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Beni culturali

Proposta tutela paesaggistica per strade e palazzi della Reggio bella e gentile

La Soprintendenza punta alla dichiarazione di notevole interesse per il piano De Nava, assetto urbanistico della ricostruzione dopo il terremoto del 1908

La Reggio Calabria bella e gentile raccontata dalla memoria storica e documentale, fragilissima e sempre a rischio di essere snaturata, sarà tutelata con un vincolo paesaggistico. E' quanto auspica la Soprintendenza Abap di Reggio-Vibo, che ha avviato l'iter per il riconoscimento di notevole interesse pubblico per il piano De Nava, documento firmato dall'ingegner De Nava nel 1911 per ricostruire la città annientata dal terremoto del 1908 anche nel suo assetto urbanistico e architettonico - quello che appunto le era valso quella definizione di armonia estetica e funzionale.

La proposta, ai sensi degli articoli di riferimento nel decreto legislativo 42/2004, è stata annunciata con avviso dall'attuale soprintendente facente funzioni, il dg avocante Luigi La Rocca, e la delegata architetto Roberta Filocamo. Pubblicata per un periodo di 90 giorni nell'albo pretorio e depositata presso il Comune in visione del pubblico, la proposta dovrà essere recepita dal ministero della cultura, che nei mesi scorsi ha già accolto un'iniziativa della soprintendenza reggina riconoscendo il notevole interesse pubblico al sentiero aspromontano del Brigante. 

Lo stesso iter dovrà adesso seguire la proposta per il piano regolatore della ricostruzione di Reggio, che si avvarrà anche di esperti e collaboratori esterni per lo studio da sottoporre al segretariato del MiC. L'obiettivo è proteggere l'identità del progetto sbarrando la strada a interventi che ne tradiscano i principi o inseriscano materiali ed elementi fuori contesto. Includendo in un perimetro tutelato piazze, strade ed edifici, non sarà possibile apportare alcun cambiamento senza rispettare regole precise, neanche su singole costruzioni.

L'area interessata è molto vasta e al suo interno ci sono porzioni cittadine già vincolate paesaggisticamente: da Reggio Campi, ai torrenti Annunziata e Calopinace, da nord a sud comprendendo il quartiere di Santa Caterina e l'area adiacente viale Galilei. La visione della soprintendenza è d'insieme, motivata dalla considerazione che non esista ad oggi uno strumento urbanistico capace di garantire protezione a un unicuum architettonico e paesaggistico variegato eppure sistematico. A dimostrarlo sono le alterazioni subìte alla fine del Novecento da molti palazzi, e lo stato di abbandono in cui versano altri. 

Idee fondanti della Reggio bella e gentile pianificata da De Nava sono la rivisitazione dell'intreccio a scacchiera delle strade, la sequenza delle piazze, le forme e proporzioni degli edifici di dimensioni equilibrati con questa mappa cittadina ricca e nel contempo rigorosamente localizzata, nella quale entra in gioco l'esigenza strutturale della sicurezza antisismica. 

Una città ibrida e risorta dalla sue ceneri che non fu ricostruita in un giorno, e lentamente acquisì un'immagine nuova intorno agli anni Trenta. Una vera e propria resurrezione, a cui contribuirono con sapienza ed estro anche Camillo Autore, Gino Zani, Flaminio De Mojà, Ernesto Basile e Gaetano Aliberti, a cui si devono i palazzi più belli e ammirati di Reggio. La commistione di stili (liberty, neoclassico, art noveau, eclettico) compone un mosaico perfetto tra monumenti pubblici ed edifici di genere diversissimo, tra case popolari, residenze nobiliari e istituti scolastici. Da Palazzo San Giorgio e palazzo Melissari-Musitano nel quadrilatero delle sedi governative, a Villa Zerbi e i palazzi Spinelli e Corigliano; dal corso Garibaldi a piazza Italia e il lungomare Matteotti.

La Soprintendenza fonda la tutela paesaggistica su alcune direttrici: la salvaguardia del sistema di collegamento e delle tipologie urbane con attenzione a linee, materiali e criteri architettonici ed edilizi; controllo e gestione delle opere di trasformazione o ristrutturazione; riqualificazione delle pertinenze e gli spazi aperti come cortili e giardini. 

Vitale: "Bene la tutela, ma troppo tardi, dopo aver demolito piazza De Nava"

Sulla proposta di interesse notevole per il piano De Nava è intervenuto Vincenzo Vitale, presidente di Fondazione Mediterranea, facendo notare l'incongruenza tra questa iniziativa e il rifacimento di piazza De Nava. "Sero sapiunt Phryges, ovvero 'troppo tardi mettono giudizio i Frigi'. Non c’è nessuna espressione migliore di questa - scrive - di Cicerone, per commentare la Soprintendenza che avvia la procedura di tutela per il piano De Nava dopo averne demolito l’omonima piazza, che di quel piano ne era parte integrante. Usando un’espressione meno aulica, potremmo dire che la Soprintendenza intende chiudere la stalla dopo che i buoi sono fuggiti, ovvero vuole proteggere l’identità storica della città dopo che questa è stata vandalizzata con la demolizione di una piazza identitaria". Opportuni e condivisibili, precisa Vitale, gli intenti di questa proposta, che potrebbe salvare un'altra vittima predestinata nella trasformazione del patrimonio storico urbanistico reggino, l'altrettanto razionalista piazza del Popolo. Continua Vincenzo Vitale: "Il rifacimento di piazza De Nava, passato attraverso una sua demolizione, nasce da un’idea progettuale interna alla Soprintendenza che, rimossi i vincoli posti dal Comune di Reggio, si è attribuita la direzione dei lavori portando avanti, Comune compiacente e in assenza di controllo esterno, un disegno distruttivo dell’identità cittadina. Oggi si cambia registro e si intende porre un vincolo paesaggistico e ambientale per salvaguardare l’identità urbanistica del centro cittadino. Ne siamo tutti contenti - continua - ma non certo dimentichi di come fin ora questa articolazione periferica dello Stato ha agito: nel non tutelare il basolato storico del Corso Garibaldi, di gran pregio, per accondiscendere alla sua sostituzione con mattonelle di nessun valore; nel tutelare, al contrario, le cabine del lido comunale risalenti agli anni Settanta, di nessun valore né storico né identitario né urbanistico né strutturale".

A proposito di piazza De Nava, i lavori stanno andando avanti con la pavimentazione, ma in città, con l'avvicinarsi dell'estate, inizia a percepirsi l'insofferenza per un cantiere lungo e molto impegnativo. L'impressione è che il cronoprogramma con consegna a novembre 2024 (già slittata di qualche mese rispetto alla prima ipotesi di data) difficilmente potrà essere rispettata.

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