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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Il caso

Demolizione di Piazza De Nava, la Fondazione Tripodi dice no

Il dissenso della Fondazione "a un delitto contro la memoria, l’identità, la storia e la cultura"

"In questi giorni si moltiplicano le iniziative, gli interventi e le prese di posizione sulla vicenda scandalosa e offensiva per la città di Reggio Calabria, riguardante il progetto di demolizione di Piazza De Nava".

La Fondazione Girolamo Tripodi sta seguendo fin dall’inizio l’evoluzione della questione ed informalmente scrive in una nota "aveva già espresso la propria posizione contraria. Tuttavia, oggi siamo giunti al momento in cui occorre fare argine in maniera unitaria e compatta per fermare un progetto che colpisce al cuore l’identità storica e culturale di Piazza De Nava".

Pertanto, la Fondazione ritiene "opportuno e necessario far sentire anche la propria voce, unendosi a quanti, a partire dal prof. Pasquale Amato,  al dott. Eduardo Lamberti Castronuovo e dal dott. Vincenzo Vitale sono impegnati attivamente nella forte e motivata opposizione al progetto del Segretariato regionale per la Calabria del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In particolare, tra le ragioni che intendiamo porre a sostegno della nostra decisa contrarietà c’è sicuramente la difesa e la tutela del monumento celebrativo dedicato a Giuseppe De Nava, che sorge al centro della Piazza, di fronte al Museo Nazionale della Magna Grecia.

Questa bellissima e complessa opera d’arte, com’è noto, è stata realizzata dal grande scultore polistenese Francesco Jerace: fu questo, l’ultimo grande monumento creato dallo scultore, essendo stato eretto nel 1936, un anno prima della sua scomparsa e fu possibile realizzarlo grazie ad una raccolta di fondi popolare scaturita dal bisogno collettivo di esprimere, in tal modo, il ringraziamento sentito del popolo reggino al personaggio che più si era impegnato, nell’opera di ricostruzione della città di Reggio Calabria, dopo il devastante terremoto del 1908.

Orbene, da quanto si è potuto apprendere, il progetto, prevede tra l’altro, addirittura, la manomissione del monumento, con la demolizione delle conchiglie di ornamento della fontana, che costituiscono parte integrante dell’opera dell’artista polistenese. Questa specifica problematica, integra e completa le forti argomentazioni che vengono presentate per dire no a un delitto contro la memoria, l’identità, la storia e la cultura".

Cinquantesimo dei Bronzi

Infine, a proposito del dibattito e delle polemiche di questi giorni circa le manifestazioni per ricordare il cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace che ricorre nel 2022, per la Fondazione "sembra del tutto evidente per qualsiasi persona dotata di buon senso, che il miglior biglietto da visita per i turisti ed i visitatori che si recheranno al Museo Nazionale non può essere un cantiere aperto che renderà assai complicato anche lo stesso accesso alla struttura museale. Ciò consiglia di rinviare ad altra data l’apertura del cantiere e, quindi, di avere altro tempo a disposizione per un riflessione supplementare da parte del MIBAC e, segnatamente, del ministro Franceschini per una profonda rimodulazione del progetto, al fine di salvaguardare la Piazza De Nava nelle sue peculiariri caratteristiche identitarie e storiche.

In tal senso, la Fondazione Girolamo tripodi dichiara la propria disponibilità a partecipare a tutte le iniziative che saranno promosse a difesa di Piazza De Nava e degli interessi generali della città. Bisogna ricordare con forza a chi se n’è dimenticato che, a Polistena come a Reggio e dappertutto, le piazze sono di tutti e nessuno può pensare di appropriarsene per altri fini o per perseguire azioni che sono un oltraggio alle comunità locali".

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