Sabato, 20 Luglio 2024
Verso l'inaugurazione / Ferrovieri - Gebbione - S.Agata

Parco Lineare Sud, scoppia il caso parcheggi: i residenti insorgono

Criticità varie, incuria e l'irrisolta problematica degli scarichi fognari a mare. Il Comune, intanto, si prepara all'inaugurazione dell'area. L'intervento di Gabriella Caridi, neo presidente del comitato Torre Lupo

Nato come ambizioso progetto di riqualificazione della zona sud della città, prosecuzione naturale del lungomare reggino che avrebbe dovuto portare a godere della meravigliosa costa sino alla zona del Sant’Agata, il Parco Lineare sud, invece, diviene l’emblema di incompiutezza, degrado e abbandono. 

Dalle piste ciclabili, alle aree gioco per bimbi, la spiaggia, i murales, i posteggi, aree per lo sport… tutto questo all’interno del progetto che avrebbe dato nuova vita a quell’area. Di quanto detto, però, nulla o poco più. 

I problemi sono molteplici e vanno dall’inadeguatezza dei parcheggi, che comporta la sosta selvaggia con conseguente congestione del traffico, alla annosa problematica degli scarichi fognari a mare. E poi l’incuria, il vandalismo, spiaggia sporca e lavori in perenne attesa di essere compiuti, aree verdi che divengono vere e proprie discariche.

Una situazione che i residenti non riescono più a tollerare e restano in perenne attesa di risposte. Il Comitato di quartiere Torre Lupo, neocostituito, attraverso la sua presidente Gabriella Caridi, chiede l’intervento di ReggioToday esponendo, tra tutte queste difficili situazioni, in particolare, quella che riguarda i posteggi.

“Dal ponte Calopinace sino all’argine del Sant’Agata era previsto doppio senso di circolazione, con la presenza di un grande parcheggio sotto il murale che è stato realizzato in seguito al progetto stesso.

Ancor prima che il parco venisse aperto – prosegue la presidente - era stato chiesto al sindaco un incontro per chiarire le voci circa una sua volontà di voler eliminare il doppio senso di circolazione che, di fatto, era la destinazione d’uso all’atto della realizzazione del progetto.

I comitati, più volte hanno chiesto questo incontro perché non ritengono realizzabile, né utile, fare questa modifica. Non c’è stata alcuna concertazione. Sino a questa settimana abbiamo sollecitato l’incontro anche informalmente col vicesindaco che ci aveva assicurato l’audizione. Lo stesso, ad oggi, non è avvenuto. Ci teniamo a sottolineare che le richieste non sono solo una richiesta da parte dei residenti, così come si vuol fare credere, ma una esigenza che riteniamo di tutta la cittadinanza”.

Scende nei particolari la neo presidente Caridi spiegando le criticità che verrebbero a crearsi. “Eliminare il parcheggio sotto il murale sembra essere solo ed esclusivamente una decisione del sindaco il quale sostiene che il murale possa essere offuscato dalle auto posteggiate e ritiene che sia più opportuno trasformare la strada in un senso unico di circolazione, dal sottopasso Galvani fino alla ex piazza della Capannina spostando sulla destra i parcheggi, dove i cittadini hanno l’accesso alla spiaggia”.

Parco lineare sud e l'area di parcheggio vicino al murales: le foto

“Nonostante le richieste di interlocuzione e confronto, dunque, l’amministrazione sta procedendo a queste modifiche avendo iniziato a tracciare la striscia dei parcheggi sul lato destro della strada. La nostra proposta era di lasciare il parcheggio alla sinistra andando verso nord, sotto il murale. Sulla Oronzo Pugliese, (già via Calamizzi), sono stati eliminati i parcheggi, rendendo impossibile la sosta ai i residenti nella zona sotto la Dia, tra un'attività commerciale e la traversa Soccorso. Avrebbe più logica rendere a senso unico quel tratto, mantenendo il parcheggio da un lato”.

E ancora puntualizza Caridi: “Sul terzo tratto, dal passaggio livello Soccorso, dalla palestra sino a piazza Capannina, è una zona che sin dagli anni passati era stato richiesto formalmente che potesse diventare un’area pedonale insistendo un’area giochi e la struttura delle cabine. Si parla di parco, di zona green, di ecosostenibilità, ma, se dovessero esserci le auto parcheggiate, tutto sarebbe meno che un parco. 

L’isola pedonale - prosegue Caridi - per i residenti non sarebbe un problema perché hanno accessi alle case dalla strada privata e non hanno l’esigenza di arrivare sul Parco lineare; inoltre i cittadini avrebbero un posto dove poter passeggiare liberamente e in sicurezza.

Le giostrine tra l’altro non hanno una recinzione né requisiti minimi di sicurezza come, per esempio, il tappeto anti trauma, ma qua si aprirebbe altro discorso. In prossimità, laddove dovrebbe venire parcheggio Fata Morgana esiste un’altra area, in questo momento abbandonata e divenuta discarica a cielo aperto”. 

“Come comitato abbiamo chiesto che le giostrine venissero spostate in quest’area più distante dalla strada e che in sostituzione venissero creati gli stalli per la sosta. Andando ancora più avanti esiste un parcheggio non fruibile, oggetto di contenzioso, con un residente che ha recintato la zona rivendicandone la proprietà; purtroppo non sappiamo se il Comune abbia effettuato le verifiche opportune. Arrivando all’ultimo tratto a sud sembrerebbe che da lì in poi la viabilità torni a doppio senso, essendo una strada cieca si dovrebbe necessariamente tornare indietro da quella stessa via”. 

Parco Lineare Sud tra criticità, degrado e fogne in mare: le foto

In questa zona c’è un corto circuito, afferma ancora la presidente Caridi: “Dal passaggio a livello Omeca c’è l’obbligo di andare verso sud, rendendo impossibile tornare indietro verso la strada che fa accedere i residenti alle loro abitazioni. Inoltre, in prossimità della sbarra c’è un tombino recintato con la classica rete arancio, che non consente alle auto di defluire liberamente. Il rischio che la chiusura della sbarra imprigioni le auto è concreto ed è già avvenuto rendendo pericolosissimo il transito”.

“Tutte queste criticità sono un disagio non solo per noi residenti ma anche per i cittadini che non hanno spazi per passeggiare, andare in bicicletta e trascorrere il tempo libero all’aperto”. 

La presidente Caridi conclude con una domanda: “Perché non viene presa in considerazione l’isola pedonale come spesso è stato fatto anche in pieno centro cittadino? Chiediamo nuovamente di fermare i lavori e concertare con comitati di quartiere, residenti e cittadini le modifiche che, sui tre chilometri vanno differenziate in base alle esigenze”.

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