso e dall’immensa cultura - scrive Mancuso - Nei calabresi, che hanno avuto il privilegio di una sua visita pastorale a Lamezia Terme con 40mila fedeli accorsi, e nella monumentale Certosa di Serra San Bruno sulle orme del monaco tedesco Brunone di Colonia, è vivo il ricordo delle sua lucida analisi".

Come ricorda Mancuso, papa Ratzinger parlò in quell'occasione della Calabria come di "una terra dove i problemi si presentano in forme acute e destabilizzanti; una terra dove la disoccupazione è preoccupante, dove una criminalità spesso efferata ferisce il tessuto sociale. Una terra in cui si ha la continua sensazione di essere in emergenza".

Ma, aggiunge il presidente del consiglio regionale Filippo Mancuso, è ancora vivo pure, a fronte di quella contastazione, il ricordo delle sue esortazioni ai calabresi "a fare appello alle risorse della nostra  fede e delle nostre capacità umane, per non arrendersi e  non cedere  al pessimismo, sforzandoci di crescere nella capacità di collaborare e di prendersi cura dell’altro e di ogni bene pubblico". Conclude Mancuso: "Disse di essere certo che i calabresi avrebbero superato le difficoltà di oggi per preparare un futuro migliore”.

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