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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Polistena

A Polistena consiglio comunale aperto sull'ospedale: oggi incontro in prefettura

Continua la mobilitazione nella Piana per interrompere lo smantellamento dei servizi sanitari essenziali e salvare il nosocomio

Un consiglio comunale aperto, nella centrale piazza della Repubblica, per difendere l'ospedale dallo scenario ormai concreto della chiusura, il cui culmine si è raggiunto lo scorso 1 luglio con lo smantellamento del reparto di anestesia e rianimazione e il conseguente blocco delle operazioni chirurgiche e di fatto la declassazione del nosocomio a strutture con sole funzioni di medicina generale.

Ieri a Polistena l'iniziativa dell'amministrazione comunale di Michele Tripodi ha visto una partecipazione ampia e vivace, che prosegue nel solco della mobilitazione già avviata negli ultimi mesi con sit it e manifestazioni pubbliche. Chiamando a raccolta, come è avvenuto ieri pomeriggio, cittadini ma anche sindacati, esponenti politici, amministratori dei Comuni limitrofi per tutelare il diritto alla salute di tutte le popolazioni della Piana.

Oggi è previsto un ulteriore incontro in prefettura a Reggio con Massimo Mariani per scongiurare la chiusura dell'ospedale ma non solo, perché, come ha ricordato il sindaco Tripodi, è in atto nella zona un depauperamento di tutti i servizi pubblici sanitari anche extraospedalieri, dai consultori, al 118, ai punti di interventi psichiatrici. "Asp e Regione - ha detto .- non sono in grado di programmare la sostituzione del personale in uscita e con la pandemia la situazione si è aggravata. Quando parliamo di sanità pubblica parliamo di una grave ingiustizia, di diritti negati agli utenti più deboli, quelli che per situazione economica non hanno altre possibilità se non curarsi in strutture pubbliche, e non trovano qui nemmeno i servizi essenziali".

Sbagliata, ha ricordato Tripodi, la politica delle chiusure di tanti punti di primo intervento nella zona per rimpolpare l'ospedale (calcoli alla mano confrontando il basso numero di interventi nei ppi con le esigenze del nosocomio, questa la motivazione addotta dalla commissaria Asp), assurda la situazione di lavoratori costretti a turni massacranti per l'assenza di ricambio dopo trasferimenti e pensionamenti.

Tanti gli amministratori presenti per contribuire al dibattito (per citarne alcuni, i sindaci di Palmi, Cittanova, Scido, Rizziconi, San Ferdinando, Galatro, Oppido), oltre a numerosi cittadini, tra cui quelli che hanno dato vita a un comitato spontaneo di lotta. Il sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace nel suo intervento è stato deciso: "Non è il momento oggi di fare proclami, ma dobbiamo dire le cose come stanno.

Negli ultimi quindici anni abbiamo chiesto a Roma di non avere commissari e di non fare gestire la nostra sanità da altri. Oggi la gestione della sanità calabrese è stata affidata al governatore Occhiuto, al quale però non vanno date tutte le responsabilità perché il problema vero è che non siamo rappresentati a livello centrale e che il celebrato "Decreto Calabria" non ha mai risolto i problemi anzi li ha aggravati. 

Questo - ha continuato - è l'ennesimo incontro a cui partecipiamo per difendere un territorio stuprato e tutelare quei pochi diritti rimasti. In consiglio regionale si è recentemente votato l'aumento di stipendio dei nostri manager aziendali, questo deve farci riflettere ed è il genere di notizie che la gente deve conoscere. Abbiamo protestato nelle scorse settimane per la chiusura dei ppi e la nuova dirigente Asp ha risposto con inaccettabili calcoli numerici sui pochi interventi. Non è chiudendo questi punti che si aiuta l'ospedale di Polistena. Quello stesso ospedale che si voleva chiudere per farne un centro Covid, degradando ulteriormente il territorio".

La situazione è bollente. Tripodi ha parlato di medici precettati senza poter esprimere il proprio pensiero e organico ridotto al limite, della mancata volontà di provvedere con concorsi con graduatorie regionali. "La nostra protesta - ha detto - non avrà fine finché non avremo risposte da chi oggi ha la responsabilità della sanità regionale. Abbiamo atteso perché era giusto concedere un periodo di assestamento, ma adesso quel tempo è ampiamente trascorso ed è necessaria un'inversione di tendenza immediata. E' una battaglia senza colore politico ma che appartiene a tutti".

Il testo che riassume le risultanze dell'incontro e chiede con determinazione la salvaguardia territoriale dei Lea (livelli essenziali di assistenza) sarà trasmesso il governatore Occhiuto e la commissaria dell'Asp reggina Lucia Di Furia.

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