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Spaccio di droga nella Piana di Gioia Tauro, la Guardia di finanza arresta due fratelli | VIDEO

Nei mesi scorsi i militari delle fiamme gialle avevano arrestato il padre dei due giovani trentenni cui oggi è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare dell'inchiesta "Dirty dig"

 

I militari del Comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria portando a compimento l'operazione "Dirty dig", hanno inflitto l’ennesimo colpo alla “narco-criminalità” infestante il versante tirrenico della provincia reggina. Oggi, infatti, i finanzieri della di Reggio Calabria, coadiuvati dalle unità cinofile della compagnia reggina, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere emessa dal giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Palmi, su proposta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 2 fratelli, entrambi operanti nella piana di Gioia Tauro, accusati di cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di illecita detenzione di armi comuni da sparo, armi clandestine, armi non commerciabili in Italia e munizioni.

Due fratelli in manette

In particolare, la misura cautelare personale in parola è stata emessa nei confronti di due germani, V.C. di trenta anni e S.C. di 33 anni, gestori di un autosalone della zona, domiciliati rispettivamente a San Ferdinando e a Rosarno. L’esecuzione delle odierne misure cautelari personali rappresenta l’epilogo di articolate e complesse investigazioni, coordinate dal procuratore della Repubblica di Palmi, Ottavio Sferlazza, dirette dal sostituto procuratore della Repubblica titolare del procedimento penale, Daniele Scarpino e condotte dalla compagnia della guardia di finanza di Reggio Calabria.

I cani antidroga

Il servizio in argomento si qualifica quale sviluppo investigativo e perfezionamento operativo di un’azione repressiva già tracciata in precedenza dai finanzieri con un primo intervento condotto, lo scorso gennaio, dagli uomini della stessa compagnia del capoluogo reggino, allorché l’intuito dei militari impiegati, nonché l’infallibile fiuto dei cani antidroga del comparto cinofili della locale compagnia pronto Impiego condussero al sequestro di circa 2 kg di marijuana, circa 1 chilo e 200 grammi di hashish, 4 pistole semiautomatiche e oltre 140 proiettili, nonché all’arresto in flagranza di reato di R.C. di 57 anni, padre degli odierni arrestati.

Droga sotto la sabbia

In quell’occasione, nello specifico, alcune pattuglie delle fiamme gialle, durante lo svolgimento di mirate attività di appostamento e di osservazione, individuarono un soggetto sospettato di detenzione abusiva di armi e di produzione e illecita detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Le conseguenti attività di perquisizione, eseguite illo tempore, consentirono di individuare e sottoporre conseguentemente a sequestro l’ingente quantitativo di stupefacente, rinvenuto sotto un consistente cumulo di sabbia insistente su uno dei terreni adiacenti alla sede del predetto autosalone.

L'arresto del padre

Al termine delle operazioni, l’indagato fu tratto in arresto in flagranza di reato e condotto presso la casa circondariale di Reggio Calabria – Arghillà, così come disposto dal pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, Daniele Scarpino, sostituto procuratore della Repubblica. Nei giorni seguenti, il giudice per le Indagini preliminari convalidò l’arresto eseguito dai militari operanti, accogliendo altresì la proposta di applicazione nei confronti dell’indagato rosarnese della più penetrante delle misure cautelari personali, ossia la custodia cautelare in carcere, atteso il livello di pericolosità sociale scaturente da quanto posto sotto sequestro.

La richiesta del Gip

Le successive attività investigative svolte dai finanzieri reggini su delega dell’autorità giudiziaria inquirente palmese, a seguito dell’arresto in flagranza di reato, hanno consentito di raccogliere un ingente e granitico patrimonio probatorio dimostrante il pieno coinvolgimento nelle vicende criminose dei due figli dell’allora arrestato. La gravità del quadro indiziario così raccolto e l’attualità della pericolosità delle condotte poste in essere dagli indagati hanno spinto i militari operanti a fornire all’Autorità giudiziaria inquirente elementi idonei tali da far ritenere sussistente la necessità di proporre al competente Giudice per le indagini preliminari l’adozione del canale delle misure cautelari personali.

Gli arresti dei figli

Analizzato l’intero scenario delineatosi nel corso dell’articolata attività investigativa condotta, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, condividendo il quadro indiziario proposto dalla polizia giudiziaria, ha richiesto al giudice per le indagini preliminari l’applicazione della massima misura restrittiva della libertà personale nei confronti di entrambi i figli dell’iniziale indagato. Accogliendo le proposte così formulate, il giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere per i due soggetti, a cui è stata data prontamente esecuzione, nella giornata odierna, da parte dei finanzieri reggini.

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