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La polemica / Santa Caterina / Banchina Porto, 2

Il consueto party sulla Amerigo Vespucci genera malumori ma non c'erano inviti

Scoppia un caso sulla festa a bordo, che rappresenta un'abitudine dei marinai ma fa ipotizzare la presenza di ospiti vip e cittadini esclusi

A Reggio si è trasformato in un caso da movida vip, ma il party a bordo della nave scuola della Marina militare "Amerigo Vespucci" tenuto lunedì scorso è stato in realtà una festa privata dell'equipaggio, che viene tradizionalmente organizzata ad ogni tappa dello splendido veliero diretto dal comandante Massimiliano Siragusa.

Come sempre capita, nella baraonda dei social si sono fatti anche nomi a sproposito. Il dj reggino Claudio Polimeni, tirato in ballo su Facebook, dove si è diffusa la notizia di una sua presenza ai dischi sulla nave, smentisce categoricamente e spiega di aver suonato su un track mobile nell'area antistante alla Vespucci per un'altra iniziativa radiofonica, smontando alle 21.30 di lunedì, quando la festa vera sulla nave non era ancora iniziata. "Ci hanno persino tolto la corrente - racconta - e siamo andati via in un clima molto tranquillo dove non si vedeva movimento di gente. Inoltre io ho parlato con il secondo della nave e mi ha spiegato che questi party sono una loro consuetudine. Si svolgono la sera prima della partenza e partecipano soltanto i marinai quindi la regola è che non ci sono invitati. Della musica se ne occupa un ragazzo che non è un dj ma semplicemente lo fa per passione, a bordo hanno una loro consolle".

La polemica è scoppiata dopo che, nella tarda serata di venerdì scorso, qualcuno aveva notato che alla nave storica, ancorata al porto per la visita reggina e illuminata da fari tricolore, non ci si poteva avvicinare neanche a piedi oltre l'area interdetta alle auto, perchè era in corso un evento privato. Con ingressi a numero chiuso, lancia qualcuno. Il malumore espresso in alcuni post su Facebook ha generato illazioni sul fatto che a quella festa con musica da discoteca e ritenuta eccessiva fossero state invitate personalità cittadine - o, entrando nel vivo del dissenso, i soliti "raccomandati". Insomma, un classico pettegolezzo da piazza virtuale, animato dalla gelosia dei presunti esclusi dall'evento glamour. Da lì, soffiato il primo venticello, la discussione si è gonfiata tra riflessioni paternalistiche sull'opportunità di ballare a bordo di un'imbarcazione storica e le reprimende di chi, residente nella zona, giurava di aver sentito musica a palla fino a notte fonda con grave disturbo al proprio sonno.

Ma se anche fosse, sarà poi stato questo gran delitto, considerando la giovane età degli allievi di nautica protagonisti del party? I partecipanti non erano pochi, sembra circa un centinaio, ma al di là di ogni considerazione moralistica su un rispetto della divisa che sarebbe "disonorato" dalla discomusic sul ponte della nave, il vero dente che duole qui è stato l'ipotesi di un selettivo red carpet marinaro da cui qualcuno, ritenuto non abbastanza vip, sarebbe stato tagliato fuori. A fomentare la questione è una fulminea leggenda metropolitana di inviti gratuiti per accedere alla festa, della cui esistenza sarebbero stati edotti solo alcuni bene informati.

Andazzo che, si sa, a Reggio fa andare su tutte le furie chi si posiziona nel circolo elitario della vippanza. Sui nomi di chi, oltre i marinai, effettivamente abbia ballato tra gli storici arredi della regina dei mari, non trapela nulla. Certo non si può escludere che ci fossero anche amici o parenti dei ragazzi, o che sia stata invitata qualche autorità cittadina. Chi non può dire di esserci stato non l'ha presa bene, ma nei due giorni in cui la città è letteralmente impazzita per la Vespucci il vero rammarico è stato un altro.

Ovvero il dispiacere di chi, soprattutto bambini, non è riuscito a visitare la nave scuola a causa di un'organizzazione ritenuta da tanti eccessivamente restrittiva e con orari non sufficienti a soddisfare la richiesta di ammirare questo celebre simbolo della marina militare italiana nel mondo. Accade così ad ogni sosta della nave scuola, ma vallo a spiegare a un ragazzino che si è fatto una scarpinata sotto il sole cocente dietro una fila interminabile per trovare la passerella ritirata e una piccola aspettativa delusa. Ci sarebbe poi da aprire un'amara parentesi sulla fruizione del porto come zona libera di visita, ma questa è un'altra storia.

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