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Il progetto / Bocale

A Bocale apre il polo per l'infanzia di Macramé, che vuole diventare un bene del territorio

Inaugurata la struttura educativa finanziata dalla fondazione Con i bambini nel bene concesso dal Comune, fondata su un metodo educativo innovativo

Non soltanto un servizio per i bambini e le famiglie fondato su un metodo di educazione innovativo, ma un centro di condivisione sociale per l'intera comunità del comprensorio di Pellaro-Bocale. Con questo obiettivo è stato inaugurato stamattina il polo per l'infanzia "Giochiamo a crescere", gestito dal consorzio Macramé e parte del più ampio progetto selezionato e finanziato dalla fondazione "Con i bambini", che prevede la prossima apertura di altre due strutture nella Piana e nella Locride. Soddisfatto di questo traguardo, il presidente di Macramè, Gianni Pensabene, dichiara: "E' il primo segmento di un lavoro che abbraccerà tutta la provincia di Reggio toccando alcuni punti nevralgici, dopo Bocale il servizio riguaderà Piana e Locride, in collaborazione con le amministrazioni locali, per contrastare la povertà educativa minorile. Reggio Calabria - continua - è spesso messa a paragone con la Reggio del nord, in Emilia, due realtà opposte sul piano delle opportunità per i bambini, dove qui ci sono 3 asili nido e lì 30. La disparità è fortissima e iniziative come questa, possibili grazie al sostegno delle istituzioni, testimoniano che esiste un impegno comune per rispondere a un bisogno importante, perché sappiamo che gli stimoli offerti ai bambini della fascia di età infantile, cruciale e delicata, valgono per tutta la vita". 

Presenti Palo Brunetti, sindaco facente funzioni del Comune di Reggio (ente che ha messo a disposizione l'immobile della ex scuola di Bocale) e gli assessori comunale al welfare e all'istruzione, Demetrio Delfino e Lucia Nucera, insieme al consigliere delegato Carmelo Romeo, a Bocale gli amministratori hanno ribadito la loro presenza in un'azione sinergica iniziata con Falcomatà e concretizzata con l'apertura del centro. "Sin da subito - afferma Brunetti - l’amministrazione ha aderito prima al progetto, poi ha contribuito dando in concessione gratuita i locali, mentre il consorzio Macramè ha provveduto insieme agli altri partner alla riqualificazione, e oggi finalmente si taglia il nastro. In territorio periferico come quello di Pellaro e Bocale si apre una nuova prospettiva, dove i bambini avranno un luogo fisico di aggregazione per crescere insieme”.

Rappresentanti di Macramè e istituzioni durante l'inaugurazione

Il polo avrà un'utenza di piccoli da 0 a 6 anni, una fascia di età storicamente penalizzata e spesso scoperta nel settore dei servizi sociali calabresi, e l'assessore Delfino commenta: "Ce ne stiamo occupando nella consapevolezza che dopo la pandemia i bambini più piccoli debbano ricevere un'attenzione particolare rilanciando il loro diritto alla crescita, alla gioia e l'educazione. L'inagurazione di oggi - ha aggiunto - è un esempio felice dei risultati che si ottengono quando le forze del terzo settore incontrano l'azione amministrativa e ci si mette insieme con un obiettivo comune. Questo territorio periferico è nei nostri pensieri con vari progetti, tra cui l'imminente apertura dell'emporio della solidarietà". Alle parole di Delfino si unisce la collega Nucera: "E' un sogno che si realizza, l’iter del progetto parte nel 2017 su input del sindaco Falcomatà che ha sempre puntato alla visione di una città supportata da una rete di servizi e politiche sociali. Proprio oggi abbiamo consegnato anche i lavori dell’asilo nido nel quartiere di Arghillà che andrà ad implementare questa rete che punta a dare attenzione alle periferie”.

Un modello educativo nuovo fondato sull'autonomia del bambino e tante proposte di comunità

Stamattina nei locali della struttura c'erano i diretti interessati, i primi bambini e bambine inseriti nel mese di maggio che senza scomporsi per la presenza di tanti ospiti hanno preso tranquillamente possesso dei loro spazi ludici. Notiamo giocattoli in materiali naturali, piante, piccoli tricicli e anche bambole da vestire con pannolini veri. L'idea educativa di "Giochiamo a crescere" è infatti quella dell'esperienza e l'autonomia del bambino, e coinvolge i piccoli insieme ai genitori, ma non solo. Margherita Vertolomo, psicologa e pedagogista che ha curato il progetto per Macramè, spiega: "Il metodo propone esperienze non apprese dall'adulto ma dirette, per condure i bambini a una crescita consapevole nella loro vita quotidiana. Un elemento importante è la condivisione del percorso educativo con le famiglie e anche con la comunità locale. Il polo coinvolgerà le associazioni e i residenti affinché questo diventi un luogo di cura comune, dove si crei un'officina di idee e coprogettazione, sentito come un bene del territorio".

Bambini nel polo

Tra le attività previste ci sarà la stanza della sabbia, spazio gioco importato dal Nord Europa dove un ambiente è allestito in modo da lasciare i bambini liberi di esplorare, conoscere, manipolare ed esprimere creatività. E pensando a un servizio dedicato alla popolazione, verrà proposta la creazione di una biblioteca gestita dalle famiglie e realizzata anche con raccolte fondi per l'acquisto dei libri. Il progetto ha una durata di quattro anni, i primi due sono stati di intensa sperimentazione sul campo in due scuole pubbliche, la Cassiodoro Don Bosco di Reggio, diretta da Eva Nicolò, e la Monteleone Pascoli di Taurianova. "C'è stata grande collaborazione delle famiglie e degli insegnanti - continua la dottoressa Vertolomo - oltre che delle istituzioni pubbliche e private che già sono interlocutori di Macramé". Il polo di Bocale, seguendo i parametri di legge, accoglie da 12 a 18 bambini nella fascia 0-3 anni e fino a 20 nella fascia 3-6, ma la flessibilità degli orari di frequenza potrebbe creare opportunità anche per altri, nell'alternanza tra mattina e pomeriggio o su giorni diversi. Nella struttura operano tre educatrici pedagogiste, di cui una con ruolo di coordinamento, che ha seguito un corso specialistico sul metodo Gac. "La formazione costante è fondamentale in questo progetto - conclude Vertolomo - e sono già stati programmati altri eventi di questo tipo". 

Un piccolo gioca nella struttura

Il polo è legato al progetto finanziato da "Con i bambini", ma dopo i quattro anni c'è la volontà di continuare, e non potrebbe essere diversamente. Dice Gianni Pensabene: "Non vogliamo fare voli pindarici, è giusto restare con i piedi per terra e portare avanti i quattro anni previsti. Da parte nostra vogliamo garantire la continuità e siamo certi che avremo il supporto dell'amministrazione perché ci siano le condizioni per farlo. In caso diverso, sarebbe molto triste per i residenti di questo territorio. Questa non deve essere una meteora, bella da guardare e che poi se ne va, dobbiamo costruire un servizio che resti". 

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