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L'ospedale di Polistena

L'ospedale di Polistena

Polistena, impiantato pacemaker salvavita su paziente speciale: la gratitudine dei familiari

L'équipe, guidata dal primario di cardiologia Vincenzo Amodeo, ha impiantato l'apparecchio di ultima generazione a un disabile, affetto da autismo. La sorella del paziente: "Qualità umane ed indiscussa professionalità"

"La sanità calabrese, sempre più frequentemente oggetto di critiche e di censure da parte di cittadini per le inefficienze gestionali, spesso legate a mancanza di investimenti e alla mancata valorizzazione delle risorse umane disponibili, si caratterizza anche per le poche eccellenze che danno speranza e tranquillità a quanti chiedono assistenza".

Inizia con queste parole la breve e necessaria premessa della reggina Federica Tripodi che "sente il dovere di esprimere apprezzamenti e sentimenti di gratitudine, nei confronti di tutti gli operatori sanitari dell'Unità operativa complessa di cardiologia del presidio ospedaliero di Polistena". 

Amodeo enzo-3"Martedì scorso mi recavo presso la divisione di cardiologia per accompagnare il mio giovane fratello disabile, in quanto affetto da autismo, su consiglio del cardiologo di fiducia che aveva già contattato il primario, dott. Vincenzo Amodeo, che, dopo averci ricevuto con garbo e grande professionalità, ha disposto il ricovero in una stanza arredata di ogni confort, che brillava per pulizia.

Il primo approccio - continua Federica Tripodi - è stato quello di socializzare col giovane paziente, stanti le condizioni di disabilità che lo rendevano fragile ed impaurito, per spiegargli ciò che avrebbero fatto a breve e per metterlo a proprio agio. La particolarità del caso richiedeva la presenza di un anestesista rianimatore, per cui il primario ha contattato la dottoressa Francesca Liotta che ha subito dato la propria disponibilità e, in meno di un’ora, il dott. Amodeo, con la collaborazione del dott. Carmelo Casile e del caposala Girolamo Guerrisi, ha impiantato un pacemaker salvavita di ultima generazione". 

"Ciò che più mi ha colpita - prosegue ancora la lettera - è stata la rapidità con cui è stato effettuato l’intervento e la grande disponibilità del personale di reparto, che ha prestato tutte le attenzioni necessarie per gestire un caso molto particolare, per cui sono necessarie qualità umane ed indiscussa professionalità, governate con una guida attenta e puntigliosa, così come ho avuto modo di constatare riguardo al governo clinico della struttura cardiologica".

"Il mio augurio - conclude la signora Tripodi - è che questa esperienza, vissuta in prima persona, serva da esempio per tutti i calabresi che spesso si rivolgono, per cure mediche, alle strutture del nord, quando anche in piccoli ospedali come lo spoke di Polistena esistono delle eccellenze professionali arricchite della indispensabile umanità che operano in ambienti confortevoli ed igienicamente apprezzabili".

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