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La storia di Reggio Calabria sui social

Piazza Garibaldi, negli scavi arriva Calabria Jones e tra i reperti ci sono anche antichissimi dadi da gioco

Visita delle community nell'area dell'edificio romano dove lavorano i tecnici con un'incursione di Borzac versione archeologo

E' prevista dopo l'estate la consegna di piazza Garibaldi e della sua area archeologica, dove sono ancora in corso gli scavi condotti dalla soprintendenza Abap di Reggio Calabria e Vibo. Nel frattempo il lavoro del team di archeologi sta proseguendo e sono tante le affascinanti sorprese sul passato di Reggio che si rivelano agli esperti.

Il sito, come è stata sin dall'inizio volontà della Soprintendenza, è un cantiere fruibile dai cittadini sia dalle finestre che permettono di osservare l'interno che in occasione di aperture straordinarie o visite. Ultimi ospiti in ordine di tempo sono stati i gruppi Igers e Visit Reggio Calabria, che hanno fatto un tuffo nell'antichità osservando la costruzione su podio oggetto della ricerca.

Ad accogliere Borzac, ovvero Salvatore Borzacchiello, ci sono stati gli archeologi Andrea Gennaro e Silvia Ferrari e la pittrice e decoratrice Domenica Vivace: da loro il fondatore dell'associazione Igers reggina ha appreso le novità emerse dagli scavi: come già spiegato durante le iniziative per il pubblico, il grande edificio templare, che gli esami effettuati fanno risalire all'età augustea, è il nucleo di un'area che custodisce diverse epoche successive a quella romana, studiate dall'equipe della soprintendenza con il metodo stratigrafico.

Altrettanto importante è il rinvenimento di reperti e materiali restituiti dalle viscere della piazza e perfettamente conservati, costituiti per la maggior parte da ceramiche. Autobattezzandosi Calabria Jones, l'avventuroso Borzac, assistito dai tecnici, si è voluto cimentare in attività di scavo: armato degli iconici strumenti dell'archeologo, smattenando con trowel e scopetta, si è occupato del recupero di un vaso e della sua catalogazione.

Il reel di Igers Reggio Calabria negli scavi di piazza Garibaldi

L'esperienza è stata immortalata sui social degli Igers Reggio Calabria - che puntano a valorizzare e far conoscere non solo mete turistiche tipiche ma anche i siti culturali della regione - con un reel dedicato, nel quale c'è anche una chicca storica. Tra gli oggetti riportati alla luce si vede anche un piccolo cubo sulla cui superficie sono ancora nitidamente visibili i fori dei numeri. Ed è proprio ciò che sembra, un dado utilizzato per quelli che potremmo definire gli antenati dei nostri giochi da tavolo, tra cui i ludi simili all'attuale dama, di cui gli scavi hanno restituito le antiche pedine.

Autentici tesori del generoso forziere di piazza Garibaldi, che dopo la chiusura del cantiere archeologico spetterà al Comune valorizzare all'interno di un progetto che ambisce a creare un sito a cielo aperto e per cui è prevedibile anche una collaborazione con il museo, soprattutto per l'esposizione dei reperti: è stato il direttore Fabrizio Sudano, allora soprintendente, ad avviare gli scavi, e anche dopo l'incarico al MArRc ne ha mantenuto il coordinamento. 

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