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Mercoledì, 28 Settembre 2022
50esimo anniversario Bronzi di Riace

Il podcast che racconta la storia della scoperta e delle donne che l'hanno tutelata

"In buone mani" è realizzato dal ministero della Cultura, in collaborazione con Choramedia, narrato dalla voce di Mia Ceran

E' la storia della scoperta dei Bronzi di Riace, 50 anni fa, ma è la storia anche delle donne che hanno restarato i due guerrieri negli anni e che li hanno tutelati.

E' la storia della cura, della passione e dell'amore delle professioniste che hanno lavorato per restituirci le due statue greche, bellissime, in "perfetta forma". 

Una storia che viene raccontata dalla voce di Mia Ceran, giornalista e conduttrice televisiva, "In buone mani" il podcast (che è uscito il 16 agosto  in concomitanza con il cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace), voluto dal ministero della Cultura in collaborazione con Choramedia che ha dedicato il primo episodio proprio ai Bronzi.

Trentadue minuti di voci, storie, suoni che fanno rivivere quei momenti storici e che accompagnano l'ascoltatore verso la scoperta dei Bronzi e del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.  Scritto da Michela Guberti e Francesca Borghetti, è disponibile su Spreaker. 

Ci sono le testimonianze di Elena Lattanzi e Simonetta Bonomi, soprintendenti della Calabria rispettivamente negli anni 1981-2005 e 2009-2015, ma anche di Giovanna de Palma, restauratrice dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma, che ha seguito, con mansioni diverse, le ultime due campagne di restauro a 15 anni di distanza l’una dall’altra.

Racconti, testimonianze preziose come quella di Giovanna de Palma che spiega il perchè i Bronzi sono giganti fragili: "Lo spessore medio di un Bronzo è di millimetri, quello che da fuori ci sembra una possente statuta, è una stutua alta due metri le cui pareti sono millimetri, più fragile di così..." . 

Grande interesse hanno suscitato sin da subito i due guerrieri, come ricorda la sovrintendente Elena Lattanzi trasferita proprio per seguire il restauro. "I bronzi hanno segnato una linea di demarcazione dell'archeologia prima dei Bronzi e dopo. Non si era mai visto questo assembramento di folla, - spiega Elena Lattanzi - questo coinvolgimento che è iniziato con l'apparire dei Bronzi dal mare di Riace".  

"Le statue in bronzo dell'antica Grecia hanno fatto una brutta fine soprattutto nel Medioevo perchè furono fuse, per mancanza di metelli - spiega Elena Lattanzi - quindi scomparvero" e i due guerrieri sono quindi una rarità. 

Poi Elenza Lattanzi ricorda il recupero e la spiaggia di Riace piena di curiosi. "Mi hanno raccontato le persone che erano presenti il 18 agosto del 1972 che tutti gli abitanti di Riace erano lì. La gente di Riace disse subito che erano raffiguranti San Cosmo e Damiano perchè avevano questo culto antico e che le statue furono gettate in mare molti secoli fa".

In buone mani per raccontare l'arte italiana 

In otto puntate, In buone mani racconta altrettante realtà, nelle quali ogni giorno professioniste esperte gestiscono, studiano e si prendono cura delle nostre opere d’arte, costituendo dei veri e propri centri di eccellenza - punti di riferimento per il mondo intero. Da Reggio Calabria a Firenze, da Torino a Pompei, ogni giorno con loro, l’arte italiana è In buone mani.

"Il patrimonio storico artistico più ricco e importante al mondo è il dono e il fardello che il nostro passato ci ha lasciato. È una incredibile ricchezza, - speigano i produttori - ma ogni giorno dobbiamo difenderlo, proteggerlo, curarlo. Un lavoro che il nostro Paese affida in gran parte alle donne, che costituiscono il 70% delle persone impiegate nel settore dei beni culturali".

I successivi 7 episodi saranno disponibili da metà settembre, uno a settimana, e saranno dedicati ad altri 7 luoghi speciali, in cui professioniste d’eccellenza ogni giorno studiano e si prendono cura del nostro patrimonio artistico e culturale.

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