Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Centro

Identità e luoghi: Piazza Sant'Agostino ora multietnica, un tempo dei figli dei ferrovieri

Tra passato e presente, ecco un luogo molto caro ai reggini, nel cuore della città, che coinvolge sensazioni e sentimenti di coloro i quali lo vivono e lo rendono vivo

Fatima arriva presto il giovedì pomeriggio per incontrare le sue amiche. Si siede nella panchina e aspetta che arrivino per raccontarsi gli ultimi avvenimenti della settimana. Più in là, sotto gli alberi, ci sono altre donne dall'est Europa, parlano, scherzano e trascorrono le ore libere dagli impegni di lavoro: molte sono badanti. Piazza Sant'Agostino, nel cuore della città, è sempre più un luogo multietnico, dove persone di diversa nazionalità si incontrano e frequentano questo luogo carico di storia e di memoria per i reggini. 

Da tempo, ormai, grazie anche al centro d’ascolto per immigrati “G.B. Scalabrini” nei locali della parrocchia di “Filippo e Giacomo” la piazza è diventato un punto di riferimento per i tanti stranieri che vivono in città e padre Bruno Mioli, dall'alto dei suoi novant'anni, accoglie tutti, insieme al parroco.

A questo si è aggiunto anche l'Italiano in piazza. Qui, infatti, già dalla scorsa estate, è nata questa iniziativa di volontariato che ha avuto subito successo e le lezioni all’aperto sono molto frequentate ogni mercoledì e venerdì, dalle 17:30 alle 19:00, grazie anche all’autorizzazione comunale per l’utilizzo di una porzione della piazza S. Agostino.

Questo è il quartiere più multiculturale della città: risiedono le principali comunità di stranieri ed è qui che si concentrano le loro attività commerciali (sulla via S.Francesco da Paola si trovano mini-market etnici, ristorazione etnica e altri tipi di attività interessanti dal punto di vista turistico). Ma un tempo questa piazza era altro. Il territorio muta e cambia volto con la presenza dell'uomo, così anche le strade e le piazze delle città subiscono metamorfosi.

L'identità locale è il frutto del legame tra gli abitanti e il loro territorio. Ecco che memoria e identità si intrecciano per lasciare spazio al cambiamento. Piazza Sant'Agostino può sicuramente essere il testimone muto di questo cambiamento. 

Gli anni cinquanta i figli dei ferrovieri

Il quartiere negli anni Cinquanta del secolo scorso era, infatti, legato alla vita delle famiglie dei ferrovieri che proprio lì, nelle strade adiacenti la piazza avevano le loro abitazioni realizzate dell'Ente Edilizio e delle Ferrovie dello Stato che realizzò l'ultimo intervento effettuando, nel 1948,  la soprelevazione dei quattro corpi di fabbrica esistenti tra la via Arcovito  e la via Gaspare del Fosso. 

Così la piazza divenne presto luogo di incontro di tanti ragazzi che giocavano nel pomeriggio a palla. Un luogo caro per tanti reggini, dunque, che sono cresciuti lì.  Ci fu un tempo poi in cui la piazza perse le voci e le risate dei giovani per diventare un parcheggio e fu il tempo della decadenza. Poi l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco della Primavera di Reggio, fece una ristrutturazione della piazza e la ripavimentò, mise i lampioni, le panchine e le aiuole e la piazza ritornò a vivere.

Italo Falcomatà e la partita di pallone in piazza

Per celebrare il suo ritorno, il sindaco Italo Falcomatà, insieme a tanti altri amici, volle organizzare una partita di pallone, così come faceva da ragazzino. Il 20 settembre del 1998 ci fu, dunque,  l'evento “Remember” proprio per ricordare cosa era stato quel luogo. Ogni individuo, infatti, sviluppa intrinsecamente il senso di appartenenza ad un determinato luogo; questo senso di appartenenza è fondamentale per riuscire a stabilire un legame emozionale e cognitivo con un luogo, il che porta successivamente a percepire un senso di sicurezza e di comunità. L’identità di un territorio è un concetto più profondo della semplice immagine fisica ma coinvolge sensazioni e sentimenti di coloro i quali lo vivono e lo rendono vivo. 

Il nome della piazza

Per tutti la piazza, che ha pianta rettangolare ed una delle più grandi di Reggio, è Sant'Agostino ma in realtà la sua denominazione è piazza Carlo Mezzacapo che prende il nome dall'eroe del risorgimento e fratello del generale trapanese Luigi Mezzacapo al quale era intitolato l’adiacente Distretto Militare, del quale oggi rimane solamente l’edificio, dal momento che la struttura amministrativa è stata trasferita a Catanzaro. In realtà il toponimo “piazza Sant’Agostino” esisteva  prima del terremoto del 1908. Sul lato nord della piazza c'è la chiesa romanico-bizantina con una struttura insolita avendo alcune cupole di differenti grandezze.

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