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Una piantagione di marijuana

Una piantagione di marijuana

Trasferta emiliana per i Carabinieri, arrestati due "coltivatori" di marijuana

I militari della stazione di Platì hanno portato a compimento un'operazione con i colleghi di San Polo d'Enza, sequestrata una piantagione con tanto di impianto di irrigazione, in manette due calabresi

Avevano messo su una piantagione di marijuana, come nei film, in mezzo a un bosco nelle impervie colline reggiane. Non solo, ma avevano anche montato un impianto di irrigazione a goccia che usavano rubando l'acqua di proprietà di Ireti, dopo aver tagliato la tubatura. Ma i Carabinieri di San Polo d'Enza, dopo aver scoperto la coltivazione (almeno 80 piante) hanno installato delle fototrappole e poi scoperto chi erano i contadini stamane li hanno arrestati per concorso in detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, dopo aver già sequestrato mezzo quintale di marijuana.

La vicenda è iniziata nello scorso agosto quando i militari hanno scoperto la piantagione, ricavata scavando delle radure in mezzo al bosco e hanno cominciato a indagare. Oltre alle piante, grazie anche ai controlli coi droni, sono poi state trovate anche 61 buche che dovevano avevano ospitato altrettante piante di marijuana e l'impianto di irrigazione lungo più di 600 metri e interrato. Grazie quindi alle fototrappole, all'attesa e alle intercettazioni, i Carabinieri hanno poi individuato prima un 50enne calabrese e quindi il suo socio e parente, un 30enne anche lui calabrese, ora finiti nei guai.

Sul primo dei due, tra l'altro, pende anche l'accusa di furto aggravato per aver sottratto acqua per non meno di 1.800 euro l'anno dalla rete, con l'aggravante di aver tagliato la tubatura. I 50 chili di marijuana, sottoposti ad accertamenti dal Ris di Parma sono risultati avere un principio attivo di Thc pari a circa 8.000 dosi medie, seppur non ancora pronte per essere tagliate ed essiccate.

Il terreno è, invece, proprietà di un terzo soggetto, considerato completamente estraneo ai fatti, che avrebbe potuto incorrere inconsapevolmente a guai giudiziari. La Procura di Reggio Emilia, nella persona di Maria Rita Pantani che ha coordinato le indagini, condividendo con le risultanze investigative dei Carabinieri ha richiesto e ottenuto dal gip per i due gli arresti domiciliari.

Ordinanza che questa mattina è stata eseguita dai Carabinieri di San Polo d'Enza, in collaborazione con i colleghi del Norm di Castelnovo ne' Monti e con quelli della stazione Carabinieri di Platì, coordinati dal colonnello Marco Guerrini, che hanno arrestato i due calabresi con l'accusa di concorso in detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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