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Mercoledì, 24 Aprile 2024
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Piazza de Nava, al via il cantiere e il comitato annuncia iniziative legali

Partono i lavori di riqualificazione e il fronte del no è pronto a dare battaglia con gli avvocati. Ma la studiosa Cagliostro dice: "Unico elemento storico da salvare è la statua"

Il cronoprogramma era noto dallo scorso ottobre ma è ugualmente arrivata come un fulmine a ciel sereno l'apertura del cantiere per il rifacimento di piazza De Nava. Stamattina l'area antistante al museo è stata transennata e sono apparsi i camion con i materiali per l'allestimento dei lavori, e le foto rimbalzate sui social hanno spiazzato i cittadini riuniti nel Comitato per la tutela della storica piazza, che proprio in questi giorni sui erano incontrati per organizzare un'azione finalizzata a rinviare l'avvio del cantiere fin quando il restyling proposto non sarà rispettoso dell'identità della piazza (cosa che, sostengono, non è per l'attuale progetto della Soprintendenza).

In quella riunione, che aveva allargato il fronte del no alla demolizione accogliendo altre associazioni contrarie, si era annunciata la richiesta di un'assemblea civica, soprattutto perché il comitato attribuisce precise responsabilità al sindaco facente funzioni Paolo Brunetti, ritenendo che le autorizzazioni ai lavori tradiscano la volontà del consiglio comunale aperto tenuto a gennaio 2022 per ribadire che ogni intervento su piazza De Nava debba mantenere l'integrità della piazza e dunque richiedendo alcune modifiche dell'ultimo progetto approvato, quello che oggi inizia a concretizzarsi. 

Restyling di Piazza De Nava, al via i lavori: le foto del cantiere

Come rende noto Vincenzo Vitale, presidente di Fondazione Mediterranea, già da oggi il comitato si è messi in contatto con legali per studiare un'opposizione. Lo si era detto chiaramente nell'ultima riunione: se Comune e Soprintendenza non si fossero fermati, la via giudiziaria sarebbe stata atto in extremis.

Per programmare il contrattacco, le associazioni si vedranno nuovamente mercoledì 1 marzo alle ore 17 nel piccolo auditorium di via Giusti. Nella riunione si esporranno gli esiti dell'interlocuzione con lo Studio Panuccio, che aveva proposto il ricorso al Tar contro il progetto Prosperetti, vincendolo, e saranno deliberate le prossime iniziative. Che forse potrebbero riguardare una manifestazione pubblica di dissenso di effetto più dirompente - così come aveva ipotizzato qualche cittadino, sollecitando interventi che mostrino in modo forte che "piazza De Nava non si tocca", come nello slogan di un attivissimo gruppo Facebook.   

Marisa Cagliostro: "Di storico null'altro che il monumento a De Nava"

Ma l'inizio dei lavori non è stato accolto negativamente da tutti. La studiosa Marisa Cagliostro, presidente dell'associazione Ulysses e della consulta comunale cultura, sui social commenta con entusiasmo l'apparizione del cantiere: "Dopo aver atteso la fine dei festeggiamenti per il cinquantenario dal ritrovamento dei Bronzi,assunta come richiesta strumentale di  piccoli gruppi  accolta per calmare gli animi, dopo averne sentite di tutti i colori da parte di persone non competenti del settore e comunque, anche se in buona fede, livorosi contro chiunque esprimesse idee positive sul progetto, iniziano i lavori per il restauro del monumento a Giuseppe De Nava e la riqualificazione di una piazza che di storico null'altro ha che quel monumento. Una piazza che non è stata firmata da nessun urbanista ma solo dalla passione degli amministratori e dello scultore autore del monumento".

L'apertura del cantiere: guarda il video

Parole che lasciano intendere quello che affermano dal Comitato, ovvero che la piazza cambierà volto lasciando intatto, dopo opportuno restauro, solo il monumento a De Nava. La piazza in sè, secondo la storica, non avrebbe niente altro da preservare e anzi necessiterebbe di una rinfrescata.

Aggiunge infatti Cagliostro: "Ogni epoca definisce gli spazi con il gusto del tempo e la nostra non deve temere di restituire ai cittadini e ai turisti, in una veste più accogliente una piazza anonima, malfrequentata la notte e vandalizzata. Lo fanno - continua - tutte le città nelle quali i cittadini si fidano almeno degli enti centrali e periferici dello Stato,come è stato per i grandi lavori di rinnovamento del Museo piacentiniano, opera vincolata certamente di altissimo valore architettonico ma priva di strumenti innovativi di comunicazione delle collezioni e di una migliore accessibilità per i visitatori nonchè una migliore esposizione dei reperti".

La studiosa spiega che era stato già fermato un precedente progetto troppo invasivo di ampliamento sotterraneo del museo e "quella era una battaglia motivata e riconosciuta dall'allora ministro della Cultura". E conclude: "Se ancora lo Stato investe in una città ostica e polemica con qualunque innovazione andremo ancora più indietro di quanto siamo oggi! Io sono per il cambiamento, per la modernizzazione attenta ai valori del passato, quelli veri a cui ho dedicato circa 50 anni della mia vita e tuttora continuo a farlo". Con una provocazione che non mancherà di sollevare polemica: "Mi chiedo dove erano questi guerrieri quando si edificava un grattacielo privo di qualunque relazione con il contesto?"

Secondo quanto appreso da fonti ufficiali, la prossima settimana si inizierà a lavorare con operazioni di scavo, che potrebbero anche rivelare ritrovamenti di tipo archeologico (come evidenziato dalla stessa Soprintendenza all'epoca del primo progetto di risanamento della piazza, presentato dal Comune). E tra le impressioni dei cittadini raccolte stamattina, molti temono che una situazione del genere possa portare al blocco del cantiere lasciando l'area già in fase di demolizione, come avvenne a piazza Garibaldi. In questo caso di fronte al museo archeologico, punto nevralgico del turismo in città. 

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