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Martedì, 28 Maggio 2024
Il caso / Villa San Giovanni

Ponte, la minaccia su Cannitello: lungomare ridotto e cimitero inaccessibile chiuso tra i cantieri

Dalle osservazioni del Comune di Villa San Giovanni emerge un allarme per la fruizione del camposanto cittadino

La frazione di Cannitello e la via marina di Villa San Giovanni sono i bersagli più sensibili nella cantierizzazione calabrese del ponte sullo Stretto. Il pilone taglierà il lungomare Cenide cancellando una porzione di circa 400 metri tra il santuario della Madonna di Pezzo e la chiesetta di Cannitello, con tutte le case e attività produttive che oggi si trovano qui. Inoltre il pontile di servizio non è sorretto dalle opportune analisi meteo e di idraulica marina, necessarie per l’intensità delle correnti dello Stretto e le caratteristiche dei flussi di trasporto solido ipotizzati.

L'allarme è stato finalmente messo nero su bianco nelle osservazioni che il comune di Villa San Giovanni ha prodotto per la procedura di Via (valutazione di impatto ambientale), nel quale emerge anche una criticità specifica che riguarda il cimitero. 

A differenza di quanto previsto per Messina, nella relazione del progettista e nelle integrazioni al progetto approvato nel 2011, a Villa non è stato previsto un vincolo a protezione della struttura. L'unico riferimento è infatti a un esigup spostamento (circa 10 metri) in direzione Nord-Est dell’ancoraggio lato Sicilia, finalizzato ad evitare al l’interferenza dei cavi del sistema di sospensione con il locale edificio cimiteriale. Il caso del camposanto di Cannitello (che non viene considerato) è però diverso e rappresenta un surreale paradosso. La costruzione è stata salvata da espropri o asservimenti anche temporanei, ma di fatto scomparirà, ingabbiata dentro un perimetro di aree espropriate per pubblici servizi, collegamenti e ferrovie. Letteralmente chiuso da ogni lato. La sua ubicazione nella mappa dei cantieri dimostra già solo visivamente che sarà praticamente impossibile accedere per visitare i defunti. Inoltre a ridosso del cimitero dovrebbe essere realizzato un impianto di betonaggio.

"E' probabile che non si potrà entrare - commenta l'architetto Salvatore Ciccone, che ha portato il suo contributo durante il consiglio- e dobbiamo anche segnalare la possibilità di danni per l'interferenza dei cantieri, gli effetti delle emissioni acustiche, i disservizi legati a problemi con la rete idrica a seguito della lavorazione. Tutti aspetti che rendono a rischio il funzionamento e la manutenzione del cimitero".

Il ponte sullo Stretto ha già lasciato una cicatrice a Cannitello, la variante ferroviaria che avrebbe dovuto segnare la prima pietra della grande opera e invece è rimasta, incompiuta ed esteticamente mostruosa, come guasto nella linea della costa villese. Attorno all'intubata in questi giorni si è riacceso lo scontro politico e ideologico, ma più importante delle polemiche è ricordare (come si fa nelle osservazioni dell'amministrazione di Villa) che in questo stesso punto scorre la faglia sismica estesa da Cannitello a Punta Pezzo e responsabile del terremoto del 1783, sisma devastante per i siti nei quali saranno installati i cantieri.  

Un altro problema per Cannitello, zona prioritaria degli espropri, è che in questo momento non esiste un'alternativa residenziale da proporre a chi dovrà rinunciare alle proprie case e spostarsi. Sì, ma dove? In consiglio comunale la sindaca Caminiti ha annunciato l'intenzione di fare una richiesta precisa alla società Stretto di Messina. L'idea prevede, in un’area idonea, la costruzione di villette bifamiliari che compensino l'indisponibilità delle zone attualmente edificabili, fagocitate dalla canterizzazione e poi dal ponte. "È un'ipotesi che la sindaca ha fatto bene a ricordare e di cui si era già parlato, ma per la cui concretizzazione serviranno passaggi lunghi - osserva l' architetto - perché non è mai stato previsto in nessun piano. Invece è proprio uno di questi aspetti a cui avrebbero dovuto pensare in questi dodici anni in cui ci hanno lasciati sospesi tra il primo progetto e questo".

La superficie edificabile di Villa San Giovanni intaccata dal ponte è l'unico accenno, seppure indiretto, al tema degli espropri, che invece non è mai citato nel documento delle osservazioni. Nelle quali però, appaiono l'area a verde e il centro direzionale Libeskind, grandi premialità risarcitorie agitate come miraggi a Villa San Giovanni. Secondo l'amministrazione su queste opere il progetto resta troppo vago, mentre un evidente vuoto riguarda le opere di ripascimento della costa (sbandierate dalla società per entrambe le sponde ma concretamente indicate solo dalla parte messinese). In particolare l'utilizzo delle terre e rocce da scavo per questo obiettivo manca di dettagliata e idonea valutazione sulla compatibilità.

Dice ancora Ciccone: "Per la conferenza di servizi che si apre domani si prevedono tempi lunghi ma mi sembre che ora siano davvero convinti tutti: dall'evidenza documentale e l'assenza di approfondimento tecnico-scentifico a ogni livello rispetto a 12 anni orsono, ci sono giustificate motivazioni per pronunciare una netta contrarietà a quanto negli anni ci è stato propinato e subito". Interpretando il pensiero comune espresso durante il consiglio comunale aperto, Ciccone sottolinea: "Se andiamo a richiedere ulteriori approfondimenti prolunghiamo l'agonia e le già profonde e sistemiche difficoltà sotto tutti i profili di questa martoriata terra. Abbiamo dato, è il tempo che lo stato italiano ristori, questa terra con un piano economico, sociale e strutturale, adeguato per poterci vivere nell'attuale e nel futuro. Chiediamo un tempo nuovo. Su queste scelte saremo tutti attori rotagonisti o comparse!"

Ecco cittadini, più o meno cosa accadrà sponda calabra sulle alture di Piale (Villa San Giovanni) in sotterraneo ( n.6 gallerie e n.2 bypass ) in un raggio di 500-600 metri. Se verranno realizzate le opere propedeutiche e funzionali al Ponte!!

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