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Martedì, 28 Giugno 2022
Dopo cinquant'anni

Pentecoste, piazza del Popolo ha accolto la veglia diocesana

L'arcivescovo Fortunato Morrone ha presieduto la liturgia. Un momento solenne vissuto da tutta la comunità cristiana insieme in un evento storico dopo cinquant'anni

Impegno e testimonianza per una piazza del Popolo, che dopo cinquanta anni, ha accolto i fedeli cristiani riuniti per la veglia di Pentecoste.

La storica piazza, da sempre, luogo simbolo della vita sociale e incontro multiculturale della comunità reggina, per una sera ha accolto la liturgia, presieduta dall’arcivescovo metropolita, organizzata dall’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, con il coinvolgimento e l’animazione dei giovani e degli adulti dei gruppi e dei movimenti laicali diocesani.

"Quando la Chiesa cammina c’è Pentecoste" è stato lo slogan scelto dall'aricevscovo Fortunato Morrone che, ad un anno dalla sua nomina, ha voluto dare un segno tangibile del cammino che la Chiesa reggina sta compiendo. 

Canti, preghiere hanno reso la tappa finale della veglia di Pentecoste, a piazza del Popolo, un momento di grande intensità. Le sette aree scelte, presso cui si sono radunati fin dalle ore 18 i vari gruppi partecipanti, hanno richiamato temi significativi per la vita delle persone. Così ecco che si è pregato e portata la testimonianza su povertà, politica, lavoro ed ancora il dolore e la pietà, la scienza, le religioni e si è invocato lo Spirito Santo, che "ispiri gesti di bene nei nostri territori, con i tuoi doni e frutti".

I temi affrontati e le testimonianze poi sono diventati sintesi nel luogo d’”incontro”, a Piazza del Popolo. La celebrazione liturgica, presieduta dall’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, Fortunato Morrone, ha alternato brani biblici, riflessioni sinodali, canto e dialogo intergenerazionale, animato da giovani e adulti dei vari gruppi e movimenti laicali della diocesi.

La Pentecoste nel cristianesimo

I cristiani inizialmente chiamarono Pentecoste, il periodo di cinquanta giorni dopo la Pasqua. A quanto sembra, fu Tertulliano, apologista cristiano (155-220), il primo a parlarne come di una festa particolare in onore dello Spirito Santo. Alla fine del IV secolo, la Pentecoste era una festa solenne, durante la quale era conferito il Battesimo a chi non aveva potuto riceverlo durante la veglia pasquale.

Le costituzioni apostoliche testimoniano l’Ottava di Pentecoste per l’Oriente, mentre in Occidente compare in età carolingia. L’Ottava liturgica si conservò fino al 1969; mentre i giorni festivi di Pentecoste furono invece ridotti nel 1094, ai primi tre giorni della settimana; ridotti a due dalle riforme del Settecento.

All’inizio del XX secolo, fu eliminato anche il lunedì di Pentecoste, che tuttavia è conservato come festa in Francia e nei Paesi protestanti. La Chiesa, nella festa di Pentecoste, vede il suo vero atto di nascita d’inizio missionario, considerandola insieme alla Pasqua, la festa più solenne di tutto il calendario cristiano.

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